Benvenuti in casa Esposito
Qualche giorno fa il Washington Post dedicava un articolo alla situazione italiana. A limitare la crescita economica dell’Italia, sostiene il quotidiano americano, è il nepotismo ”che porta ad una gestione mediocre e impedisce ai migliori talenti di crescere”.
Un po’ la scoperta dell’acqua calda. Il nepotismo è una delle piaghe del Paese. È presente in tutti i campi e nessuno si può dichiarare veramente immune. Ma l’Italia è anche il Paese dei capri espiatori. I Fantozzi da crocifiggere in sala mensa. Poveri cristi che finiscono per pagare da soli per i peccati collettivi.
Lo sa bene Renzo “Trota” Bossi, che dopo aver regalato momenti di altissima comicità, ha detto basta. Niente più politica. Niente più cariche, scorte, partite con la nazionale Padana, lauree pezzotte in Albania, ampolle del dio Po e passaggi raffinati del tipo: “Nella vita bisogna provare tutto, tranne droga e culattoni”. Abbandonata la carriera politica, il Trota cercherà (parole sue) fortuna in un cantiere o in campagna. Amen.
Lo sa bene anche Tonino Esposito, figlio del defunto boss della Sanità, Don Gennaro Esposito, ammazzato in una faida locale. Tonino è l’antiboss. È debole, imbranato, ingenuo. Vuole fare il “mestiere” del padre, ma manca di cazzimma e ben presto finirà per essere schiacciato da un ambiente duro e competitivo. Un anno con Tonino Esposito si rivela uno spasso totale. Il libro ci regala momenti memorabili come il racconto del cenone di San Silvestro. Le vacanze a Scalea. Il ferragosto passato nel centro commerciale e il matrimonio ultrapacchiano, con immancabile colonna sonora neomelodica.
Ma con la camorra non si pazzea e alla fine Tonino rischia di farsi male. Lo salveranno dall’ira di o’ Tarramoto, nuovo boss del quartiere, solo l’intervento della moglie Patrizia e la figlia Tina, che si vergogna del padre e che in camera tiene appeso un poster del giornalista Giancarlo Siani. Così si arriva a festeggiare il nuovo anno, ma questa volta con uno spirito diverso. Tonino è cambiato. Anno nuovo, vita nuova.
Fabio





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