FKA Twigs – MAGDALENE
È tradizione che la mia prima recensione musicale dell’anno sia quella del mio disco preferito dell’anno appena finito. Arrivato a novembre, quando già qualcuno cominciava a stilare classifiche, vincitori, vinti, successi e fiaschi, MAGDALENE di FKA Twigs è il disco che più di altri mi ha stupito.
Quando nel 2014 uscì LP1, il primo lavoro della talentuosa cantautrice e performer britannica, critica e pubblico gridarono al miracolo mentre io rimasi piuttosto tiepidino. Il disco era un’ottima musica elettronica, prodotta in modo eccellente ma che decisamente non incontrava i miei gusti.
MAGDALENE in un certo senso porta avanti il discorso aperto da LP1 ma custodisce un’anima autoriale più marcata. È sempre la voce la protagonista delle canzoni, non saremo mai distratti dagli strumenti a meno che non lo voglia Twigs. Il cantato è tutto di interpretazione, si passa da sensuali sussurri o respiri appena accennati ad acuti che raggiungono picchi di altezza vertiginosi.
Il disco si articola in nove canzoni, che spaziano dal trip-hop, alla trap o al pop sofisticato che nell’uso della voce ricorda tanto Kate Bush. La ricerca di sonorità così diverse tra loro (ma che insieme funziona benissimo) è dovuta alla collaborazione tra diversi produttori e scrittori eccellenti. Vi devono bastare nomi del calibro di Daniel Lopatin, Skrillex, Future e Benny Blanco.
Se l’elettronica di LP1 era ordinata e semplice, in MAGDALENE è il glitch, il rumore, il ronzio a dare movimento elettronico al pezzo; un disordine che si attacca alla mente e si scontra con la pulizia e candore della voce dell’artista.
MAGDALENE è un disco intimo e confessionale, Twigs ci mette dentro il rammarico e il dolore per la chiusura della relazione con l’attore Robert Pattinson. Questa precisazione da tabloid è necessaria per capire meglio alcuni passaggi dei testi che dipingono i media come il terzo incomodo della loro storia d’amore.
Thousand eyes è una struggente litania medievale che apre il disco in maniera ridondante e mistica. Con Home with you, terzo singolo estratto, entriamo nel vivo dell’album, la canzone è una fusione nettissima ma tra un pop piano e voce con suoni che sembrano arrivare da Heligoland dei Massive Attack.
Sad Day è la mia canzone preferita dell’album, forse quella che ha la struttura più classica e fruibile rispetto alle altre, un vero gioiello.
In Holy Terrain Future collabora alle linee vocali, ne consegue che sia la canzone con più influenze trap/hip-hop. Nell’intensa Mary Magdalene ci sono palesi richiami a Kate Bush, voce e batteria tirano lungo tutta la canzone sostenute dai synth quando serve.
Sono Mirrored Heart e soprattutto Cellophane, il primo singolo, che hanno portato il disco tra le mie grazie. Due dolorose ballate: sinuose, sensuali, con un pianoforte morbido ma incisivo ad accompagnare la voce di Twigs che sale senza volersi fermare mai.
Ascoltate senza paura MAGDALENE, è un disco che non stanca mai nonostante i suoi rallentamenti e i suoi disordini, il 2019 è stato davvero l’anno di FKA Twigs.
Francesco Papadia
Tracklist:
- Thousand Eyes
- Home With You
- Sad Day
- Holy Terrain
- Mary Magdalene
- Fallen Alien
- Mirrored Heart
- Daybed
- Cellophane



