Libri Steve Jobs non abita più qui

Published on Novembre 9th, 2020 | by cefalo precario

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Steve Jobs non abita più qui

Steve Jobs non abita più qui

Michele Masneri, Steve Jobs non abita più qui, Adelphi.

“L’inverno più freddo che ho vissuto è stata un’estate a San Francisco”

Mark Twain

 

Steve Jobs non abita più qui è uno dei titoli più accattivanti che possiamo trovare oggi in libreria, pubblicato meritoriamente dalla Adelphi. Il libro scritto da Michele Masneri può essere considerato un reportage dalla California, frutto delle corrispondenze inviate al Foglio dallo scrittore e giornalista negli anni trascorsi negli Usa. È molto difficile elencare le mille ragioni per leggere questo interessantissimo testo, ma personalmente, quella più efficace, è nella risposta al perché mai un paese come gli Usa, con il più grande debito commerciale e pubblico della storia e che non dovrebbe esistere economicamente, è ancora, nonostante tutto, la prima potenza del pianeta. Non considerando i leader decisivi nella traiettoria delle nazioni (vedi alla voce Trump), Masneri ci prende per mano e ci porta in questo viaggio californiano, da San Francisco alla Silicon Valley, passando per Palo Alto e Big Sur, geografia di una California che la beat generation ha reso mito e che oggi è l’avanguardia del futuro. Un “On the road” tutto californiano, fatto di incontri più disparati: giovanissimi che fino a poco tempo fa dormivano in uno scantinato e ora sono miliardari, il funerale dell’icona del surf Jack O’Neal, fino alle surreali interviste a Jonathan Franzen e Breston Ellis. La California di Masneri è tutto tranne che una banale cartolina, ma un territorio pieno di contraddizioni, dove al consiglio comunale di Cupertino, nel 2006 quando ancora non esisteva l’iPhone, potevamo trovare un giovane Steve Jobs che voleva “creare un nuovo campus Apple, insomma qualcosa di carino”. Le invenzioni più innovative del globo, che hanno cambiato la nostra vita, nascono proprio lì, a San Francisco, dove si registra la più alta concentrazione di startup del mondo. Ne sono solo un piccolo esempio Uber che ha cambiato il nostro modo di spostarci in città e Airbnb, la multinazionale di affittacamere che da un semplice materasso ad aria si è trasformata in un colosso che genera miliardi di dollari, mettendo in crisi i mercati tradizionali. Patria delle mille contraddizioni, baluardo della cultura Liberal (basti pensare che nel 2016 Hillary Clinton prese il 90% dei voti) ma, nello stesso tempo, patria dell’individualismo fin troppo sfrenato. Non dimentichiamo infatti che nella città californiana c’è la più alta percentuale di homeless e di stato sociale non se ne parla neanche. Per capire cosa ci aspetta nel prossimo futuro, non c’è bisogno di andare in California, basta andare in libreria e comprare il libro di Masneri.

Adolfo Avella

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