I Due di Antonio Moresco
Il libretto I Due (Hopefulmonster editore, pp. 198, euro 12) di Antonio Moresco è stato fortemente voluto dallo scrittore Dario Voltolini (Invernale, Pacific Palisades) per la collana da lui curata PENNISOLE, serie editoriale il cui perno è offrire una “libertà di prosa” magmatica alle penne della narrativa italiana. I Due si presenta come un’invenzione comica di Moresco, impasto scatologico e sboccato, sfogo dell’autore redatto in ospedale nel corso di alcuni delicati interventi di salute. Dedicato con “indifesa tenerezza” al suo traduttore francese Laurent Lombard, il cimento narra le vicende di un bieco traduttore di Cotolett verso uno scrittore di Mignolett, spesso in una forma dialogica nella cui arsa asprezza si ravvisano Le operette morali di Giacomo Leopardi annodate al comico-demenziale cinematografico. Ad attenta lettura, oltrepassando la cortina escrementizia, vera barriera del libretto, notiamo come l’acredine dell’autore denunci la corruzione e la sottomissione del prodotto autoriale alle ferree leggi di paccottiglia editoriale, in cui anche il libro non è più fonte di riflessione ma di facile guadagno; tale posizione è meglio palesata nei capitoli: Primo penoso capitolo sui premi letterari, Recensioni, Si scambiano i ruoli, dove la satira diventa più sferzante.
Stilisticamente, l’uso del duo, uno carnefice e l’altro vittima, è alla base del comico, così come l’adoperare un linguaggio escatologico, humus della satira a partire da Aristofane, ed estremamente funzionale, nell’opera, per far risaltare con candida ripugnanza la bolgia di un abbassamento di un certo mondo culturale, a partire dagli anni ’90, molto-troppo-italiano, in una narrazione che si avvia a mirabili intuizioni surreali-anarchiche (Dichiarazione di guerra a Cotolett, Il ballo in maschera, Lo scrittore muore), con alcune oasi di riflessioni pacifiche (Anche il traduttore), fino al congedo catartico e apocalittico di sapore leopardiano e sveviano, due autori molto amati dallo scrittore.
Andrea Panico





