Libri Najwan Darwish

Published on Maggio 28th, 2026 | by Andrea Panico

0

Esausti in croce di Najwan Darwish

Najwan Darwish

Najwan Darwish, Esausti in croce, Hopefulmonster Editore, pp. 141, 20 euro.

Il libro Esausti in croce (Hopefulmonster Editore, pp. 141, 20 euro), pubblicato all’interno della collana La stanza del mondo, curata dalla giornalista e saggista Paola Caridi, pone la nostra attenzione sull’acuminato pensiero di Najwan Darwish. L’autore, nato a Gerusalemme nel 1978, con le sue antologie poetiche Più mi avvicinavo alla tempesta (2018) e Una volta ci siamo svegliati in paradiso (2020), nel torno di nemmeno una decade si è affermato come una delle più autorevoli voci internazionali di lingua araba.

Anche in questa raccolta, divisa in sette parti, Darwish spunta l’utensile poetico a megafono di cronista del popolo palestinese. Il titolo della raccolta già ne svela l’identità: metafora delle macerie del suo popolo quotidianamente straziato dal genocidio israeliano. Canti intrisi di vezzosa e vivida umanità, mai piagnistei o furenti strali, che lo affratellano a Romancero gitano di Federico García Lorca, Poesie a Casarsa di Pier Paolo Pasolini, Cronistoria e Il passaggio di Enea di Giorgio Caproni e Diario d’Algeria di Vittorio Sereni, o a certi fotogrammi di Paisà e Germania anno zero di Roberto Rossellini e Sciuscià e Umberto D. di Vittorio De Sica.

Nella poesia esegetica Stendardo sconfitto si rapprendono gli epitaffi di storie tessute sulla generalità del popolo palestinese martoriato, esausto in croce da decenni di soprusi e vessazioni. Darwish svolge questo compito con estrema scrupolosità, intrecciando la storia e la geografia della Palestina a quella dei paesi confinanti, riferendoci della pulizia etnica del quartiere Wadi Nisnas nel 1949 (Mi vicino Carmelo), del massacro voluto da Ariel Sharon a Sabra e Chatila nel 1982 (Chatila), delle tratte clandestine (Sulla riva del Mar delle Tenebre), della resistenza palestinese (Piangere una montagna), della descrizione della violenza sul corpo di un bambino massacrato (Passamelo). Ci fa conoscere i dissidenti amanti della libertà: Taha Muhammad Ali (Le apparizioni di Tara), Al-Hasan Ibn Hani (Che il viaggio finisca qua), Rasmiyyeth Odeth (Quando ti sveglieranno all’alba), dettagli di storia mediorientale (Amanti, Piccolo canto ribelle in Nepal), preservandoli — compito primario dell’oralità — dall’oblio, come perviene sull’importanza del testimoniare (Adesso e basta) affinché, come desiderava Primo Levi, conosciamo per non dimenticare.

Si riporta la poesia Adesso e basta

Ho molti amici morti
Dormienti in cimiteri di epoche diverse
Più di quanti dovrebbero essere.
Con loro converso.

Perciò tu che odi uccidere,
che ti senti estraneo alla vita,
ti voglio vivo.
Questa volta voglio essere io il morto.
Dai, parla con me
e resta sulla terra,
a me basta la compagnia di quelli che stanno sotto.
Torna dalla strada della morte!
Adesso e basta

Andrea Panico

Twitter
Visit Us

Tags: , , ,


About the Author



Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla