Carle vs. Alexander von Humboldt. Intervista a Marco Taddei
Due amiche che si chiamano Carla, hanno lo stesso segno zodiacale, amano le stesse cose tra cui i fumetti, non potevano non decidere di fare qualcosa insieme. Da qui è nata Carle vs., la nostra rubrica di interviste doppie a fumettist3 per farvi scoprire e leggere di nuovi fumetti. Potete leggerci ogni primo/secondo giovedì del mese. Per il mese di giugno abbiamo deciso di parlarvi di Un mistero alla luce del giorno di Eleonora Antonioni e Marco Taddei (Hoppipolla) un graphic novel dedicato ad Alexander von Humboldt, naturalista, esploratore, geografo e botanico tedesco vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento. Fu il primo ambientalista della storia e padre della moderna Ecologia, intuì per primo l’impatto dell’uomo sugli ecosistemi e puntò il dito sui tragici rischi per le generazioni future. Da noi potete leggere le risposte di Marco Taddei, mentre per leggere quelle di Eleonora Antonioni dovrete nuotare su Tararabundidee di Carla G.
Buona lettura!

Marco Taddei, Eleonora Antonioni, Alexander von Humboldt. Un mistero alla Luce del giorno, Hoppipolla 2023, Pag. 101, € 19,00
Ciao Marco e ben ritrovato su una banda di cefali. La prima domanda della nostra intervista doppia è ormai di rito. Com’è nata la collaborazione con Eleonora Antonioni e come avete strutturato il lavoro per questo graphic novel?
L’idea del libro è venuta a Hoppipolla, che ha interpellato prima me e poi abbiamo pensato di coinvolgere Eleonora. L’editore aveva in mente di dedicare una delle sue box alla Natura e von Humboldt è in pratica l’inventore della Natura, per come la concepiamo oggi. Molti non sanno chi sia costui e io stesso ricordavo vagamente di aver letto il suo nome sui libri di scuola, e nulla di più. Da questo punto di vista, fare questa biografia a fumetti, mi è sembrata una scelta molto audace, ma devo ammettere che l’editore ci ha visto giusto.

Alexander von Humboldt è stato una vera e propria celebrità della scienza tanto che i suoi contemporanei lo definirono “l’uomo più famoso al mondo dopo Napoleone”. Nonostante questo, oggi sembra essere stato inabissato. Da dove nasce l’idea di dedicargli un fumetto e come mai, secondo te, è caduto così nel dimenticatoio?
L’opinione pubblica se l’è dimenticato, questo è vero, ma parlane con uno scienziato o un ricercatore, vedrai come gli si illuminano gli occhi! Si è molto discusso sul fatto che fosse un tedesco e che potesse aver risentito della cattiva fama che i tedeschi si sono fatti nel Novecento. E’ una cosa che può avere senso, dato che in Sud America, dove questo tipo di propaganda non è arrivata, von Humboldt è ancora un mito (anche perché – e questo è un caso unico per uno scienziato – Simon Bolivar, il grande patriota boliviano, era un suo amico e estimatore e non nascose mai di aver attinto dal suo spirito illuminista le idee che lo spinsero alle grandi azioni che portarono alla liberazione della Bolivia e della Colombia).
L’idea che mi sono fatto è che Alexander non è stato mai obliato del tutto, però, come se fosse un antenato, i suoi eredi gli hanno rubato tutta la luce. Eredi del peso di Charles Darwin, Ernest Haeckel, John Muir e pure Edgar Allan Poe, che ha dedicato al suo nome e alla sua visione del mondo, il saggio scientifico – lui diceva poema in prosa – “Eureka”.
Come suggerisce già il titolo, Un mistero alla luce del giorno non è una biografia nel senso tradizionale del termine e mescola continuamente il piano della realtà e quello fantastico. Come avete trovato la chiave narrativa per raccontare questa figura così fuori dagli schemi e come siete riusciti a rendere così attuale un personaggio nato più di 250 anni fa?
Per prima cosa grazie al magnifico contributo di Eleonora, che ha reso in maniera accattivante e attuale volti, luoghi e modi di fare di un mondo che è vecchio di, appunto, 250 anni.
Per quanto riguarda la vicenda non è stata una faccenda da poco. La vita di von Humboldt è innanzitutto quella di uno scienziato. Anche se visse in un’epoca geniale, dove il mondo ribolliva di intuizioni – a volte sensate, a volte sbalestrate –, la sua esistenza era fatta anche di tomi polverosi, lezioni all’Università e scrivanie stracolme di carte. Senza intaccare la storicità della sua figura, abbiamo immerso il buon Alexander in un contesto fittizio, un po’ alla Indiana Jones, direi, dove lo studioso è l’ago della bilancia di un complotto sotterraneo tra due gruppi contrapposti, la Stirpe e la Gilda, l’uno che devia e l’altro che tutela, l’evoluzione benigna dell’essere umano.
Nel corso del racconto, Alexander von Humboldt entra in contatto con delle creature antropomorfe. Qual è la tua preferita e perché?
Nessuna e tutte. Tifo sia per gli orridi scarafaggioni de la Stirpe che per i fulgidi creaturi de La Gilda. Vorrei che l’essere umano si estinguesse e al contempo si salvasse. Quando si tratta di sentimenti contrastanti, potete mettermi in cima alla lista.

Alexander von Humboldt è stato un personaggio molto eclettico. Qual è l’aspetto della sua personalità che ti ha colpito di più?
L’ingenuità. Ho idea che fosse un grande genio, ma che non mancasse di una certa incoscienza – come tutti i grandi geni univa un tot di maturità e un tot di infantilismo. Ha scalato il Chimborazo, che all’epoca si pensavo fosse la montagna più alta del mondo, con giusto un cappotto in più rispetto all’ordinario.
Qual è il messaggio più importante che Alexander von Humboldt ha lasciato e che hai voluto trasmettere con questo fumetto?
Il messaggio è chiaro: non bisogna salvare il mondo, perché il mondo si salva da solo, uno scrollone e via, va avanti con o senza di noi. Bisogna salvare l’Uomo; da sé stesso, aggiungerei. Ha denunciato lo sfruttamento dell’Uomo sulla Natura e lo sfruttamento dell’Uomo sull’altro Uomo, unendo questi due tipi di sfruttamento nel capitolo delle infamie dell’umanità, come il più completo e moderno degli uomini politici. Ci ha detto che un uomo di scienza non è soltanto un uomo istruito, che si lava le mani della comunità per realizzare un vuoto ideale di progresso, ma è anche qualcuno che sente il dovere di migliorare le condizioni dell’intera umanità con le proprie conoscenze.

È difficile ritrovare oggi personaggi che hanno la stessa fama e le stesse intuizioni di Alexander von Humboldt, sembra che tutte le menti brillanti che possano effettivamente cambiare il mondo siano state fatte fuori. Secondo te, la Stirpe ha vinto?
Mancano spiriti nobili oggigiorno, più che menti sottili e grandi intuizioni. Cervelli come quelli di Von Humboldt ce ne sono parecchi in giro. Peccato che tutti siano affamati più di quattrini che di scoperte. Per questo motivo la Stirpe finora ha vinto tutte le battaglie. Ma basterebbe un solo, fulgido creaturo, per vincere la guerra e sconfiggere una volta per tutte la Stirpe.
Anche l’ultima domanda è di rito: hai altri progetti in cantiere? Lavorerai ancora con Eleonora Antonioni?
Progetti in cantiere ci son sempre. Nello specifico, con Eleonora stiamo valutando se non allargare il mondo della Stirpe e della Gilda oltre i confini humboldtiani e lanciarci su qualche nuova biografia di scienziati. Magari quella di una donna questa volta.
Grazie di cuore a Marco Taddei per la pazienza e la disponibilità. Ci rivediamo a luglio con una nuova intervista di #carlevs.
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