Carle vs. Cristina Portolano e Sofia Assirelli. Intervista a Cristina Portolano
Due amiche che si chiamano Carla, hanno lo stesso segno zodiacale, amano le stesse cose tra cui i fumetti, non potevano non decidere di fare qualcosa insieme. Da qui è nata Carle vs., la nostra rubrica di interviste doppie a fumettist3 per farvi scoprire e leggere di nuovi fumetti. Potete leggerci ogni secondo giovedì del mese. Nel mese di agosto ci fermeremo però per una pausa estiva e potrete rileggerci l’8 settembre.
Per il mese di luglio abbiamo deciso di parlarvi di Tettonica, il graphic novel di Sofia Assirelli e Cristina Portolano edito da Feltrinelli Comics. Da noi potete leggere le risposte di Cristina Portolano, mentre per leggere quelle di Sofia Assirelli dovrete nuotare su Tararabundidee di Carla G.

Sofia Assirelli, Cristina Portolano, Tettonica. Feltrinelli Comics, 2022. Pag. 176, copertina flessibile. € 20,00
Tettonica è un fumetto che racconta il percorso difficile, accidentato, spesso comico, della crescita e tra teneri equivoci, deliri di onnipotenza e tentativi di fare pace con il proprio corpo riesce a divertire e al tempo stesso smuovere nel profondo, come un sisma.
Ciao Cristina e ben ritrovata su una banda di cefali. La prima domanda della nostra intervista doppia è ormai di rito. Questa è la prima volta che tu e Sofia Assirelli lavorate insieme. Com’è nata questa collaborazione e come avete organizzato il vostro lavoro?
La collaborazione è nata quando ci siamo rese conto che condividevamo le stesse idee e una certa visione e concezione delle storie. Questo è successo gradualmente, frequentandoci durante il lockdown, perché poco prima avevamo scoperto di essere anche vicine di casa! Il primissimo incontro fu una festa di compleanno di una nostra amica in comune. L’organizzazione è stata perfetta, nel senso che io dicevo a Sofia come organizzavo il mio lavoro,
lei il suo, e ci siamo incontrate nel mezzo.
Da dove nasce l’idea di Tettonica? È nata prima l’idea di parlare di tette, crescita e pubertà oppure quella del terremoto?
Questa è una domanda da rivolgere a Sofia perché la storia è la sua e la covava da anni. So solo che è nato tutto in sincrono con la complice influenza di John Fante e del suo libro “Chiedi alla polvere”. Per quanto riguarda me i temi della crescita, del corpo e di come cambia in pubertà mi sono sempre interessati.

Tettonica
La protagonista di Tettonica è una ragazzina che desidera crescere e vede il suo corpo cambiare. Credi che il fumetto sia rivolto soltanto ad un pubblico femminile o possa essere interessante anche per un lettore di sesso maschile per analizzare la pubertà da un altro punto di vista?
Quello che condividiamo io e sofia è la concezione che se anche in una storia si racconta di tette e della crescita di una ragazzina questa può essere ugualmente interessante anche per un ragazzino.
Sia io che Sofia siamo cresciute con le storie di bambini, di scrittori maschi, non vedo perché non possa succedere il contrario. Siamo nel 2022 ormai e un libro può essere letto da tutti e tutti si possono riconoscere, indipendentemente dal concetto di “target”.
Le atmosfere del fumetto sono un bel tuffo negli anni 90, e questo si percepisce da tanti piccoli dettagli, come (giusto per fare un esempio) le mitiche magliette Onyx che indossano le tipe più cool o le Spice Girls. Quale colonna ti ha accompagnato durante la stesura del fumetto? Ti andrebbe di suggerire una colonna sonora da ascoltare durante la lettura?
Certo! La mia colonna sonora sono state sicuramente le Spice Girls e i Backstreet Boys. Comunque tutte le più grandi hits degli anni 90. Questa è una playlist che ho ascoltato molto su YouTube.
Una caratteristica dell’ambientazione è sicuramente il piccolo paese, un mortorio per 10 mesi, che vede poi in estate un piccolo revival, tutt3 tornano dalle città, per godersi il fresco e la calma dei borghetti. Maria non vede l’ora che arrivi la fine della scuola perché così il paese si rianima, soprattutto per un grande ritorno. È meglio essere l’adolescente innovativə e figə di città, o quello ingenuottə e old fashioned di paese? Secondo te 3 adolescenti di oggi, nonostante il contesto diverso, possono comunque identificarsi con la storia di Maria?
Sicuramente possono identificarsi. Non c’è un meglio o peggio, ognuno ha le sue caratteristiche. Io sono stata una ragazzina di città quindi molte cose descritte le ho vissute dal punto di vista delle “forestiere”.

Il fumetto si apre con la Via Crucis e ci sono un bel po’ di legami con il sacro, cosa che difficilmente si vede in fumetti che parlano ad adolescenti, l’unico che mi viene in mente è Blankets di T. Craig che però aveva un legame con la fede completamente intimo e diverso da quello di Maria. Questo aspetto delle preghiere, delle processioni è legato molto anche alla vita di paese, dove queste funzioni religiose diventano anche, come per Maria, luogo di incontro e
per mettersi in mostra. Come mai hai usato questi elementi religiosi nel fumetto, anche se forse questa dimensione oggi è un po’ distante, fuori dal comune?
Anche nel mio Quasi signorina spiegavo, nelle pagine della comunione, il mio rapporto con la religione. Nascendo in Italia alcuni hanno anche la fortuna di controbilanciare i sensi di colpa e la morale cattolica con una sana strafottenza e scetticismo. Oggi secondo me bisogna riscoprire un qualche tipo di spiritualità e non di religiosità. A nostro tempo la religione cattolica ha avuto una certa influenza e ci ha dato la spinta a raccontarla in un certo modo. E poi non c’è cosa più comica che vedere come in Italia siamo capaci di essere profani anche quando vogliamo essere sacri.

Rimanendo in tema mistico: Maria chiede aiuto alla sua omonima celeste per far avverare il suo desiderio più grande, che si fa strada timido poco dopo la richiesta, qual è stato il miracolo che volevi si avverasse durante la tua pubertà?
Personalmente, visto che ho sviluppato presto un seno importante, che mi sparissero proprio le tette!
Alla fine della prima media mi è cominciato già a spuntare il seno e mia mamma mi regalò uno di quei reggiseni vintage che ti fanno le tette a punta. Se ci ripenso adesso lo trovo osceno eppure io all’epoca mi sentivo fighissima nonostante le tribolazioni per aprire e chiudere tutti quei gancetti. E tu ricordi ancora il tuo primo reggiseno? Qual è stato il tuo rapporto con le tette a quell’età?
Il mio rapporto era di una bambina che non voleva averle e che anzi le sentiva come un peso e i reggiseni una costrizione infatti non li mettevo mai (pentendomene dopo!). Se avessi saputo dell’esistenza dei top e magari avessi avuto un accompagnamento precedente forse me la sarei vissuta meglio.
Cosa prevede invece il tuo futuro lavorativo? Lavorerai ancora con Sofia Assirelli?
Se Sofia vuole certo che si! Comunque proseguo con l’insegnamento e nel disegnare storie a fumetti e illustrazioni!
Ringrazio ancora Cristina e Sofia per la pazienza e la disponibilità! Ci rivediamo a settembre con il nuovo fumetto di Carle vs.



