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Published on Dicembre 4th, 2024 | by Viaggio In Corea

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Fattore K e La via coreana: due consigli di lettura per approfondire un fenomeno di portata globale

Dieci ottobre, entro nello studio docenti e saluto la mia collega che, invece di un saluto, risponde: “Han Kang ha vinto il premio Nobel per la letteratura!!!” Seguono momenti di incredulità e stupore. “Ma davvero?” La Corea non aveva mai vinto un premio Nobel in questo campo, di fatto l’unico Nobel fino a quel momento assegnato a un coreano era quello per la pace, ottenuto da Kim Dae-jung nel 2000. Un paio di ore dopo mi arriva una telefonata: un giornalista vuole intervistarmi, in quanto docente di letteratura coreana moderna e contemporanea mi ritiene la persona adatta per rispondere alle sue domande su Han Kang. Mi fa persino i suoi complimenti. Complimenti a me? Di fronte al mio disorientamento, mi spiega che mi trovo a insegnare una materia che sta ora vivendo il suo momento d’oro. Io, personalmente, non ho mai misurato il valore della letteratura coreana sul numero dei riconoscimenti internazionali ottenuti. La letteratura coreana è un mondo affascinante, per ora ancora poco tradotto in italiano, ma che ha tantissimo da offrire, dalla prosa alla poesia, dal genere realistico al fantastico. Eppure, devo riconoscere l’importanza di questi riconoscimenti internazionali, perché essi rappresentano dei riflettori improvvisamente accesi su realtà fino a quel momento rimaste nell’ombra. Quante persone avranno iniziato a leggere Han Kang dopo l’annuncio del Nobel? Tantissime se consideriamo che alla Feltrinelli della stazione di Napoli i suoi libri erano tutti esauriti nel giro di alcune ore dopo la proclamazione.

Di fatto, mi chiedo quanto abbiano influito sull’ottenimento di questo traguardo anche i riflettori che negli ultimi anni sono puntati sulla Corea a causa del grande successo che la musica K-pop e le serie televisive coreane stanno esercitando sul mondo intero. Mi chiedo se catalizzare l’attenzione sul proprio Paese grazie a produzioni culturali di ottima qualità possa portare risvolti positivi anche su altre produzioni culturali. Di certo, questo premio letterario è arrivato nel momento giusto e pochi anni dopo l’impresa titanica di Bong Joon Ho, che con Parasite si è aggiudicato il primo Oscar per miglior film con una pellicola in lingua non inglese.

In Fattore K: L’ascesa della cultura pop coreana, edito da ADD Editore, Paola Laforgia ripercorre le tappe e i meccanismi che hanno portato la Corea del Sud da Paese distrutto, dopo trentacinque anni di occupazione coloniale giapponese e altre tre di guerra fratricida che ha diviso la nazione in due, a potenza economica in grado di esercitare un enorme soft power a livello globale. Partendo da K-pop e K-drama, l’Hallyu o Korean Wave sta “invadendo” il mondo trascinando con sé anche altri settori. Rispetto a quando avevo iniziato a studiare coreano all’università, i nuovi iscritti a questo corso si sono centuplicati. I ristoranti coreani sono in aumento in tutto il mondo, e se fino a soli dieci anni fa a frequentarli erano quasi esclusivamente coreani, oggi la situazione è praticamente invertita. Anche la letteratura sta vivendo una riscoperta da diverso tempo a questa parte, e sempre più case editrici comprano diritti per romanzi coreani.

Se oggi alla parola “Corea” la prima cosa che viene in mente non è più “Corea del Nord”, se nel frigo di tanti italiani sta iniziando a fare la sua comparsa il kimchi, se sempre più persone consumano prodotti culturali coreani è perché negli ultimi anni qualcosa si è mosso, qualcosa di molto grande e nel quale sia il governo coreano che le grandi aziende come Samsung hanno investito. Un qualcosa che ha il potere di parlare un linguaggio universale. Leggendo Fattore K vi affascinerà anche quanto ha inciso il potere e la forza dei fandom nel permettere a questo fenomeno di espandersi, in un primo momento in Asia Orientale, poi negli Stati Uniti e, oggi, anche in Europa.

Per capire meglio il mondo globalizzato in cui ora viviamo sarebbe opportuno mettere da parte quell’occidentalcentrismo che per tanti anni ci ha reso ciechi, indifferenti ai cambiamenti che avvenivano fuori dal mondo europeo e statunitense. Sono ancora tanti i pregiudizi che gli occidentali nutrono verso i popoli altri, pregiudizi che Laforgia cerca di smontare nel suo interessantissimo saggio. Un’opera che voglio consigliare non solo a chi voglia approfondire questo fenomeno dalla portata globale, ma anche ai giovani fan del K-pop che vorrebbero scoprirne le origini; d’altronde, la stessa Laforgia lavora nel mondo della musica in Corea del Sud. Dalla nascita del genere, con i Seo Taiji & Boys, dei quali vi consiglio questa esibizione che l’autrice ha condiviso con noi durante un book-talk,

con questo saggio ci farà scoprire aneddoti particolari, come i BTS che campionano un brano degli H.O.T. per omaggiarli

o le Girls Generation che sperimentano con cambi di ritmo pazzeschi,

fino ad arrivare ai risvolti più recenti del genere, come le NewJeans,


e alle collaborazioni e continuo dialogo tra musica mainstream e quella underground nel mondo musicale coreano. Non manca di affrontare tematiche più “scottanti”, come il forte conflitto di genere attualmente in atto nel Paese del Calmo Mattino e la questione dei suicidi commessi da alcuni idol.

Nello stesso anno di Fattore K è stato pubblicato un altro saggio da parte di un autore italiano, Natan Mondin, che affronta la tematica della Korean Wave e la sua espansione in Occidente. Il saggio in questione, pubblicato da Utet (collana di saggistica di De Agostini), che si intitola per l’appunto La via coreana: come la Corea del Sud sta conquistando l’Occidente, può essere considerato un’opera complementare a quella di Laforgia per approfondire questo interessante fenomeno. Natan Mondin si è occupato per quattordici anni di promozione delle relazioni commerciali tra Corea del Sud e Italia. Nel saggio fa spesso riferimento a sue esperienze personali e, alle volte, vi sono confronti tra la realtà sud-coreana e quella italiana, riferimenti a concetti culturali peculiari e intraducibili come han (concetto da me già affrontato in un altro articolo per il Cefalo coreano), e una sostanziosa lista di libri, film e telefilm per meglio conoscere il fenomeno Hallyu.

Sara Bochicchio

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About the Author

è un progetto che vuole raccontare i complessi luoghi fisici e mentali della società coreana. È una finestra sulla cultura coreana ed uno spazio dove approfondire argomenti legati all’arte, alla letteratura, al cinema, alla musica e alla storia del paese del calmo mattino. In altre parole, è un viaggio a 360˚ gradi in grado di delineare percorsi differenti in cui tempi e luoghi si intrecciano con l’obiettivo di condurre ad una migliore comprensione delle innumerevoli sfumature che caratterizzano la Corea.



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