Fumetti

Published on Gennaio 12th, 2017 | by Carla De Felice

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Quasi signorina

Quasi signorina è il graphic novel autobiografico di esordio di Cristina Portolano, fumettista e illustratrice partenopea residente da molti anni a Bologna. La Portolano ha già pubblicato su riviste del calibro di Internazionale, Lo straniero e con collettivi di autoproduzione come Ernest virgola, Delebile, Teiera, Squame. Recentemente, sulla piattaforma di fumetti Retina Comics, è stata pubblicata un’antologia che raccoglie i suoi fumetti dal 2008 al 2012, mentre sulla piattaforma americana Patreon si può leggere e sostenere il suo ultimo e interessante progetto dedicato a una app che tutti hanno ma nessuno confessa: Tinder.

 

Cristina Portolano, Quasi Signorina. Topipittori, 2016, collana: Anni in Tasca pp 165

Quasi signorina, edito da TopiPittori per la collana Anni in Tasca, racconta invece la vita dell’autrice dall’infanzia fino al delicato passaggio all’adolescenza. Siamo a Napoli, tra gli anni ’80 e ’90 del XX secolo e nove capitoli scandiscono le fasi principali della vita di Cristina, da prima della sua nascita fino al fatidico momento del primo ciclo mestruale: il diventare signorina.
Con queste premesse è facile pensare che si tratti di una semplice e sterile autobiografia, ma invece è proprio attraverso le sue vicende personali che la piccola Cristina si erge a simbolo/eroina per tutte le signorine (ma anche signorini) cresciute in quegli anni. Tra leggende e costumi partenopei, avvenimenti e personaggi dell’epoca, la Portolano mostra e racconta, sempre con grande ironia, vari episodi della sua vita: dai buffi costumi che sua nonna la obbligava a indossare, all’asilo delle suore dalla mano pesante (trauma d’infanzia per molti), all’inizio della scuola, alla prima comunione e alle vacanze estive in famiglia. Episodi rappresentativi non soltanto per Cristina, bensì per una intera generazione nata e vissuta a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.
Cristina è una bimba allegra, sveglia, e non vuole essere rinchiusa negli stereotipi di genere che le vengono imposti. È vanitosa ma preferisce giocare con i giochi del fratello, odia mettere le gonne e le calzamaglie ma poi ama Non è la rai. Questa sua duplice natura pervade l’intero racconto.

Gli anni scorrono all’insegna della normalità per Cristina, senza particolari traumi, eppure risulta evidente che anche gli eventi apparentemente irrilevanti hanno un ruolo cruciale nella crescita: malintesi, dispetti e rimproveri possono trascinarsi dietro per anni. Sono proprio le prime ostilità o liti a scuola e i compagni prepotenti a forgiare il carattere della piccola protagonista.


Altri due protagonisti “immaginari” nella storia, totalmente opposti tra loro, sono Maradona, icona calcistica nonché simbolo di una intera città, e Barbie. Cristina intrattiene dei veri e propri discorsi con il calciatore argentino, che diventa anche un espediente per raccontare i cambiamenti della città in quegli anni. Con Barbie, invece, comincia una fitta corrispondenza fatta di lettere e confessioni proprio come se fosse una vera amica con cui parlare.
L’autrice non dimentica mai l’ambientazione della sua narrazione, dedicando a Napoli tavole bellissime, da scorci di vicoli e palazzi a panoramiche da cartolina.

Cristina attraversa e racconta GLI ANNI – scritti con il capslook come la canzone simbolo degli 883 – senza tralasciare niente: gli scudetti del Napoli e i grandi festeggiamenti in città, la morte di Lady Diana e la strage di Capaci trasmesse dal notiziario alla TV. La televisione è spesso accesa di sottofondo, come una finestra sui tempi, per raccontare la storia ma anche l’intrattenimento, e spiegare episodi come l’origine del suo nome (dalla soubrette di Drive In) o mostrare miti generazionali come Ambra di Non è la rai e Barbie.

Dal punto di vista artistico, invece, il graphic novel è dominato da una delicata bicromia di rosa/azzurro tenue, che conferisce un effetto sorprendente soprattutto nelle rappresentazioni della città. Le figure non sono perfette, anzi, spesso sono proprio le loro imperfezioni a essere messe in risalto, diventando goffe e ancora più simpatiche e vicine al lettore.

Quasi signorina è un graphic novel da (ri)leggere più volte per scoprire sempre una chiave di lettura diversa. L’autrice riesce a raccontare ogni situazione, anche le più delicate, con la giusta dose di autoironia, suscitando forte empatia nel lettore e strappando un sorriso anche nei momenti più tristi. Un periodo cruciale della vita viene qui affrontato con cuore, umorismo e semplicità, per ritrovare la spensieratezza e l’innocenza di un’età che troppo spesso viene dimenticata e messa da parte. Anni che invece, rivisti con uno spirito diverso, potrebbero aiutare ancora e addirittura, come insegna Quasi signorina, far nascere un sorriso da un ricordo infelice o un po’ traumatico.

Carla De Felice

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L'unico vero realista è il visionario.



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