Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana: intervista a Leonardo Palmisano.
La mafia nigeriana Black Axe (Ascia Nera) è divenuta in pochi anni uno degli interlocutori più rispettati delle mafie storiche come quelle italiane. È l’organizzazione criminale più crudele nella tratta delle donne e la criminalità nostrana, vedi Roma o Torino, gli appalta lo spaccio al dettaglio. Ormai Black Axe è inserita anche nel traffico di diamanti e nel contrabbando di carburante. Leonardo Palmisano, dopo aver scritto Ghetto Italia e Mafia Caporale, ci colpisce di nuovo allo stomaco con un altro libro straordinario: Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana (2019, Fandango Libri). Palmisano ricostruisce la storia e l’evoluzione di questa associazione. Dalla sua nascita all’università di Benin City come confraternita studentesca, fino alla trasformazione in un movimento panafricanista con una faccia ripulita, il Neo Black Movement guidato da Felix Kupa.
La parola del titolo che colpisce di più è intelligenza. Perché questo gruppo criminale ha una grande capacità di fiutare gli affari, di inserirsi nei sistemi di riciclaggio del denaro e di investire nell’economia legale. La parte più terribile del libro, comunque, sono le testimonianze delle donne che subiscono ogni tipo di violenza prima e dopo essere diventate carne da macello sulle strade e negli appartamenti di mezza Europa.
Palmisano ha la grande capacità di riuscire a recuperare informazioni sia da una prostituta che dal suo aguzzino, restituendoci tutto nella sua crudezza e sapendo perfettamente da che parte stare. Sono molte le similitudini con la ’ndrangheta o la mafia, sia dal punto di vista economico che da quello dell’utilizzo di rituali d’iniziazione che permettono di creare un orizzonte culturale comune agli affiliati. Anche questo colpisce, perché viene ricordato più volte nel libro che Black Axe ricorda la mafia siciliana appena arrivata negli Stati Uniti: senza scrupoli, con affiliati coesi e capace di guardare sempre avanti. La mafia del futuro.
Ma lasciamo la parola all’autore.
Ciao Leonardo, Come nasce l’idea di questo libro?
Nasce dai racconti degli schiavi dei ghetti che ho intervistato per Ghetto Italia e Mafia Caporale. Alludevano all’esistenza di una mafia. Ho approfondito e ne è venuto fuori un inferno lungo, nel tempo e nello spazio. Qualcosa che non era ancora stato raccontato.
L’NBM è un movimento che si finge vicino alle persone, invece è una realtà subdola che sfrutta soprattutto le donne ed è un movimento terribilmente maschilista. Ci puoi raccontare una storia che sintetizzi questi aspetti?
La storia di una ragazzina costretta a farsi stuprare da italiani a Foggia, per puro diletto degli stupratori seriali. Una storia allucinante, di malattie contratte, di barbarie, sotto il controllo del sistema nigeriano e di quello foggiano. Questo avviene nelle connection house dei ghetti come nelle case del capoluogo. Siamo di fronte a un imbarbarimento delle prestazioni sessuali a danno delle più giovani.
Nel libro fai più volte il paragone tra NBM e ‘Ndrangheta ci puoi elencare qualcuno delle similitudini che hai riscontrato?
La diffusione sovracontinentale, il pagamento in diamanti, la corruzione politica. Tutti elementi che rendono i sistemi davvero molto simili e vicini. Manca, tra i nigeriani, il legame di sangue, ma c’è il rito a garantire la tenuta del gruppo.
Quali sono le modalità di affiliazione?
Diverse. La più importante è il gioco a ferire o uccidere l’avversario. In questa prova rituale si dimostra di essere all’altezza del sistema e delle sue pretese e aspirazioni. Si tratta di qualcosa che non prevede giuramenti, ma fedeltà a pochi principi: la superiorità nera, il rispetto delle gerarchie, l’assoggettamento ai capi, qualunque cosa domandino in qualunque paese del mondo.
Com’è possibile che il loro capo riconosciuto, Felix Kupa, sia un personaggio pubblico che ‘frequenta anche sedi dell’Onu’?
Semplice, perché fonda la sua capacità di persuasione politica sulla corruzione e sulla minaccia. La Nigeria è un grande Paese, grande per corruzione. Questo capomafia controlla i media, determina i flussi elettorali, compera imprese e sostiene il welfare locale. Amatissimo e temutissimo, è a tutti gli effetti un Totò Riina nigeriano.
Quanto conta la meritocrazia nell’NBM?
Molto nelle alte sfere, poco dove si sfruttano le ragazze o dove si uccide. Non puoi far carriera se non nasci nelle università. Fai carriera se sei un cervello che si mette al servizio del sistema.
Quanti soldi riescono a muovere in un anno?
Solo sulle ragazze, in Italia, quasi mezzo miliardo di euro. Io penso che il sistema di Ascia Nera abbia un fatturato di venti miliardi di euro l’anno in tutto il mondo. Un cifra che la rende una mafia seconda soltanto alla Ndrangheta e che la mette al vertice dei sistemi criminali in forte ascesa. Sono loro la mafia del futuro.
Intervista e articolo a cura di Claudio Metallo





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