Villains – Queens Of The Stone Age

Queens of the Stone Age, Villains. Data di pubblicazione: il 25 agosto 2017. Casa discografica: Matador.
Avete presente quella canzoncina che porta il nome di Uptown Funk? L’avete per caso sparata a tutto volume dalle casse del vostro stereo o della macchina? L’avete odiata? L’avete amata (io sì)?
Ecco, come voi anche Josh Homme è stato martellato e stregato da Uptown Funk, così tanto che ha voluto collaborare con il produttore Mark Ronson, autore del tormentone, per Villains, il settimo lavoro dei Queens Of The Stone Age. Non nego di essere rimasto stupito quando ho letto la notizia, sopraffatto dal timore che Ronson, conosciuto principalmente per le sue produzioni pop, avrebbe potuto snaturare irrimediabilmente il suono della band californiana.
A quattro anni dal disco precedente i QOTSA si presentano con un lavoro dai toni più leggeri e meno crepuscolari. Se …Like Clockwork era un disco intimo, cupo al limite del deprimente, stavolta Homme ha voglia di ballare e soprattutto di farci ballare. In questo disco lo stoner strizza l’occhio al rock‘n’roll e al funk, le chitarre sono acidissime, zanzarose. Homme si muove sulla musica con aria da crooner e non ci metterete molto a scegliere il vostro pezzo preferito poiché ogni canzone della tracklist potrebbe esserlo, non ci sono canzoni “transitorie”.
Una sotterranea intro di un un minuto e quaranta apre Feet don’t fail me, che con il suo ritmo marziale ci porta dritti dritti al primo singolo The way you used to do che già vedo ben inserito in una colonna sonora di un film d’azione. Degne di nota sono Hideaway,la mia preferita, e la nostalgica Fortress che personalmente mi ha portato indietro di almeno vent’anni.
Villains è un disco che sicuramente farà discutere chi segue la band dagli esordi, la produzione di Ronson è invadente ma non invasiva, Ronson riesce a mantenere il sound coerente con quanto è stato fatto dalla band fino a ora, senza essere per forza ridondante da una parte o troppo inadatto dall’altra. Ritroviamo le sonorità dissonanti di Era Vulgaris, che già allora aveva diviso i fan. Nonostante un notevole aumento dell’uso di synth (quasi carpenteriani) i QOTSA sono riconoscibili in ogni canzone ma stavolta è diversa l’intenzione. Il deserto c’è ma lo portiamo dentro di noi, è la nostra origine, è la nostra memoria, però adesso è ora di divertirsi.
Come per Era Vulgaris il lancio del disco è stato preceduto da alcuni video, sui vari social, in cui la band stavolta gioca con il glamour e con le riviste musicali, da non perdere l’intervista con macchina della verità inclusa.
Villains è un disco divertente, contaminato (nel senso buono del termine), elegante. L’ago della bilancia è la figura di Mark Ronson, questo DJ con la faccia da bravo ragazzo che sembra far diventare oro tutto quello che tocca. A chi piace il suo modo di produrre, patinato, scintillante, educato (a suo modo) il disco piacerà. Se fate parte dei fan che già avevano storto il naso a Era Vulgaris potete tranquillamente lasciarlo stare, anche se magari… Un ascolto…
Francesco Papadia
Tracklist:
1. Feet Don’t Fail Me
2. The Way You Used To Do
3. Domesticated Animals
4. Fortress
5. Head Like A Haunted House
6. Un-Reborn Again
7. Hideaway
8. The Evil Has Landed
9. Villains Of Circumstance
Summary:



