Il grande sgarbo

Per molti l’unità di Italia e il Risorgimento rappresentano un totem intoccabile, mentre per altri è un qualcosa, nella migliore delle ipotesi, vetusto e fuori moda. Altri ancora, invece, ne ignorano (quasi) completamente l’esistenza.
Eppure, considerando la situazione odierna, è un tema ancora attuale e scottante.
Per questo Il grande sgarbo di Stefano Cardoselli, edito da Effequ, che con questo volume inaugura la collana Illustri, è un graphic novel veramente imperdibile.
“Quello che avete tra le mani è un fumetto raro” scrive il fumettista Emiliano Mammuccari nella sua prefazione, ed è proprio l’aggettivo più adatto per definirlo.
Raro per il particolare formato, più ridotto e compatto, per il tratto distintivo del suo autore che sembra mescolare sogno e realtà, ma soprattutto per il tema trattato: l’unificazione dell’Italia con uno sviluppo diverso dalla storia reale. Una sorta di distopia, ambientata però nel passato, per capirci meglio.

Nel dibattito tra i favorevoli e i contrari all’unità d’Italia, il protagonista di questa storia, tale Ferdinando Ragozzino, potrebbe diventare il nuovo mito degli oppositori. L’uomo, che lavora come burocrate del Regno delle due Sicilie, è una persona fortemente abitudinaria e poco flessibile. Dopo l’arrivo dei Mille perde il suo amato e noiosissimo lavoro ed entra profondamente in crisi. La cosa, infatti, non gli va affatto a genio, e perciò comincia ad elaborare un piano diabolico per vendicarsi, ostacolare l’unità d’Italia e uccidere l’eroe dei due mondi aka Giuseppe Garibaldi. Un piano che potrebbe sembrare impossibile ma che, con l’aiuto di sua sorella Marcella, abile e devota suora manipolatrice, briganti e soldati dalla dubbia lealtà, e dopo peripezie che scomoderanno addirittura lo stato pontificio, si concluderà con grande successo. Tranquilli, non sto spoilerando nulla, le prime pagine del graphic novel sono infatti dedicate a questo fantomatico assassinio, per poi tornare indietro in un flashback che ricostruisce in vari capitoli le tappe fondamentali di questo piano astuto.

Il grande sgarbo, insomma, ci racconta un’Italia che non è mai stata unita – come recita il sottotitolo – a causa di un individuo insignificante e meschino disposto a tutto pur di non modificare la sua forma mentis. Una ricostruzione fittizia che attraverso la giusta combinazione di linguaggio e immagini, risulta visionaria, surreale, violenta e che, anche se inverosimile, a tratti potrebbe anche convincere del contrario. I disegni, rigorosamente in bianco e nero e molto vicini a quello stile cosiddetto underground, sono semplici ma al tempo stesso dettagliati, spesso violenti, crudi, spietati. Nonostante il formato ridotto di cui accennavo prima, l’autore riesce a sfruttare molto bene le pagine, alternandone alcune con due o tre vignette ad altre in cui si trova un’unica immagine o un testo, mantenendo sempre viva la tensione del lettore.

Un romanzo grafico di come se ne leggono pochi nel nostro paese, dissacrante, originale, provocatorio al punto giusto che, affrontando un periodo da molti considerato superato, fa riflettere anche sulle sorti del presente.
Carla De Felice
Summary:



