La carne
La carne

Cristò, La carne. Intermezzi editore, 2015 pp 148
Ho letto La carne dello scrittore pugliese Cristò già da qualche mese, eppure anche adesso, a distanza di tempo, al solo pensiero mi ritorna quel senso di angoscia che pervade l’intera lettura.
“Nel mondo com’era quando avevo otto anni tutti morivano, chi prima e chi dopo. Adesso nessuno è sicuro neanche di questo.”
Ci troviamo in un futuro non ben identificato, che potrebbe anche essere non troppo distante da oggi. Il mondo si è fermato, tutto è statico e non succede mai niente di nuovo. In TV passano sempre gli stessi programmi, gli elettrodomestici prodotti sono sempre gli stessi e non si mangia più niente di nuovo. Nessuno muore più, e la terra è popolata da strani zombi. In realtà vengono chiamati così ma non sono affatto quelli a cui siamo abituati. Non sono né quegli esseri indiavolati e orribili di The Walking Dead e neppure quelli più lenti e poco furbi di Romero. Potrebbero ricordare vagamente i morti che ritornano della serie TV francese Les Revenants.
Infatti sono come noi, in mezzo a noi, e si fa fatica a distinguerli. Il non poterli riconoscere li rende ancora più inquietanti. Non si sa come siano diventati tali o se ci sia stata un’invasione, un virus, un’epidemia. Sono totalmente innocui, apatici, privi di istinti ma hanno un unico e grande desiderio: la carne. Questo li spinge, ogni giorno, a mettersi in fila nei depositi per ottenere la loro dose quotidiana di cibo.
“Sono zombie – dice Giulio – come li devo chiamare? Non sono vivi, non sono morti… come vuoi che li chiami?”
“Che ne sai cosa sono? – risponde Monica – Non lo sa nessuno, vuoi saperlo tu?”
In questo mondo dominato dalla rassegnazione scorrono parallele due storie protagoniste, che si alternano capitolo dopo capitolo in maniera fluida ed equilibrata. C’è la storia di un ottantenne che ricorda il mondo com’era prima e un episodio che gli ha cambiato la vita, e quella del medico Tancredi, che si trova a fronteggiare strani fenomeni a cui non riesce a dare una spiegazione. Con loro altri personaggi, di cui è meglio non svelare di più.
“Il mondo è sempre uguale a se stesso. Sembra che non ci sia più niente da raccontare, che non ci sia più nessuno a cui interessi vedere e ascoltare.”
La carne è un libro enigmatico e affascinante, che in 148 pagine riesce a immergere il lettore in un’atmosfera angosciante e intrigante senza mai concedere un calo di tensione, anzi mantenendo lo stesso fascino dalla prima all’ultima pagina. La storia, più intensa da vivere che da raccontare, è narrata con una prosa decisa, tagliente, incisiva, che rileva i punti chiave gradualmente e sempre al momento giusto. Un libro potente e inclassificabile con un finale che potrebbe lasciare un barlume di speranza anche per un prossimo episodio (incrociamo le dita).
Carla De Felice



