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Published on Dicembre 3rd, 2014 | by Roberta Rega

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Quitaly – Quit the Doner

quitaly

Quitaly – Quit the Doner Indiana Editore 2014

“L’entità Beach Party è una massa compatta di corpi sudati, molti dei quali carichi del tipo di allegria immotivata un tempo prerogativa esclusiva degli animatori dei villaggi turistici; quel tipo di persona con un’evidente sovrapproduzione di endorfine nota nella storia per diventare il mattone su cui costruire sistemi totalitari o per proporre i contratti porta a porta di Enel Energia.”

Quitaly è una raccolta di quattordici reportage giornalistici di Quit the Doner, autore di “5 buoni motivi per non votare Beppe Grillo“, il pezzo più virale del web italiano di sempre, con mezzo milione di letture. Oltre al citato articolo dei record, Quitaly spazia dal (mal)costume borghese dei salotti culturali al raduno degli alpini a Bolzano, al capitalismo messianico di Herbalife, a racconti di satira sociale grandiosamente inventati.

Editorialista, giornalista e scrittore per Vice, Linkiesta e Riders, Quit the doner si nasconde dietro pseudonimo per portare avanti nell’anonimato il suo esperimento vivente di immersive journalism. Ovvero il contrario del giornalismo prevalente, dove il lavoro di desk e una fastidiosa indipendenza di facciata tendono ad omogeneizzare argomenti, linee editoriali e abitudini di lettura. Quit the doner ritorna in strada con spirito picaresco, osserva, registra e lo fa con ironia analitica, senso critico e spiccato soggettivismo. Ma il suo è un soggettivismo che non disturba e non ostruisce perché palese, inequivocabile e per questo passibile di riconoscimento e (nel caso) di rifiuto. Ha uno stile personalissimo, che sicuramente sublima e domina la lezione dei blog di informazione, e l’ampio uso della retorica è puramente caricaturale o finalizzato al racconto, base strutturale della sua scrittura.

L’esperimento di Quit funziona perché finalmente il mezzo è il messaggio. Quit è nato dopo il 1980, ragion per cui non usa la rete ma la comprende, ne parla il linguaggio, la scruta, ridicolizza, la destruttura per evidenziarne i contrasti. Il suo universo di significati è riconoscibile alla nostra generazione perché ne condivide il linguaggio, i mezzi e i riferimenti culturali, e soprattutto il senso del ridicolo. Abbiamo in comune 30 anni di vita, precariato permanente, troppe ore di televisione commerciale e indie rock alle spalle. Ne sappiamo fin troppo di quello che ci è successo, ma non c’è più tanta voglia di piangersi addosso, a volte di riderci addosso, quello sì.

Un articolo dopo l’altro, ci ho preso gusto ad avventurarmi nei percorsi prolissi e inventati di Quit, le sue scelte linguistiche e tematiche sono un Frankenstein generazionale, raccoglie frammenti, suggestioni, ossessioni condivisi e ricompatta tutto attraverso l’ironia di un libello.

Ad un certo punto Quit si aggira nelle stanze di un appartamento dove una festa radical chic riunisce l’intellighenzia del cinema italiano. E lui fa la parte dell’alieno, un uomo fuori posto, dissacrante, dal ghigno distante.

 Forse l’ho già vista, forse no, ma in ogni caso è la tipica tizia con il piercing che finisce per fare il ruolo della «Giovane alternativa con cane» negli sceneggiati sbirri di Canale 5 prima di essere promossa a «Eroica mamma abbandonata a se stessa» in un film di sinistra e concludere la carriera acclamata per le emozionanti interpretazioni di una «borghese isterica» che, come tutti sanno, è l’apice del cursus honorum concesso a un’attrice italica.

Ciò che ho più apprezzato del suo giornalismo è un ormai obsoleto ritorno ad un narrato fatto di storie paradossali, talvolta assurde o inventate, impiantate sempre su una lingua rapida, mordace ed enfatica.

C’è sempre una narrazione, ed è per questo che diventa tutto interessante, anche leggere di complotti e scie chimiche, di un’estate in Salento o di salotti romani annoiatissimi.

Quitaly è un libro finalmente divertente, sarcastico e scatenato che parla dell’Italia, il paese dove purtroppo e per fortuna viviamo e nel quale conviviamo con tante, troppe categorie di pensiero e tipologie umane. Ridiamo di loro, e ridiamo di noi come Quit ride di tutti noi e di sé.

 

Roberta Rega

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Quitaly – Quit the Doner Roberta Rega

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3.5

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"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"



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