Le figlie di Salem: la nascita di una psicosi collettiva
Mala tempora currunt
Stiamo vivendo tempi molto bui. Basta aprire un social qualsiasi per rendersene conto: ormai l’odio gratuito regna sovrano. Una sola foto, un post, una fake news possono innescare un meccanismo a catena incontrollabile: odio, insulti, ingiurie. Per non parlare degli episodi di cronaca, spesso veramente agghiaccianti. Basta un nulla a scaldare gli animi e a scatenare l’isteria collettiva. Ciò che è diverso da noi viene percepito come un nemico da combattere e non come una risorsa da cui attingere. Perciò, in questo contesto, la storia de Le figlie di Salem di Thomas Gilbert, edito dalla casa editrice torinese Diabolo Edizioni, sebbene ambientata nel XVII secolo, risulta (purtroppo) più attuale che mai.

“Questo libro è dedicato alle streghe di oggi e di domani. Che il fuoco non si spenga mai.”
Salem
Il fumetto di Thomas Gilbert è ambientato a Salem, nel New England. Questa cittadina è ormai nella memoria collettiva per la triste vicenda storica del processo alle streghe di Salem: donne accusate di stregoneria, sottoposte a un processo farsa e infine condannate a morte. Una storia che ha ispirato film, libri, serie TV. Nel suo Le figlie di Salem, Gilbert ci porta a conoscere queste donne, le loro storie, famiglie, case, cercando di mostrare dal suo punto di vista (molto plausibile) come nasce e si sviluppa una psicosi di massa e come dal nulla, si possano raggiungere effetti devastanti.

Le figlie di Salem
Salem è una piccola comunità religiosa all’apparenza tranquilla. Nelle prime pagine conosciamo Abigail, una delle future vittime dell’ignoranza e del fanatismo che si impossesseranno del villaggio. Abigail è una ragazzina indipendente, aperta e curiosa verso ciò che è diverso da lei. Un episodio all’apparenza insignificante, però, cambierà per sempre la sua vita: un ragazzo le regala un piccolo asino di legno e la notizia si sparge in tutta la comunità. La sua matrigna, furiosa, le taglia i capelli e cerca di “mettere un freno alla sua esuberanza” costringendola a coprirsi e a restare in casa. Oramai è diventata una donna, non può essere così gentile con l’altro sesso: deve tenere lo sguardo basso e non rivolgere la parola ad alcun uomo altrimenti potrebbe essere fraintesa. Così, la ragazzina, comincia a guardare il suo villaggio e il fanatismo dei suoi abitanti con occhi diversi.
Più o meno nello stesso periodo, Salem viene colpita da una pesante carestia e la popolazione affamata, non sapendo a chi darne la colpa, si scaglia contro le tribù dei pellerossa che vivono nelle vicinanze, identificate come portavoce del Maligno. A fomentare la popolazione ci pensa anche Parris, il reverendo del paese, un uomo che predica (non) bene e razzola ancora peggio. Dietro la maschera di uomo di chiesa dai saldi principi, il reverendo nasconde una natura crudele, falsa e speculatrice, pronta a tutto pur di incrementare il suo potere e la sua credibilità. Il tutto farà degenerare la comunità e i suoi abitanti in una spirale di odio, fanatismo e razzismo, che culminerà con la caccia alle streghe.

Le tavole
L’atmosfera cupa della storia è ben rappresentata dai disegni di Thomas Gilbert e dal suo tipico tratto grottesco. A differenza del precedente La saggezza delle pietre, quasi esclusivamente in bianco e nero, qui i disegni sono colorati ma non sempre in maniera realistica. All’inizio troviamo colori e disegni delicati e leggiadri che con il degenerare della storia vengono rimpiazzati da figure mostruose e deformate, contorni incerti, toni scuri e tetri per evidenziare anche dal punto di vista grafico l’angoscia e l’incubo che i personaggi stanno vivendo.

Conclusioni
Mescolando fatti realmente accaduti e finzione, Thomas Gilbert conferma il suo talento nella scrittura e nel disegno. Le figlie di Salem è un fumetto che dovrebbero leggere tutti. Ci aiuterebbe a pensare due volte prima di scagliare la prima pietra o accusare chiunque, perché mostra in maniera chiara come il vero nemico da combattere non è ciò che è diverso, ma l’ignoranza, che ci rende ciechi e stupidi. E soprattutto lancia con chiarezza un messaggio molto forte: mai sottovalutare chi predica e semina odio, perché il prossimo processo alle streghe di Salem potrebbe ripetersi mentre noi fingiamo di non rendercene conto.
Carla De Felice
Summary:




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