Libri Teorie della comprensione profonda delle cose

Published on Marzo 10th, 2020 | by Fabio D'Angelo

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Teorie della comprensione profonda delle cose di Alfredo Palomba: la recensione

Alfredo Palomba Teorie della comprensione profonda delle cose

Alfredo Palomba, Teorie della comprensione profonda delle cose, Wojtek edizioni (2019)

“REGOLA 1: NON METTERE MAI TROPPA CARNE A CUOCERE”

Una delle grandi nozioni che Antonino Cannavacciuolo ha cercato di inculcare per anni, tra l’altro senza particolare successo, a una schiera di improbabili ristoratori di tutta Italia con la sua trasmissione Cucine da incubo è la seguente: i menù, quelli troppo lunghi, affollati, caotici, non vanno bene, novvabbene come direbbe il sommo maestro dei fornelli. Meglio fare poche cose e bene.
E il concetto, se volete, è praticamente identico alla raccomandazione che mi faceva spesso mio padre: “uagliò, non mettere mai troppa carne a cuocere”. E papà, che mi conosceva, c’aveva ragione. Perché dedicandomi a troppe cose contemporaneamente, rischiavo sistematicamente di fare male tutto. Ma qui si parla di libri, e uno dei compiti della letteratura è proprio quello di ribaltare e mettere in discussione i capisaldi della cucina e della vita con cui ognuno di noi è cresciuto. Se lo scrittore che leggi è in grado di fare questo, allora ti puoi sbilanciare e dire con assoluta certezza che quello che hai tra le mani è un grande libro. E questo è giustappunto il caso di Teorie della comprensione profonda delle cose di Alfredo Palomba (Wojtek edizioni), che della troppa carne a cuocere è riuscito a farne un punto di forza.

IL PELATO

L’intreccio di storie è quindi la caratteristica principale del libro. E se proprio volessimo indicare un personaggio centrale, che più o meno incrocia gran parte delle vicende, non potremmo che puntare il dito sul Alfredo aka il Pelato (e non fate battute sull’essere calvo e contemporaneamente gestore di siti, perché vi vedo). Il Pelato ha un blog, Teorie della comprensione profonda delle cose, con cui esplora diverse sfaccettature legate all’oscenità del presente. Agli amanti potrebbe vagamente ricordare Rotten.com che per anni ha soddisfatto la curiosità malata e morbosa di tanti, pubblicando foto di omicidi, incidenti, imprese sessuali da guinness dei primati e perversioni di vario tipo. Il Pelato è più raffinato e con il suo blog tifa spudoratamente per l’estinzione di massa, attirando a sé tutti  quelle persone mai sazie di riflessioni sulla vita e sui massimi sistemi, ma soprattutto gli amanti dei racconti pruriginosi, del trash e le persone incuriosite da un suo hobby del tutto particolare: quello di dileggiare le esistenze patinate degli altri, prendendo a prestito da Facebook post e foto per poi rivisitarle con una punta di grottesco, che non guasta mai.

MAX E IL PAESONE

Il Pelato è anche un ricercatore universitario – mica pizza e fichi – che arrotonda dando ripetizioni a Max, un ragazzino dotato di un’intelligenza fuori dal comune,  in grado di sfornare saggi di un certo spessore. Grazie a Max  il lettore si farà una cultura su Athanasius Kircher  e sul Paesone, dalle origini ai giorni nostri, il luogo in cui vivono gran parte dei personaggi con cui il lettore finirà per scontrarsi. La galleria di casi umani raccontata non è trascurabile e attraverso questi suoi protagonisti, Palomba spingerà il lettore a indagare in maniera assolutamente spietata diverse forme di patologie e sofferenze, che come nel caso di Toni, finiranno per sfociare in veri e propri disturbi della personalità. Toni è un ex amico del Pelato che, ossessionato dalla carriera universitaria dell’ex amico, cerca una forma di rivalsa narcisistica attraverso un’improbabile carriera letteraria.  Degno di essere menzionato è anche Don Pagnotte, un tossico che finisce per credersi un cavaliere errante.

TEORIE DELLA COMPRENSIONE PROFONDA DELLE COSE

Allora, per tornare al punto da cui siamo partiti e mettere un po’ di ordine alle cose, qual è la carne che lo scrittore impunemente e con sprezzo del pericolo mette a cuocere tutta insieme?
Alfredo Palomba affronta il tema non secondario della vendetta personale. Quello della provincia che diventa Paese e del nostro sguazzare quotidiano nel provincialismo. Poi c’è ovviamente il tema della calvizie precoce. Quello di chi si sente, anche attraverso l’abuso di droghe, una sorta di Don Chisciotte di provincia. Poi c’è la difficoltà di essere blogger, quella di essere geni e infine il compito difficile di raccontare tutte queste cose con ironia e sarcasmo. A tutto questo Palomba ha saputo dare una struttura coerente, grazie anche alla straordinaria capacità di cambiare registro. Il lettore entrerà e uscirà alla velocità della luce da una puntata dei Simpson, per essere catapultato poi in un libro scientifico o in una biografia dettagliata di personaggi storici o su un post di trashopolis o su una chat di whatsapp o sulla home di facebook di una persona qualunque. Una montagna russo da cui il lettore scenderà con la consapevolezza e lo stupore di aver acquisito una visione globale delle cose. Quasi un gioco di prestigio, attraverso cui Palomba finirà col regalarci una riflessione seria sul presente e su tutta quest’umanità spaesata e disagiata, abituata ormai a vivere sempre sull’orlo di una crisi di nervi.

Fabio D’Angelo

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Teorie della comprensione profonda delle cose di Alfredo Palomba: la recensione Fabio D'Angelo

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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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