Le sette morti di Evelyn Hardcastle – Il giorno della marmorta

Stuart Turton, Le sette morti di Evelyn Hardcastle, Neri Pozza
Prendete il più classico dei gialli classici: il delitto nella villa isolata, alla presenza di numerosi ospiti, tra cui presumibilmente si nasconde l’assassino.
Ora immaginate di poter rivivere la giornata del delitto dal punto di vista non di uno, ma di diversi protagonisti, così da venire a conoscenza via via di particolari sempre nuovi e avere un quadro sempre più dettagliato dell’accaduto.
Ci siete?
Bene, ora però immaginate che quanto vi ho appena detto non sia soltanto un espediente narrativo, ma sia letteralmente quello che accade al protagonista della nostra storia.
Ecco, ora avete un’idea del perché Le sette morti di Evelyn Hardcastle, pluripremiato romanzo d’esordio dell’inglese Stuart Turton, pubblicato in Italia da Neri Pozza, non sia il vostro solito romanzo giallo.
Turton prende un’ambientazione “gialla” che più tradizionale non si può e la rivisita in modo assolutamente originale, fondendola con un altro espediente narrativo ormai molto comune: il giorno rivissuto.
Il protagonista del romanzo (senza memoria della sua vera identità) si trova a rivivere il giorno della morte di Evelyn Hardcastle (quante volte? Beh… rileggete il titolo), ma ogni volta nei panni di un ospite diverso. C’è ovviamente un motivo, ma non voglio spoileare oltre una trama che riserva una notevole galleria di personaggi e non pochi colpi di scena. Avrei voluto tacere persino quello che ho appena scritto, ma era necessario per farvi capire che, davvero, questo giallo si discosta un bel po’ dai canoni del suo genere e merita ben più di una possibilità.
La cosa che colpisce di più, ne Le sette morti di Evelyn Hardcastle, è la gestione dell’intreccio. Mai parola fu più adeguata: Turton mette in piedi un meccanismo a orologeria in cui gli eventi di un singolo giorno si inseguono e si incastrano, sfidando la logica temporale e i principi di causa ed effetto. Un lavoro che metterebbe a dura prova un appassionato di puzzle, ma che l’autore porta a casa senza perdere un colpo, liscio e preciso come un orologio. Ogni elemento, ogni dettaglio buttato lì in un punto del racconto finisce per trovare, più avanti, la sua collocazione, la sua spiegazione. Mi sono incaponito su un paio di essi, quindi fidatevi se vi dico che è così!
Qualcuno potrebbe obiettare che in un periodo di giorni che si susseguono apparentemente tutti uguali, Le sette morti di Evelyn Hardcastle potrebbe non essere il romanzo ideale… ma datemi retta: quando uno sa scrivere, può trasformare anche il racconto di un singolo giorno in qualcosa di irresistibile.
Andrea Ravasio
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