L’attrito della vita (Indagine su Renato Caccioppoli matematico Napoletano)

Lorenza Foschini, L’attrito della vita- Indagine su Renato Caccioppoli matematico napoletano, La nave di Teseo. Pag. 272, € 19
Palazzo Cellammare
C’è una relazione tra gli ambienti che abitiamo e il nostro comportamento? La risposta è no, a meno di non voler credere in una particolare proprietà magica delle pareti e degli oggetti di assorbire la storia di chi c’è stato prima. Ma supponiamo per assurdo che la risposta sia affermativa. Se così fosse, se esistesse veramente questa capacità degli ambienti di acquisire e trasmettere, non potremmo che partire da Palazzo Cellammare, per raccontare L’attrito della vita (Indagine su Renato Caccioppoli matematico napoletano) di Lorenza Foschini. Perché Caccioppoli ha abitato per lungo tempo qui, al piano terreno di questo imponente edificio che domina via Chiaia e via Filangieri. Nello stesso Palazzo che in passato aveva ospitato Torquato Tasso, Caravaggio, Goethe, Angelica Kauffmann, Casanova, Jakob Philipp Hackert e Basile. Impossibile non suggestionarsi.
‘O genio
Renato Caccioppoli era un prodigio, un genio riconosciuto della matematica, capace di vincere, a soli 27 anni, la cattedra di Analisi algebrica dell’Università di Padova. Ma non solo. Era una personalità assolutamente straripante. Un intellettuale che amava profondamente il sapere, l’arte, la letteratura, la musica. Sapeva suonare il pianoforte in maniera magistrale. Era un libertario e un antifascista. Un anticonformista indifferente alle conseguenze delle sue provocazioni. E pagò, durante il regime fascista, questa sua radicale propensione all’indipendenza e alla libertà con l’ospedale psichiatrico. D’altronde, era pur sempre il nipote di Michail Bakunin, il grande pensatore e rivoluzionario anarchico. E una sorta di influenza per via ereditaria questo nonno materno doveva averla pur trasmessa, no?
Vita di un matematico Napoletano
Lorenza Foschini svolge un’indagine appassionata sulla vita di Renato Caccioppoli. Coinvolge il lettore e restituisce allo stesso la biografia di una delle figure forse più complesse del Novecento napoletano. Per farlo, Lorenza Foschini lo immagina seduto nelle aule universitarie, nel circolo del cinema, nei posti della Napoli comunista degli anni 50’ che lui frequentava da irregolare, perché senza tessera di partito. Lo immagina nelle osterie dove metteva in pratica un trucco per bere di più: chiedere due mezzi cognac anziché uno, visto che la somma della quantità di due mezzi cognac è maggiore di uno. Nelle nottate passate a Palazzo Cellammare a suonare il suo pianoforte Petrof in compagnia delle anime affini. Come Francesca Spada, protagonista del Mistero napoletano (Einaudi) di Ermanno Rea. A unirli c’era il male di vivere e la passione per il piano, che suoneranno spesso insieme.
L’attrito della vita
Sono gli anni per Caccioppoli delle delusioni e delle disillusioni. Certo, c’è la ferita provocata da Sara Mancuso, la giovane e brillante siciliana di sedici anni più giovane, che Caccioppoli sposò nel 1939, e da cui poi fu abbandonato per Mario Alicata, intellettuale e parlamentare comunista. E poi il crollo degli ideali con la condanna dei crimini staliniani da parte di Kruscev e l’invasione dell’Ungheria. Qui l’indagine svolta da Foschini diventa minuziosa, nella misura in cui si avvale di testimonianza e documenti, come la lettera trovata in un archivio della scrittrice Paola Masino che, dopo aver incontrato Caccioppoli, scrive alla madre confidandole un presagio: “Ho rivisto il Caccioppoli che è ormai davvero uno scheletro. Mi fa una gran pena e non mi meraviglierei che si uccidesse. Mi ha offerto di prestarmi un milione- dice che è molto ricco e lui non spende nulla – ma io, al solito, non ho accettato […]. È un uomo eccezionale che non riesce a resistere all’attrito della vita, e che non fa più nulla per vivere”. Era il 1958 e dopo meno di un anno, l’attrito della vita avrà il sopravvento. Caccioppoli si ucciderà l’8 maggio del 1959 con un colpo di pistola sparato alla nuca. Con la morte nasce il mito.
9934 Caccioppoli
Oggi un asteroide porta il suo nome, il 9934 Caccioppoli. Mentre Il teorema di punto fisso di Banach-Caccioppoli, o teorema delle contrazioni, fa ormai parte del bagaglio culturale di tutti i matematici. Nella mente del lettore resta però impressa l’immagine sofferente e smunta di un’esistenza alla deriva, perché incapace di sopravvivere alle menzogna del tempo. La morte diventa quindi un rifiuto: quello di contribuire all’infelicità del mondo.
Fabio D’Angelo



