Figli di un libro minore

Published on novembre 29th, 2014 | by Flavia Peluso

Stalin + Bianca

 

Stalin + Bianca, Barison Iacopo, Tunuè 20014

Stalin + Bianca, Barison Iacopo, Tunuè 2014

 

Stalin è un ragazzo di periferia, lo chiamano così per via degli enormi baffi.

Bianca è la colla che lo tiene insieme e senza di lei si sente incompleto.

Bianca è cieca, guarda il mondo attraverso gli occhi di Stalin ma anche Stalin è cieco, cieco di rabbia e riesce a guardare il mondo solo attraverso l’occhio di una telecamera.

Vivono in un quartiere di strade abbandonate che potrebbe essere la periferia di qualsiasi provincia del mondo. A me è venuta in mente Scampia ma un newyorkese non avrebbe difficoltà nell’immaginarsi il Bronx.

In fin dei conti tutte le province si somigliano e noi provinciali viviamo con il sogno della Capitale, scritta con la maiuscola, come le nostre speranze di una vita migliore. Una vita lontano dalla neve sporca lungo i marciapiedi, lontano da un cielo incapace di produrre arcobaleni, lontano da un destino che sembra rifiutare ogni speranza.

In uno dei suoi eccessi di rabbia, Stalin si convince di aver ucciso il patrigno e decide di scappare ma non può farlo senza Bianca, lei è pur sempre la sua unica guida, così scappano insieme verso la Capitale.

È un viaggio che comincia in treno e continua con mezzi di fortuna, lungo il tragitto incontrano personaggi che, come loro, vivono ai margini, scappando dalla vita apparentemente perfetta che il mondo ci costringe a vivere.

Se avete l’abitudine di evidenziare le frasi più belle quando leggete, rischierete di trasformare il libro di Barison in un manuale universitario per tutte le parole che vi troverete a sottolineare. Ogni pagina nasconde un pensiero che spinge alla riflessione e a sperare che quelle centosettantacinque pagine non finiscano così in fretta.

Non si può fare a meno di innamorarsi di Bianca e del suo mondo interiore, trasformato in poesie dettate a un registratore.

Il protagonista del libro però resta Stalin, con il suo impacciato e platonico amore per Bianca, le sue pillole per controllare la rabbia e il suo cinico distacco dal mondo che lo circonda.

Questo libro è una storia di cecità, quella fisica di Bianca, quella volontaria di Stalin che rifiuta di guardare il mondo con i suoi occhi, quella della gente che gira intorno a loro e quella del destino che sembra quasi si ostini a rendere la vita difficile ai due ragazzi.

Il libro è pieno di citazioni cinematografiche e non a caso presto diventerà un film che probabilmente comincerà in uno stadio di periferia e terminerà con la videocamera che registra immagini sovrapposte della nebbia che avvolge tutto.

Terminata l’ultima pagina, piena di silenzi, resta la domanda sul destino di Stalin + Bianca, mi piace pensare che “Qualcuno li ha visti tornare tenendosi per mano.”

 

Flavia Peluso

Stalin + Bianca Flavia Peluso

Summary:

4.5

Voto


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