Musica

Published on Giugno 28th, 2013 | by Fabio D'Angelo

…Like Clockwork – Queens of the Stone Age

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…Like Clockwork – Queens of the Stone Age

Anni fondamentali i novanta.

Tanto per dire, sono gli anni dell’avvento di internet, dei computer assemblati, dei router 56k e del boom degli smanettoni. I mac li teneva solo Red Ronnie su Tmc2. Gli anni della crisi dei cinema porno che per via della rete iniziarono a perdere il monopolio sulla vendita dei film zozzi. Gli anni del grande Bill Clinton. E proprio mentre Bill insegnava al mondo a mangiare la pizza a portafoglio, a suonare il sassofono, a fare jogging e a usare nel modo corretto il sigaro, la musica sfornava album capolavori come se piovesse. In questo decennio nascono o si affermano definitivamente gruppi del calibro dei R.E.M., Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Radiohead, Massive Attack, Smashing Pumpkins, Rage Against The Machine , Blur, Suede, Prodigy, Oesis, Daft Punk, Nine Inch Nails, Portishead, Alice in Chains, Foo Fighters e naturalmente i Queens of the Stone Age. E poi, elemento non trascurabile, nella lista di cose da ricordare sugli anni novanta ci metto anche il fatto che ero adolescente, che avevo ancora i capelli e che (al netto del Napoli in serie B e i rigori sbagliati ai mondiali di Baggio e Di Biagio) il mondo era decisamente più bello. Era più bella Napoli, sempre piena di gente per strada. Aperta parentesi, fu in quegli anni che il vecchietto fuori all’Orientale, esaurite le bestemmie, iniziò a sperimentare la teoria della cadute dei liquidi su corpi in movimento. La Napoli dei Festivalbar a Piazza del Plebiscito e soprattutto, i più giovani si scandalizzeranno per quello che sto per scrivere, della circumvesuviana che funzionava.

E questo ora che c’azzecca?

C’azzecca perché ognuno ha i suoi posti dove ascoltare musica e io avevo la circumvesuviana. Uno si faceva le cassettine di 90 minuti e prendeva felice il treno. A volte capitava (può sembrare incredibile, ma è un fatto vero) che il treno arrivava troppo puntuale e tu ti prendevi pure collera. Nel trambusto ti perdevi una canzone e niente niente eri pure costretto a dare ragione a Veltroni, quando diceva che non si interrompe un’emozione. Mica come ora che eviti di cacciare fuori l’ipod per paura della tentazione di tirarlo contro il tabellone che indica “treno soppresso”.

E niente, dico questo perché ho ascoltato l’album dei Queens of the Stone Age con lo stesso entusiasmo e spirito dei veterani degli anni settanta che vanno al concerto dei Deep Purple. E vi dirò che l’album non mi è dispiaciuto. Ci sono pezzi come Keep Your Eyes Peeled  e My God is the Sun (primo singolo dell’album) che sembrano concepiti per stimolare l’effetto nostalgia, così come la presenza di Dave Grohl alla batteria o di quell’allegrone di di Trent Reznor in The Vampire of Time and Memory e Kalopsia. Quest’ultima, a mio discutibile parere, è la canzone più bella dell’album.
Una menzione particolare va alla collaborazione di  Elton John, che si occupa del piano e dei cori in Fairweather Friends.

…Like Clockwork sostanzialmente è un buon album, uno di quelli senza infamia e senza lode, che se avessi avuto 20 anni in meno, avrei trasportato su cassettina per ascoltarlo felice in circumvesuviana.

Fabio D’Angelo

 

 

 

 

Track list:

1. Keep Your Eyes Peeled
2. I Sat By The Ocean
3. The Vampyre Of Time And Memory
4. If I Had A Tail
5. My God Is The Sun
6. Kalopsia
7. Fairweather Friends
8. Smooth Sailing
9. I Appear Missing
10. Like Clockwork

 

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Summary:

3

Voto


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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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