Carambola dormiente – Intervista a Adam Tempesta
Adam Tempesta è uno dei fumettisti più originali e geniali in circolazione. Alla fine del 2022 è uscito Carambola dormiente, il suo terzo graphic novel, pubblicato con Eris Edizioni. Si tratta di un fumetto molto intimo e personale, prova di grande maturità e crescita, che è ambientato nel suo spazio interiore. Il buio, il nero, raccontano la difficoltà, la sofferenza e il bianco è la luce, la serenità, lo spazio dove tutto è possibile, dove la creazione è gioia, divertimento, lo spazio aperto in cui si può stare bene. La rielaborazione di ricordi del proprio passato, si mescola a prove di coraggio che come in un videogioco preparano il protagonista, Adam stesso, a passare al livello di coscienza successivo, in cui continuerà a lottare per imparare a stare bene.
Seguo Adam dal lontano 2016, quando l’ho incontrato e intervistato per la prima volta, e sono stata molto felice di intraprendere questo suo nuovo viaggio. A fine lettura, piena di domande e spunti di riflessione, ho deciso di rivolgermi direttamente a lui che ha risposto pazientemente a tutte le mie curiosità. Buona lettura.

Adam Tempesta, Carambola dormiente. Eris edizioni, 2022. Pag. 128, € 15,00.
Ciao Adam, ben tornato su una banda di cefali. Sono molto ma molto felice di ospitarti di nuovo sul nostro sito e anche del grande percorso che hai fatto in questi anni. Quando ti ho intervistato era il lontano 2016, l’anno del tuo esordio nel mondo del fumetto con Itero Perpetuo. La prima domanda, allora, sorge abbastanza spontanea: che cos’è accaduto in questi anni?
È bello essere di nuovo qui con te e con voi <3 Sono molto affezionato a livello spirituale (e anche umano) a UBDC, perché mi fate ricordare quando ero giovane e spensierato. In questi anni sono accadute molte cose, così tante che io ho raddoppiato la mia età spirituale (mi sento di dire così).
Il 2018 è stato l’anno di Inerzia, dopodiché, come nella carta dei Tarocchi dell’Innamorato, il giovane Adam ha intrapreso una scelta che lo ha fatto scivolare in un viaggio molto ripido, bello ma anche oscuro che posso riassumere come il 3 di Coppe rovesciato, perciò eccessi, perdite, ma anche cose belle e il risultato finale è stato un uragano di emozioni che sono poi culminate in Carambola Dormiente che posso descrivere come Il Mondo capovolto: la fine di un ciclo ma non la realizzazione.
Mi sento di essere diventato più grande, maturo: sono stati anni pieni di ostacoli e sofferenza e adesso sono molto stanco. Per fortuna Il Giudizio splende in alto nel cielo e fa squillare la sua tromba perciò con il mio carro sono pronto per partire ed elevarmi, il più lontano possibile, col mio fagotto di esperienze, sempre con il mio fido amico istinto a farmi compagnia. Insomma, sono cresciuto. Sono diventato più grande, meno illuso, più pessimista, ma comunque meglio di prima. Se prima ero Gandalf il Grigio, adesso sono Gandalf il Bianco. Sono caduto nell’abisso, ho lottato contro un Balrog e adesso sono qui.

Possiamo dire che il viaggio rappresenta un leit-motiv nei tuoi lavori nel fumetto. Itero Perpetuo racconta il viaggio di Eric per ritornare a casa e offre numerosi spunti per intraprendere un viaggio più profondo nel proprio io. Il viaggio di Inerzia è allucinante e allucinato, ma è anche un viaggio temporale nel presente, nel passato e nel futuro. Carambola dormiente, invece, racconta in modo spiazzante e senza filtri un viaggio che tu fai dentro di te, un viaggio fatto di dolori, sofferenze ma anche di rinascita e consapevolezza. Perché hai deciso di raccontare questo viaggio e quanto è stato doloroso intraprenderlo?
Ho deciso di raccontarlo grazie alla mia psicologa. Fare fumetti di base è inutile perché non li puoi mangiare. Scrivere, disegnare, mettere assieme questi elementi per raccontare qualcosa invece sì. È stato un modo per dire “non sei solo/a, ovunque tu sia”. Penso sia quello che rende quello che faccio utile e usufruibile. Per me non è stato doloroso scrivere e disegnarlo, anzi è stato liberatorio. Certo, nel momento in cui dovevo mettere assieme i pezzi non è stato facile perché tutto tornava su come quando ti viene l’acidità di stomaco alle tre di notte, ma potevo distaccarmi più facilmente essendo quello il passato, elevarmi e guardare tutto da sopra. Lo facevo e dicevo “vedi Adam, ora è tutto passato, giocaci su”. Infatti lo spirito di Carambola Dormiente è quello di un diario di viaggio, uno sketchbook, senza fronzoli, diretto, dove non mi interessava fare a gara con altri autori e autrici su chi fosse più bravo a disegnare. Rigorosamente con due elementi ovvero il bianco e nero, come l’energia del numero 2: uno scambio tra due forze che sopravvivono e/o si scontrano.
Ho ammirato moltissimo il coraggio ma anche la maturità che hai tirato fuori in Carambola dormiente: hai mostrato le tue paure, ansie, insicurezze in modo onesto e sincero ma senza mai perdere il tuo stile e la tua identità. Quanto tempo hai lavorato a Carambola dormiente? È stato un fumetto scritto di getto oppure un lavoro ragionato?
Ho lavorato alle chine di Carambola Dormiente a partire da marzo 2022 fino a ottobre 2022, mentre spostavo api la notte e raccoglievo miele, durante il caldo (che ho sofferto) tra casa, macchina ed ex-studio di lavoro (ovviamente a livello mentale mi ha impegnato 24/7). Lo storyboard del fumetto è stato partorito (senza travaglio) la notte del 26 dicembre 2022, dopo una camminata notturna nei boschi con sigari (La Luna) sulla Sacra di San Michele assieme al mio migliore amico, un medico, un bestione a cui sono affezionato e che conosco da troppo tempo. Dopo quella camminata sono tornato a casa (dei miei, ero in vacanza) e ho buttato giù le prime 20 pagine di bozze. Da lì in poi il rubinetto si è aperto.

Come hai scritto tu stesso nell’intro, Carambola dormiente è un fumetto “un po’ peso perché tocca temi delicati” eppure, nonostante tutto, sei riuscito ad alternare vari registri ed inserire anche elementi ironici. Come sei riuscito a trovare il giusto equilibrio?
Penso di esserci riuscito perché di base sono fatto così. Per me ridere è vitale e mi devo sempre divertire; nei miei disegni e nei miei fumetti questa cosa non so perché mi viene in automatico e io non mi domando il perché. Mi piace e non voglio sapere il trucco. Di base, comunque, ascolto la mia pancia.
Inerzia era un fumetto a colori, con Carambola dormiente sei ritornato al bianco e nero di Itero Perpetuo rendendo ancora più intenso il percorso che racconti. Quali sono stati per te i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta cromatica?
I vantaggi del bianco e nero sono che è veloce e universale: anche la peggiore copisteria dei bar di Caracas riesce a farti una roba decente in bianco e nero. I colori sono belli, ma richiedono sempre tanto tempo e io non lo avevo (ovviamente) e inoltre dovevo fare Carambola Dormiente e farla subito. Carambola Dormiente esigeva il bianco e nero, me l’ha detto lei e io ascolto sempre l’anima delle mie creazioni. Non escludo comunque un giorno una versione remastered di Itero Perpetuo e Carambola Dormiente full color (anche se per quest’ultimo il nero e il bianco sarebbero comunque i colori dominanti).

Nella copertina di Carambola dormiente, oltre al nero e al bianco ci sono anche elementi in rosso che sembrano delle incisioni graffiate. Come mai questa scelta?
Il rosso è il numero 3 cioè il +1 che si aggiunge al 2. Il rosso è quello che vanno a creare nero e bianco quando si fondono e ti fanno vedere cosa c’è oltre. Il rosso è il colore dell’azione, del sangue delle cose, del sangue della mia ex la notte del bagno, del sangue degli aborti, delle botte, del dolore, ma è anche il colore della vita e del flusso dell’azione che scorre come un fiume. Se gratti il bianco e il nero, se scavi e graffi avrai quello, ovvero il rosso, la linfa di ciò che ti rende vivo. Perciò il rosso della copertina è quello: questo fumetto è vivo, il rosso ne è la prova.
Ricordo che la musica ricopre un ruolo molto importante nella tua creazione artistica, perciò sono curiosa di sapere quale musica ti ha accompagnato mentre lavoravi a Carambola dormiente.
La musica è fondamentale. È il mio carburante spirituale. La musica che mi ha accompagnato più di tutti nel viaggio di Carambola Dormiente sono stati i Daft Punk, la musica Ambient e le composizioni creepy e allucinate (ma anche dolci come una bella giornata fresca di sole di domenica) di Richard D.James (Aphex Twin) in tutti i suoi alter-ego: dai suoi album di fine anni ottanta ai suoi ultimi lavori ed EP del 2019. Riguardo il Metallo: il metal ormai non mi rappresenta più.
Nel cuore mi porto sempre i miei artisti preferiti, che mi accompagnano nel duro e lungo (si spera[?]) viaggio della vita.
Hai esordito nel mondo del fumetto molto giovane, poco più che ventenne. Adesso sei diventato “grande” e hai ben tre fumetti pubblicati alle spalle. Cosa ti sentiresti di consigliare a* ragazz* più giovan* di te che vogliono intraprendere la tua stessa carriera?
Innanzitutto: i fumetti non servono a un bel niente di per sé.
Non fate i fumetti se non avete qualcosa da dire. È un mercato saturo, ci sono troppi autori/autrici e distinguersi e ormai è tutto una brodaglia annacquata. Prima di intraprendere questo viaggio chiedetevi: voglio essere il nuovo ennesimo singolo di Irama e Rkomi o voglio essere i Jefferson Airplane? Siate sinceri con voi stessi. Inoltre ricordate che (per esempio) colossi come Netflix* sono saturi di serie e comunque hanno già sotto contratto Michele Rech, quindi, c’è davvero bisogno della tua nuova ennesima idea? Forse non sarebbe meglio imparare a sciare, o viaggiare, o leggere un libro, o socializzare ecc…?
In generale la questione è: godetevi i piaceri della vita, siate solidi.
Scegli un lavoro, scegli la vita, scegli un televisore, scegli un mutuo ecc (ricordo per chi non l’avesse visto di guardare o anche riguardare Trainspotting)… e poi godetevi la vita e non pensate troppo ai fumetti. Quelli verrano poi da sé e poi comunque ce ne sono davvero troppi.
Viviamo in un mondo dove tutti urlano, c’è davvero bisogno di fare sentire anche la tua voce?
*dico questo perché spesso mi capita di sentire da ragazzi/ragazze giovanissimi che sfonderanno su Netflix con la loro serie, anche se non hanno mai stampato una fanzine in copisteria.

La mia ultima domanda è di rito: cosa ci aspetta da Adam Tempesta? Nuovi progetti in cantiere?
Una bella domanda, ma attualmente nemmeno Adam saprebbe rispondere a questa domanda. Sicuro continuerò a disegnare. Sicuro fuggirò dal mondo dell’internet e andrò in cerca della Verità (L’Eremita).
Sicuro cercherò di godermi la vita e poi il resto verrà da se.
Intervista a cura di Carla De Felice.
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