Libri

Published on Aprile 20th, 2021 | by Fabio D'Angelo

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Dario De Marco e le Storie che si biforcano

storie che si biforcano

Dario De Marco, Storie che si biforcano, Wojtek Edizioni

Noi siamo le nostre scelte

Stefano Massini, in uno dei suoi monologhi più riusciti, ce lo dice “papele papele”: noi siamo le nostre scelte. D’altronde, scegliere significa distinguere, ad esempio tra infiniti percorsi, quello che ci sembra più conveniente. E da qui, senza scomodare Adamo ed Eva – alzi la mano chi non avrebbe scelto di mangiare la mela per amore – si arriva dritti al concetto di libero arbitrio e al potere di decidere. Bene, perché a giocare con il concetto di libero arbitrio è Dario De Marco con il suo libro Storie che si biforcano, una raccolta di racconti uscita per Wojtek Edizioni.

Come si legge?

Apro una breve parentesi per tranquillizzare gli affezionati di Wojtek edizioni, perché un po’ se lo aspettano. Mi riferisco a quel particolare elemento di pura originalità, una sorta di marchio di fabbrica che distinguere i libri usciti dalla tana dell’orso nel panorama dell’editoria indipendente. Anche in questo caso gli affezionati non rimarranno delusi, dato che Storie che si biforcano può essere definito a suo modo come una raccolta da divano, nel senso che il lettore lo può leggere spaparanzato come meglio preferisce. Assumendo qualunque posizione scomposta, persino stando a testa in giù. Lo si può leggere partendo dalla prima all’ultima pagina o viceversa, dall’ultima alla prima pagina. Si può scegliere di cambiare direzione di lettura quando si desidera. Io vi consiglio di prendere la rotonda e invertire il senso di marcia e di lettura alla fine di ogni storia. Scoprirete così dove le storie  deviano, si biforcano, prendendo una traiettoria alternativa.

La dittatura del destino

Sì, siamo alla metafora dello Sliding Doors. Quella per cui a determinare l’esito di una storia sono i particolari, gli episodi, gli eventi, il libero arbitrio o quel complesso di cose che non sappiamo spiegare e contro cui pensiamo di non poter fare niente e che comunemente chiamiamo destino. Un potere superiore che regola la vita di ognuno con leggi inconoscibili e immutabili.

Lo scrittore democratico

«Nel sogno, vede questo posto. Pareti chiare, una tendina tirata, la finestra che occupa un lato intero della stanza. Davanti, una spiaggia di ciottoli, e il mare. Nient’altro. Subito, sa con immotivata e inesorabile certezza che è l’unico posto dove potrà essere felice. Passa il resto della vita a cercarlo.»

E qui arriviamo alla domanda eterna: siamo artefici del nostro destino o siamo vittime di questa forza che segue leggi inconoscibili e immutabili? Non troveremo la risposta nei racconti di Dario De Marco, per cui non sapremo dire se è tutto un meccanismo di causa ed effetto o se siamo vittime di un caos apparentemente privo di senso. Per cui, potremmo ripiegare comodamente in un verso di Cleante citato da Seneca: “Il fato conduce colui che vuole lasciarsi guidare, trascina colui che non vuole”. Oppure fare come Dario De Marco: diventare scrittori, per essere padroni della storia e del destino dei protagonisti.  E De Marco in questo si dimostra uno scrittore democratico, nella misura in cui spiega – attraverso il meccanismo a rotonde – a chi legge il suo libro le norme del destino che regolano le sue storie. Così facendo, attraverso la scelta tra diversi finali possibili, De Marco ci fornisce di fatto il libero arbitrio del lettore. Un privilegio che capita poche volte sia nella vita che nella lettura.

Fabio D’Angelo

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About the Author

è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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