Libri

Published on novembre 5th, 2018 | by Simona Di Rosa

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La notte non vuole venire

La notte non vuole venire
perché tu non venga
e io non possa andare.

Ma io andrò
benché un sole di scorpioni mi mangi la testa.

Ma tu verrai
con la lingua bruciata dalla pioggia di sale.

[Federico García Lorca, La notte non vuole venire]

È una meravigliosa epopea l’ultimo romanzo di Alessio Arena La notte non vuole venire, edito da Fandango Libri e uscito in libreria a Ottobre. Cantautore e scrittore di emozionante qualità (i suoi libri precedenti sono L’infanzia delle cose, Il mio cuore è un mandarino acerbo, La letteratura Tamil a Napoli), nello scrivere questo “romanzo-a-metà”, solo in parte di invenzione perché si basa sulla storia vera di Gilda Mignonette, Alessio Arena ha compiuto un inesauribile lavoro di ricerca storica tra eredi, fotografie, lettere e testimonianze raccolte nel giro di alcuni anni.

Il risultato è un’opera coinvolgente, un racconto che ha il profumo della leggenda e il merito di far conoscere al grande pubblico la figura sovrumana di Gilda Mignonette, “La sirena di New York”, la cantante italiana più famosa d’America, nonchè il mondo che le ruotava intorno.

La notte non vuole venire

Alessio Arena, La notte non vuole venire, Fandango Libri

L’intreccio segue due linee narrative che viaggiano in parallelo per poi, a un certo punto, unirsi: da una parte siamo nel 1953, in mezzo al mare (Latitudine 37′ 21′ Nord, Longitudine 4′ 30′ Est), dove Griselda Ardeatini – Donna Gilda, la Mignonette – si sta spegnendo, consumata dall’alcol e dalla gelosia. Dall’altra parte, in un lungo flashback, ci viene raccontata la New York degli anni ruggenti, dove avviene l’ascesa e la consacrazione di Gilda come la più celebre, passionale e struggente cantante italiana d’America.

Al suo fianco, in entrambi i momenti, Esterina Malacarne, per tutti semplicemente “la guagliona”, l’assistente dai capelli bianchi che in quanto voce narrante delle vicende riannoda i fili di un’esistenza trascorsa insieme. Tra Gilda ed Esterina c’è il peso di un tradimento, il vuoto dei desideri irrealizzati e delle parole non dette; ma ci sono anche Frank Acierno, il giovane e fedifrago marito della cantante, e Federico García Lorca, presenza costante e di peso nella vita delle due donne.

È il rapporto tra le due donne, oltre alla vita di Gilda, il grande tema di questa storia: due personaggi diametralmente opposti che interpretano, in un modo o nell’altro, la stessa parte. Mentre Gilda è istrionica, affascinante e dal carattere a dir poco spigoloso, Esterina è anonima e misurata, e fino a metà romanzo sembra essere semplicemente vittima degli eventi. Con lo scorrere delle pagine il lettore troverà tuttavia in lei un personaggio con cui poter immedesimarsi, che afferma il suo diritto all’esistenza e alla felicità in una città non sua, quella New York in continua espansione fatta di lingue “strangiate”, gangster, intricate relazioni d’amore e di potere.

Sia Gilda che Esterina potrebbero essere dei personaggi di finzione molto ben riusciti, eppure sono realmente esistite e le loro azioni sono documentate negli studi dell’autore. Raccontare una storia vera è meno facile di inventare una storia di finzione, ciononostante quello che poteva essere il punto debole di La notte non vuole venire – la difficoltà di miscelare realtà e finzione, biografia e romanzo senza straripare nella mera cronaca – è in effetti il punto di forza del libro: Alessio Arena racconta una storia avvincente, ben dosata, ricca di colpi di scena, destreggiandosi con disinvoltura narrativa tra invenzione ed eventi veramente accaduti, la cui ricerca gli è costata tempo e fatica, dal momento che le notizie ufficiali sulla vita di Gilda Mignonette sono scarsissime.

Una storia credibile, che ha il doppio merito di intrattenere e appassionare il lettore e al tempo stesso contribuire in modo importante alla ricostruzione della vita di  un personaggio storico che merita di essere riscoperto dal grande pubblico. Alcune delle pagine più tenere del libro sono quelle in cui la cantante conosce – ignorando la sua identità – Federico Garcìa Lorca, il celebre e tormentato poeta che sarà presente lungo tutta la storia, una figura emozionante, probabilmente l’unico personaggio maschile positivo insieme al padre di Esterina, Ettoruccio o’ Mericano.

Anche in questo libro, come nei suoi precedenti e soprattutto negli album musicali, Alessio Arena dipana il suo fil rouge, la cifra stilistica che lo contraddistingue da tutti gli altri autori: lo stile composito, la lingua che migra da un idioma all’altro, l’uso misurato delle parole che pesano all’interno della pagina, il periodo sincopato che segue e anticipa il pensiero dei personaggi. Il linguaggio di Alessio Arena è unico, spazia dall’italiano al dialetto all’americano senza soluzione di continuità, e così facendo dà ulteriore spessore alle due protagoniste e al loro mondo, un mondo che merita di essere letto e riletto, perché  La notte non vuole venire è una gran bella storia, oltre che un testo necessario per dare nuovo fulgore alla sua leggendaria protagonista.

Simona Di Rosa

 

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