The Prodigy – Always outnumbered, never outgunned
Il disco di cui vi parlo oggi è probabilmente il meno ascoltato e più criticato dei Prodigy.
Molta della sfortuna di Always outnumbered, never outgunned (Aono) è stata quella di essere l’album successivo a The Fat of the land, il disco che aveva portato i Prodigy, una band underground di musica elettronica/rave inglese, in cima alle classifiche pop mondiali.
Aono esce a sette anni di distanza dal disco precedente, siamo nel 2004, ed è il lavoro più “rock” dei Prodigy. Le sonorità utilizzate nell’album sono radicalmente diverse da tutti i lavori precedenti della band. La musica da rave è un lontano ricordo, in questo album i Prodigy si avventurano in un mix di elettronica, chitarre distorte, batteria metallica e linee vocali rock in alcune tracce, hip-hop in altre.
È Liam Howlett il protagonista assoluto del disco, Maxim e Flint non figurano come vocalist in nessuna delle canzoni. La voce ricorrente è la cantante/attrice Juliette Lewis, perfetta nella sua acutezza e poca grazia.
L’accordone di chitarra di Spitfire apre il disco nella maniera più potente possibile, un’altalena di distorsione, synth e voci che ci riportano sugli aerei inglesi nella Seconda Guerra Mondiale.
Girls è stato il primo singolo uscito del disco, caratterizzato da synth acuti, bassi che smontano le casse e campionamenti in tipico stile Howlett. La canzone è poco radiofonica, la critica la accoglie tiepidamente.
I suoni di Girls si mescolano con la traccia che la segue, la mia preferita dell’album, Memphis bells. Le due canzoni vanno analizzate insieme perché entrambe pongono le basi per la musica elettronica che verrà suonata negli anni a seguire. Il tempo, la struttura, il basso zanzaroso, potremo ritrovarli nell’evoluzione della Uk garage e in alcuni aspetti della dubstep.
Get up get off è una perfetta fusione di dub e hip hop grazie alle perfette barre di Twista, Juliette Lewis nel ritornello è fantastica.
Hotride è il secondo singolo estratto. Un bel surf elettronico che ci porta verso la parte centrale del disco , che è dedicata ai pezzi da ballare fino al cedimento strutturale del corpo. Wake up call e Action radar spingono sulla cassa e giocano sulla ripetitività dei pattern, non c’è spazio per le sfumature quando si balla.
Medusa’s path è un elegante passaggio techno, dall’andatura misurata, fatto di synth dall’aria mediorientale che ritroviamo nella successiva Phoenix.
You’ll be under my wheels ci porta saltellando a The way it is, cover in salsa Prodigy della superhit di Michael Jackson, Thriller.
Shoot Down chiude il disco, l’andatura riprende quella di Spitfire un batteria potente, un basso scurissimo e la voce di Gallagher che strilla tra le distorsioni.
Aono è un disco incredibilmente sottovalutato, avanti per i suoi tempi, ricercato nei suoni. Se non lo avete mai ascoltato recuperatelo perché non resterete delusi.
Quando ho cominciato a scrivere questo articolo, non sapevo ancora che si sarebbe trasformato in un “coccodrillo”: ho dovuto quindi aggiungere questa appendice dopo la morte di Keith Flint.
Dire che con la morte di Keith Flint sono morti gli anni ’90 per me è un controsenso. Sarebbe come a dire che i Prodigy non hanno prodotto più niente dopo il ’97, quando invece l’ultimo disco è datato 2018. Con la morte di Flint non muoiono i Prodigy, non muoiono gli anni ’90 ma muore la curiosità di quegli anni. La curiosità che ci venne guardando un buffo, brutto, bislacco folletto ballare sgraziato dentro i tunnel della metropolitana e che ha portato le masse e un pubblico di Mtv sempre più scioccato a scoprire un genere musicale e un immaginario che nessuno ancora si aspettava.
Francesco Papadia
Tracklist:
- Spitfire
- Girls
- Memphis Bells
- Get Up Get Off
- Hotride
- Wake Up Call
- Action Radar
- Medusa’s Path
- Phoenix
- You’ll Be Under My Wheels
- The Way It Is
- Shoot Down



