Musica

Published on Ottobre 17th, 2022 | by Francesco Papadia

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Beach Bunny – Emotional Creature

Avete presente quei film ambientati nei licei americani dove la ragazza bruttina e goffa diventa reginetta del ballo oppure il duro dal cuore d’oro conquista la più bella della scuola? Questa è più o meno l’atmosfera che respirerete ascoltando il nuovo disco di Beach Bunny.

Agli esordi i Beach Bunny contavano soltanto Lili Trifilio, cantante, chitarrista e scrittrice di tutti i testi. Dopo aver sfornato tonnellate di EP, Trifilio è riuscita a farsi notare, a mettere su una band completa e a registrare il primo album, Honeymoon, nel 2020. Dopo aver inciso un altro EP, tanto per gradire, la band ha fatto uscire a luglio il loro secondo album, Emotional Creature.
Se Honeymoon aveva ricevuto consensi, anche se tiepidi, Emotional Creature si è imposto al pubblico per la sua immediatezza e portentosa orecchiabilità. I Beach Bunny suonano un power pop a stelle e strisce, la voce di Trifilio è pulitissima e delicata, i suoi testi non sono mai criptici. La chitarra suona in pieno stile indie, la composizione è semplice e lineare, che rimanda a sonorità anni ’90.

Il disco si presenta quasi come concept sull’amore, mentre i video musicali che la band ha girato sono letteralmente un concept a tema sci-fi anni ’70 e vanno visti in una sequenza precisa.

Entropy apre il disco con un classico e gioioso quattro quarti, mentre Trifilio ci canta quanto è bello poter esprimere i propri sentimenti senza nascondersi. Oxygen ci parla dell’amore appena sbocciato, la canzone però ha una costruzione più matura rispetto alla precedente e fa capire all’ascoltatore che Emotional Creature è sicuramente un disco leggero ma non composto da canzonette.

Non possono certo mancare, in un disco così, canzoni sulla friendzone come Deadweight, che zoppica un po’ sul finale con un cambio di tempo incastrato un po’ a forza, o sul “tira e molla” come Gone dove il ritornello recita “Cado di nuovo tra le tue braccia, è davvero finita?”.  

Eventually porta il disco su un altro livello. La canzone è cantata in modo meno spensierato e il testo è un’analisi sulla paranoia e l’auto-sabotaggio. Il primo singolo estratto dal disco è stato Fire Escape ed è curioso constatare che probabilmente è il pezzo più debole di tutto l’album.
A tirare di nuovo alta l’attenzione è Weeds (forse la mia preferita), immancabile canzone sul “non potrai mai amare finché non ami te stesso”.

Con l’inserto Gravity la band cambia registro al disco. Le atmosfere si fanno leggermente più scure e i synth si fanno più presenti. Scream è una canzone solida, con delle interessanti soluzioni ritmiche che strizzano l’occhio al dream pop.
Ci pensa il secondo singolo estratto, Karaoke, a portarci verso la chiusura dell’album e lo fa nella maniera più dolce possibile. Trifilio, vera cantautrice, canta un amore leggero che non ha bisogno di parole, basta un “Ba-ba-ba, da-da-da-da”.
Love Song, che chiude il disco, è la più ancorata agli anni ’90 e sul pirotecnico finale inserisce passaggi e ritornelli delle canzoni precedenti, davvero bellissima.

Emotional Creature è un disco allo zucchero filato ma non è stucchevole. Si ascolta con piacere, finisce e vi accorgerete di avere il sorriso sulle labbra. Certo è che bisogna ascoltarlo preparati a una giusta dose di melassa, altrimenti potrebbe sembrarvi semplicemente un disco frivolo.

Francesco Papadia

Tracklist:

      • Entropy
      • Oxygen
      • Deadweight
      • Gone
      • Eventually
      • Fire Escape
      • Weeds
      • Gravity
      • Scream
      • Infinity Room
      • Karaoke
      • Love Song

     

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