Fumetti

Published on Aprile 14th, 2022 | by Carla De Felice

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Carle vs. Luca De Santis e Sara Colaone. Intervista a Luca De Santis

Due amiche che si chiamano Carla, hanno lo stesso segno zodiacale, amano le stesse cose tra cui i fumetti, non potevano non decidere di fare qualcosa insieme. Da qui è nata Carle vs., la nostra rubrica di interviste doppie a fumettist* per farvi scoprire e leggere di nuovi fumetti. Potete leggerci ogni secondo giovedì del mese. Il prossimo appuntamento sarà giovedì 12 maggio.

Per il mese di aprile abbiamo deciso di parlarvi del graphic novel di Sara Colaone e Luca De Santis Georgia O’Keeffe Amazzone dell’Arte Moderna edito da Oblomov. Si tratta di una biografia romanzata di Georgia O’Keeffe, madre del Modernismo americano. Un percorso a ritroso nella memoria: dalla morte di Alfred Stieglitz, grande fotografo e gallerista americano che lanciò Georgia O’Keeffe negli anni Dieci, poi marito e sodale nell’arte, fino agli esordi della carriera, alle prime mostre in cui esponeva con Picasso e Braque. Georgia O’Keeffe è stata inoltre la protagonista della retrospettiva appena conclusasi al Centre Pompidou di Parigi. Qui sui cefali potrete leggere le risposte di Luca De Santis, mentre potete trovare quelle di Sara Colaone su Tararabundidee di Carla Gambale qui.

Georgia O'Keeffe

Sara Colaone, Luca De Santis, Georgia O’Keeffe, amazzone dell’arte moderna, Oblomov edizioni, 2022. Pag. 192, € 23,00

Ciao Luca e benvenuto su una banda di cefali. Dopo In Italia Sono Tutti Maschi, Ariston (Oblomov edizioni) e Leda (Coconino Press) tu e Sara Colaone siete giunti al vostro quarto fumetto insieme. Com’è nata questa proficua collaborazione e come strutturate solitamente il vostro lavoro?

Con Sara siamo ormai amici da più di vent’anni e incontrarla è stata una delle mie più preziose fortune, è stata lei a parlarmi del lavoro che svolgeva alla Kappaedizioni con Francesco Satta e a propormi di scrivere qualcosa che avrebbe poi disegnato. In realtà le prime cose fatte insieme erano piuttosto comiche e surreali, abbiamo iniziato con tutt’altro registro, ma sento di dire che i temi a noi cari c’erano già e ci hanno introdotto sulla stessa lunghezza d’onda. Da lì in poi il nostro lavoro non è mai stato diviso in fasi nette, è un continuo scambio di idee, intenzioni, documenti, epifanie.

Un tema del vostro lavoro collettivo è sicuramente il racconto di una vita nella sua totalità. In In Italia sono tutti maschi avete raccontato il confino degli omosessuali durante il ventennio fascista attraverso i ricordi del personaggio di “Ninella”; Ariston è invece una riflessione sul ruolo della donna all’interno della società italiana nel corso dei decenni attraverso la storia di tre donne mentre in Leda avete raccontato una donna anticonformista sempre in lotta con il proprio destino. Da dove nasce questo amore per le storie? Come scegliete le storie raccontare?

Se dovessimo trovare il filo che lega le nostre storie, di sicuro non sarebbe poi così invisibile: il tema dell’autodeterminazione, quello della ricerca dell’identità e soprattutto il dialogo con le generazioni, sono punti fermi non solo dei nostri lavori ma anche dei nostri discorsi e sento dire anche delle nostre vite.
Amiamo le storie che non sono state ancora raccontate, riuscire a restituire solidità a voci deboli o dimenticate. Ci sono storie di cui senti l’urgenza di raccontare. E poi entrambi amiamo le persone difficili, quelle che hanno passato una vita a costruire corazze, per poi schiuderle un pochino e farti intravedere un pezzo in cui specchiarsi.

Quando è avvenuto l’incontro con l’arte di O’Keeffe e qual è l’aspetto che ti ha colpito maggiormente della sua arte e della sua personalità?

La sua determinazione sicuramente e la sua personalità così contemporanea. Gli artisti codificano il presente per anticipare il tempo, è nella loro natura, ma O’Keeffe non fa questo solo con l’arte ma anche con temi importanti come l’emancipazione e l’uguaglianza di genere. La sua pittura è politica. La sua vita intera lo è, come dovrebbe esserlo quella di ognuno di noi.

Giorgia O’ Keffee è stata un’icona della scena artistica moderna. Negli Stati Uniti è una delle artiste più famose e quotate mentre qui in Europa è ancora poco conosciuta. Com’è nata l’idea di dedicarle un volume?

Il nostro editore francese Steinkis è stato contattato dal Centre Pompidou di Parigi in occasione della grande mostra che si è tenuta nel 2021. L’intenzione era quella di raccontare l’artista anche con un mezzo trasversale come il fumetto per arrivare a un pubblico più ampio possibile. Credo che sia questa una caratteristica a cui abbiamo sempre dedicato molta attenzione, con tutti i nostri graphic novel.

Quanto è stata lunga la fase di ricerca e di lavoro precedente alla stesura del fumetto e che impatto ha avuto sulla tua arte?

È strano doverlo dire ma il lockdown degli ultimi due anni è stato provvidenziale in questo. Di O’Keeffe conoscevo solo i suoi quadri più famosi come i fiori o Skull’s Cow. Son partito da zero e per fortuna il Centre Pompidou ci ha messo a disposizione del materiale prezioso e incredibile. Anche il lavoro fatto precedentemente dagli storici e dagli storici dell’arte, specialmente sulle migliaia e migliaia di lettere tra O’Keeffe e Stieglitz, mi ha aiutato ad alleggerire di molto la fase di documentazione. Per il resto i tempi sono stati abbastanza stretti e quindi ho diviso lo studio e la stesura tra il giorno e la notte. In quella lunga quarantena, dopo mesi passati assieme, la presenza di O’Keeffe nel mio appartamento era palpabile.

Georgia O'Keeffe

Georgia O’Keeffe è stata una personalità molto forte che non ha mai voluto essere raccontata e che non si è mai ritrovata nelle parole che gli altri usavano per descrivere lei e il suo lavoro. Quanto è stato difficile scegliere il modo giusto per raccontarla?

Raccontare chi non ha mai voluto essere raccontata, è stato un limite psicologico prima e morfologico dopo. Solo dopo aver studiato a fondo la personalità della pittrice ho compreso che non dovevo combattere quella sua refrattarietà bensì doveva essere la chiave del racconto stesso. Per questo il libro si apre con una scena che è già manifesto del suo carattere e della rete di relazioni in cui O’Keeffe è coinvolta.

La storia si articola attraverso flashback improvvisi in cui l’artista rivive (e racconta) momenti cruciali del suo passato e della sua storia donando al fumetto uno stampo molto cinematografico. Del resto anche la storia di Georgia O’ Keffee potrebbe tranquillamente essere protagonista di un film. Anche il grande formato del volume e la suddivisione delle tavole sembrano conferire al fumetto un tocco cinematografico. C’è una correlazione tra il cinema e questo fumetto?

La mia formazione è cinematografica e forse il modo di procedere nella struttura di sceneggiatura è comune ai due media. Sicuramente le suggestioni date dal contrasto metropoli e deserto, specialmente nei paesaggi disegnati da Sara, a me ha restituito una percezione da Cinemascope.

A livello grafico sono stati inseriti moltissimi riferimenti alle opere della pittrice, come i suoi famosissimi fiori, come avete scelto le opere da integrare nel fumetto?

Prendendo i suoi elementi più riconoscibili e importanti, scomponendoli e facendone materiale tangibile e narrativo. Così i fiori sono diventati paesaggi in cui i personaggi si incontrano; le ossa, ponteggi su cui arrampicarsi; le porte, passaggi tra tempo e dimensioni diverse.

Georgia O'Keeffe

Georgia O’Keeffe è passata dal ruolo di musa e oggetto dello sguardo maschile a quello di artista attiva protagonista del suo lavoro e delle sue opere. Stieglitz voleva lanciare un personaggio da cui lei ha cercato tutta la vita di distaccarsi, secondo i vostri studi legati alla personalità della pittrice, quando O’Keefe è riuscita davvero a diventare lei stessa e come viene percepita ora?

È forse questa la vera domanda dell’intero libro. Io credo che le rinunce e i sacrifici l’abbiano davvero emancipata e preservata in quella visione autentica. In fondo, al sentire il suo nome ci vengono in mente i suoi fiori e i suoi deserti, non le foto di nudo di Stieglitz, e questo è un dato di fatto. Gli ultimi anni sono stati credo quelli più significati in cui la pittrice prende letteralmente il volo e i suoi paesaggi aerei sono metafora esplicita di quanto il suo punto di vista fosse libero.

Georgia O'Keeffe

Quali sono i prossimi progetti per il futuro? Ci regalerete ancora un altro lavoro insieme?

Tornare a lavorare con Sara credo sia inevitabile. Abbiamo ancora molte cose di cui discutere intrecciando testo e disegni.

Ringraziamo come sempre * fumettist* che si sono prestati alla nostra incontenibile curiosità e non vediamo l’ora di leggere le loro prossime opere! Noi ci rivediamo il 12 maggio su questi schermi.

Carla De Felice

Potete acquistare il volume sul sito dell’editore qui.

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L'unico vero realista è il visionario.



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