Tango. Carle vs. Antonio Pronostico e Fulvio Risuleo. Intervista a Antonio Pronostico
Due amiche che si chiamano Carla, hanno lo stesso segno zodiacale, amano le stesse cose tra cui i fumetti, non potevano non decidere di fare qualcosa insieme. Da qui è nata Carle vs., la nostra rubrica di interviste doppie a fumettist* per farvi scoprire e leggere di nuovi fumetti. Potete leggerci ogni secondo giovedì del mese. Il prossimo appuntamento sarà giovedì 9 giugno.
Per il mese di maggio abbiamo deciso di parlarvi del graphic novel di Antonio Pronostico e Fulvio Risuleo Tango edito da Coconino Press. Qui sui cefali potrete leggere le risposte di Antonio Pronostico, mentre potete trovare quelle di Fulvio Risuleo su Tararabundidee di Carla Gambale qui.
Tango è un graphic novel a bivi dove sarà il lettore a decidere di volta in volta il destino della coppia protagonista. Il fumetto segue le vicende sentimentali di Lele e Miriam. I due stanno per fare il grande passo, comprare una casa e andare a vivere insieme. Da questo momento che si troveranno a dovere affrontare una serie di scelte che li metteranno al bivio di una sorpresa o di un conflitto. Sarà proprio il lettore a dover decidere il loro destino.

Fulvio Risuleo, Antonio Pronostico, Tango, Coconino Press, 2021. Pag. 224, € 24,00
Ciao Antonio e benvenuto su una banda di cefali. La prima domanda della nostra intervista è ormai di rito. Dopo Sniff tu e Fulvio Risuleo siete al vostro secondo lavoro a quattro mani. Com’è nata la vostra collaborazione e com’è lavorare insieme?
Ho conosciuto Fulvio più o meno 8 anni fa e da subito sono stato colpito dal modo in cui si misurava con l’arte e con gli artisti. Ci siamo sempre osservati e ammirati da lontano quando un giorno, al rientro dal Bilbolbul (a mio avviso uno dei festival più belli del fumetto), decisi di voler fare anche io un fumetto e così iniziai a raccontare timidamente a Fulvio una serie di possibili idee per una storia.
Capii sin da subito che non erano idee valide, anche dal fatto che Fulvio pian piano cercava di andarsene, fino a quando gli raccontai una particolare storia d’amore che aveva come protagonisti i nasi.
Il giorno dopo iniziammo a lavorare a Sniff.
Io e Fulvio lavoriamo tendenzialmente così: condividiamo lo spazio in uno stesso studio e passiamo molto tempo a confrontarci e parlare sull’idea e sulla storia e quando tutto è chiaro e tutto è pronto ognuno va al suo “strumento” e iniziamo a comporre il libro.
In Sniff, il vostro primo fumetto, avevate presentato una coppia sull’orlo di una rottura. Anche i protagonisti di Tango, Lele e Miriam, sono una coppia alle prese con le decisioni e le liti ordinarie. Perché avete deciso di raccontare nuovamente la vita di coppia?
Mentre stavamo lavorando a Sniff, uscii da una lunghissima litigata con la mia compagna e frastornato dalla durata di questa litigata, proposi a Fulvio di pensare ad una possibile storia sui litigi di una coppia. Lui rimase scettico su questa proposta, all’inizio pensava fosse assurdo fare un fumetto che si basasse sui litigi di una coppia, così senza tentare di convincerlo abbandonammo l’idea. Qualche mese dopo l’uscita di Sniff, dopo che Fulvio attraversò lunghi e turbolenti litigi, venne da me e mi disse che aveva capito cosa intendevo. Il giorno dopo iniziammo a lavorare a Tango.

Lele e Miriam si trovano spesso di fronte a un bivio o a una decisione da prendere. Al lettore viene chiesto di decidere cosa accadrà e le sue scelte influenzeranno il futuro della coppia. Da dove nasce l’idea di conferire al lettore un ruolo così attivo e di mettere nelle sue mani le sorti della coppia? A cosa vi siete ispirati per trovare le varie opzioni?
Fulvio mi propose di utilizzare una narrazione “a bivi” per raccontare la storia di Tango, ma all’inizio l’idea di uscire dal tradizionale libro per andare verso quello che comunemente chiamiamo libro game, non mi entusiasmava, forse perché mi proiettava in una dimensione “gamer” che non mi appartiene molto. Poi ho capito invece che permettere al lettore di scegliere quale strada prendere per navigare in un agitatissimo mare di litigi, sarebbe stata la strada giusta per affrontare questa storia.

Parlando di bivi ed immaginandoti lettore, qual è stata la tua prima decisione al bivio e perché?
Io ho lavorato a questo libro da disegnatore e da lettore contemporaneamente perché non ho mai letto la sceneggiatura per intero prima di disegnarlo, ma leggevo e disegnavo capitolo per capitolo.
Sono stato il “lettore zero”.
Quindi da subito sono stato catapultato davanti il primo bivio: cane o bambino?
Ho scelto il bambino.

Non solo il fumetto lo avete fatto in due, ma ha anche tantissime varietà di scelta, come mai avete deciso di complicarvi così tanto la vita?
Non lo abbiamo scelto, non scegliamo mai come sarà il fumetto o meglio, lo decidiamo e poi durante la realizzazione questo cambia necessariamente. È solo facendolo che capiamo il percorso giusto da prendere. Tango all’inizio doveva essere un intero libro a bivi, ma poi abbiamo capito che bastava un solo capitolo, lungo, ma unico, per poi prendere altre strade.
Nella storia del cinema, della letteratura e dei fumetti in generale, quali sono le tue coppie preferite? C’è qualche coppia in particolare che ti ha ispirato per Tango?
Una coppia che mi ha colpito molto è quella Sergio Leone – Ennio Morricone, perché non è propriamente una coppia. Sono stati una coppia unita naturalmente dalla necessità di dover produrre qualcosa. Non poteva esserci qualcun altro per realizzare le cose specifiche che stavano realizzando. Sono convinto che in me e Fulvio ci sia una naturalezza nel lavorare in coppia e quando questa naturalezza non ci sarà più sarà solo perché saremo di fronte a un progetto che non necessita di entrambi.

Il tango è un ballo ad alto tasso di sensualità e complicità. Lele e Miriam, però, non sembrano sempre così tanto in sintonia tra loro. Come mai avete scelto proprio questo ballo come titolo del vostro fumetto?
Mentre lavoravamo a Tango decisi di regalare alla mia compagna un corso di Tango da fare insieme e mi vantavo con tutti di aver fatto questo regalo. La reazione di tutti era di totale disapprovazione, che capii solo dopo 5 secondi dall’inizio del corso. Pochi secondi per iniziare entrambi litigare davanti a tutti. Non riuscivamo a dialogare perché non conoscevamo il linguaggio del corpo che è l’unico lingua utile per ballare il Tango. Quando lo capii, raccontai tutto a Fulvio e ad entrambi è sembrato giusto inserire il Tango nella storia.

Anche l’ultima domanda è di rito: a cosa stai lavorando al momento? Altri progetti a quattro mani in cantiere?
Stiamo lavorando insieme ad una nuova storia, questa volta un noir.
Non vediamo l’ora di leggere questo noir allora. Grazie di cuore agli autori per aver risposto alle nostre curiosità e alla prossima intervista doppia.
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