Recensioni vatican girl

Published on Gennaio 23rd, 2023 | by Fabio D'Angelo

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Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi

Titolo: Vatican Girl
Anno: 2022
Regia: Mark Lewis
Genere: Documentari true crime
Stagioni: 1
Episodi: 4
Durata: 55-62 min.
Distribuzione: Netflix

Il cinema d’inchiesta

C’era una volta il cinema italiano d’inchiesta. Quello di Francesco Rosi e della mitologica didascalia de Le mani sulla città: «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce». E poi di registi come Giuseppe Ferrara, Marco Risi, Michele Placido. Tutti impegnati con le loro pellicole a perseguire un nobile scopo: quello di fare del film il vettore di un messaggio sociale capace di smuovere coscienze e aprire uno squarcio dentro i grandi misteri d’Italia. Un obiettivo che sembra aver ereditato Vatican Girl, una docu-serie dedicata alla scomparsa di Emanuela Orlandi, visibile da un paio di mesi su Netflix.

Un rapimento buono per ogni stagione

La docu-serie di Mark Lewis è di tipo cronologico, nel senso che il regista mette in fila i fatti, ripercorrendo pedissequamente le fasi della scomparsa di una giovanissima cittadina vaticana. Lo spettatore vedrà così trasformarsi in un battere di ali quello che di primo acchito poteva sembrava il tipico allontanamento di una ragazzina, in una spy story dalla trama iper ingarbugliata. Una storia capace di tenere insieme tutto e il suo contrario: l’attentatore del Papa Mehmet Ali Ağca, la malagestione dello Ior, Solidarnosc, Calvi e il crack del Banco Ambrosiano, la mala romana, la mafia. E vedere entrare in scena figure improbabili come l’uomo nero Marco Accetti («Tesoro, tu stai parlando con colui che modestamente ha creato il caso Orlandi»)  e Sabrina Minardi, la fidanzata di Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana.

Diamo alla Sciarelli quel che è della Sciarelli

«Riguardo al fatto di Emanuela Orlandi, per trovare la soluzione del caso, andate a vedere chi è sepolto nella cripta della basilica di Sant’Apollinare, e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti. E chiedete al barista di via Montebello, che pure la figlia stava con lei, con l’altra Emanuela…»

Un mosaico complesso in cui però emerge un’unica certezza: tutte le strade, le piste, le ipotesi alla fine portano al Vaticano. Insomma, una convergenza che ha come punto di fuoco la Santa Sede. A disvelare l’enigma prospettico è la figura Enrico De Pedis detto Renatino, il Dandy di Romanzo Criminale. Quando una telefonata ai centralini di Chi l’ha visto?, quasi a citare un finale di stagione di Gomorra (“A fin ro juorn sta tutta ccà ”), indicava la soluzione del rapimento di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori  proprio nella presenza della tomba di “Renatino” all’interno della Cripta della Basilica di Sant’Apollinare e nella domanda conseguente: che ci fa un malavitoso in mezzo ai papi e ai benefattori della chiesa?

 

Le convergenze parallele

Il sospetto che Renatino De Pedis abbia svolto un compito di manovalanza nella gestione del primo periodo del  rapimento sia di Emanuela Orlandi che di Mirella Gregori, crea un link tra la Banda della Magliana e Vaticano che non si spezzerà né con la successiva estumulazione della salma del boss dalla Cripta e né seguendo le altre teorie investigative. Cito le più importanti: la richiesta di uno scambio tra una cittadina vaticana e Mehmet Ali Agca, la guerra tra due schieramenti interni al vaticano, l’interesse delle mafie a farsi restituire i soldi investiti nel Banco Ambrosiano e nello Ior e la pista della pedofilia, riaperta dalla testimonianza inedita della compagna di scuola di Emanuela Orlandi e dall’audio reso pubblico da Notte Criminale, blog underground per gli amanti del genere.

Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi

Per chiudere, dirò uno cosa che potrà essere presa male dai fan della Sciarelli, per cui Federica perdona questo tuo figlio per quello che sta per scrivere. Ma se Chi l’ha visto? e giornalisti come Andrea Purgatori (la memoria storica della docu-serie) hanno avuto il merito di aver tenuta viva la battaglia per la verità della famiglia Orlandi, a Vatican Girl va invece dato atto di aver portato la vicenda di Emanuela Orlandi fuori dal recinto in cui era stata relegata, dando così a uno dei grandi misteri italiani una dimensione mondiale. La giustizia vaticana ha riaperto il caso e qualcuno – con una dose non trascurabile di malizia – ha evidenziato una coincidenza con la morte del papa Emerito. Io penso invece che la docu-serie di Mark Lewis abbia contribuito a dimostrare come il gioco del silenzio imposto per quasi quarant’anni non sia più accettabile per nessuno. Per la Santa Sede. Per la famiglia che vuole verità e giustizia. Per chi ama il rumore perché il silenzio rende complici. Per una ragazzina sorridente con la fascetta. Una Vatican Girl per sempre.

Fabio D’Angelo

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About the Author

è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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