Libri

Published on Dicembre 5th, 2014 | by Fabio D'Angelo

Il cavallo di ritorno

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Il cavallo di ritorno – la prima indagine del commissario Peppenella, Edizione CentoAutori.

 

Io non odio i napoletani che tifano juventus, anzi, lo confesso, certe volte sento un senso di protezione nei loro confronti, uguale a quello che provo ogni volta che penso a una minoranza emarginata. Adesso dite quello che volete, ma è innegabile il fatto che quella di uno juventino napoletano sia una vita difficile. Provate voi a svegliarvi ogni mattina con la certezza matematica che appena varcata la porta di casa, come la gazzella nella savana, vi toccherà correre più veloce delle bestemmie, degli sfottò e delle discussioni. Certo, guadagnerete una preparazione atletica degna del miglior Gianni Morandi, che vi servirà per affrontate al meglio le due settimane della doppia super sfida tra Napoli e Juventus: i quattordici giorni di passione del napoletano juventino, caratterizzati dal dover cambiare abitudini, bar, pizzeria, benzinaio, barbiere e perfino il profilo Facebook. In questi giorni, una sola costante: il senso di solitudine. Dite che esagero? E allora vi sfido a trovare una cosa più triste di un tifoso che, parafrasando Gigi D’Alessio, “non ha avuto niente sotto l’albero di Natale”, e cioè la gioia di festeggiare in gruppo e in modo sguaiato. Al napoletano juventino, infatti, è concesso ben poco: uno stato su Facebook con il profilo camuffato (noto solo ai parenti più stretti) e un corteo solitario nel corridoio di casa. E poi ritorno immediato alla vita di tutti i giorni, che per il commissario Ugo Peppenella, protagonista del Il cavallo di ritorno, il nuovo romanzo di Peppe Lanzetta, significava tre cose: gli sfottò dei colleghi per la sua fede calcistica, la passione per il kebab e le incomprensioni con la figlia. Ma una serie di omicidi che fanno pensare a un serial killer, scombineranno la routine del commissario, al punto che l’ostilità contro i napoletani juventini non sarà più l’unica croce che il povero Ugo Peppenella dovrà portare sulle spalle. L’indagine sugli omicidi si intreccerà con le imprese criminali della gang degli 87 Diego, comandata dal boss Salvatore ‘a Pucchiacca, e si accavallerà con quella relativa a una serie di furti attuati con la tecnica del cavallo di ritorno, ossia quella pratica illegale, con cui il ladro restituisce dietro pagamento di un riscatto al malcapitato di turno ciò che gli è stato rubato. A farne le spese è Napoli, che si sveglierà senza la statua di Dante, del Cristo Velato, dei Re di Palazzo Reale, di Garibaldi a Cavallo, del busto di Giambattista Vico e della lapide sul soggiorno napoletano di Leopardi. Il comprensibile stupore durerà un attimo, il tempo di una telefonata al Comune di Napoli, con tanto di richiesta del cavallo di ritorno.

Le complicate indagini del commissario Peppenella si svolgono a ritmo incalzante, in una Napoli lanzettiana dove vita, amore, morte, dolore, inquinamento, monnezza e fogne si mescolano in un’unica, gigantesca, mastodontica, tragicommedia. Questo continuo mescolamento coinvolgerà anche chi sta scrivendo adesso, al punto che, scombussolato, accantonerò la ricerca della soluzione del giallo per la risposta alla seguente domanda: sopravvivrà il commissario Peppenella allo stress della sua prima indagine e del suo calvario quotidiano o, preso da pietà cristiana, Peppe Lanzetta lo strapperà alla vita infame e al colesterolo, graziandolo con una morte per infarto nelle pagine di questo libro?

Per dare una risposta a questa domanda, ho divorato il libro in un batter d’occhio. La risposta non ve la dico, la scoprirete solo leggendo: chi spoilera è fetente.

Fabio D’Angelo

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About the Author

è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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