Fumetti

Published on luglio 7th, 2016 | by Martina Caschera

Verdad, una storia di guerra e anticonformismo

Verdad – Lorena Canottiere

Lorena Canottiere, Verdad. Coconino Press, 2016. 160 pagine a colori

Lorena Canottiere, Verdad. Coconino Press, 2016. 160 pagine a colori

Verdad è  il nome della protagonista del fumetto che Lorena Canottiere ha pubblicato in aprile, con Coconino Press.

Verdad significa verità, in spagnolo, ma le suggestioni non si fermano qui: nella narrazione, la parola verdad si riferisce anche al “Monte Verdad (Monte Verità)”, una comune realmente esistita, nata all’inizio del secolo scorso. Questo luogo, che ricorre tra le pagine del fumetto, emerge dalla storia personale e dalla memoria della protagonista, piantandosi nell’immaginario del lettore e accompagnandolo fino alla fine del racconto.

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Iniziamo dunque da qui, dal luogo in cui la Storia incontra una storia, dalla piccola comune di Monte Verità, dove la madre della piccola Verdad l’ha concepita. Comprendiamo subito che la bimba non è cresciuta lì, con la madre, ma è stata lasciata alla nonna, lontana dalla scelta di vita di una mamma che non ha mai conosciuto. Alla quale non ha mai potuto chiedere: perché? Conosciamo una Verdad immersa in un ambiente montano, un paesino abitato da poche anime, isolato dal resto del mondo civilizzato ma stretto tra le fitte maglie di una rete naturale e selvaggia.

Di questo luogo, l’autrice riesce a farci assaporare, attraverso gli occhi e le esperienze della protagonista che vediamo crescere (non senza salti temporali e discontinuità) tra le pagine del volume, sia la piccolezza, il provincialismo, la chiusura mentale di certi esseri umani, sia l’attaccamento di questi e del nucleo cittadino stesso al mondo del folklore, alla terra e alla natura selvaggia. I pro e i contro del vivere “sprofondati” in un ambiente che sembra rifiutare i canoni della modernizzazione e rimanere cristallizzato come roccia tra le rocce, sono ben illustrati nel capitolare della vita di Verdad.

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La bellezza di questo racconto, tuttavia, è chiara soprattutto nell’equilibrio, nella delicatezza e nella maturità comunicativa con la quale l’autrice riesce a incastonare la storia di una vita di donna forte, decisa, anticonformista, nel più ampio orizzonte storico della Spagna sconvolta dalla Guerra Civile.

Per nulla secondario è il ruolo della Storia in questo fumetto, e anzi è impossibile scindere il percorso di vita di Verdad da quello della resistenza stessa, di cui la donna diviene simbolo fiero, sconfitto e pure indomito.

Nelle prime pagine il lettore è subito trascinato nella guerriglia, dalla parte del “buoni”, e incontra una Verdad riversa al suolo, vittima di un’esplosione. Solo successivamente, ricostruendo il passato in un lungo flashback, Lorena Canottiere ci permette di conoscere e capire meglio questa protagonista e, contemporaneamente, di conoscere e  capire gli spazi della guerra.

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Verdad è bambina e si confronta con una nonna piena di astio, e si chiede chi sia questa madre così lontana e detestabile, le cui scelte l’avrebbero condannata alla solitudine ma la cui immagine sarebbe sempre rimasta come esempio di bellezza e idealismo. La seguiamo avvicinarsi alla resistenza, ad un amore privato, nato nella condivisione di un obiettivo comune, e ad un amore “comune”, che vuole fortissimamente la libertà di una Spagna torturata.

Infine la conosciamo ferita, dubbiosa e riflessiva, delusa, ma non la vedremo mai in preda all’odio e, pur sconfitta, mai domata.

Attorno alla protagonista, il racconto è costellato di personaggi che compaiono e scompaiono velocemente, ma che lasciano il segno, tratteggiati con una sintesi (formale e narrativa) di rara potenza. Nessuno è di troppo, nessuna parola è in eccedenza, pronunciata per caso. Gli esseri umani sono personaggi essenziali alla narrazione, figure di ogni età e stratificazione sociale: dalla nonna, donna di paese dalla mente chiusa, fino ad arrivare alla bimba che va a trovare Verdad nella sua casa tra le rocce e le porta cibo e ammirazione.

Colpisce la presenza di un filo ideale tra le figure femminili, che passa inesorabilmente per il corpo assente di questa “madre”, di cui vedremo poco ma di cui sentiamo fortemente la presenza per tutto il racconto, fino alla sua conclusione.

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Anche gli animali hanno un ruolo importante, sia nelle interpolazioni allegoriche e fiabesche, sia nel racconto principale. Essi non sono elementi di contorno, ma parte dell’essenza stessa dei personaggi e della storia.

Il lettore ha dunque la sensazione di trovarsi di fronte ad un’opera essenziale, nell’equilibrio, nella delicatezza e nella maturità comunicativa  e uno degli strumenti più efficaci per ottenere questo risultato è di carattere estetico. In Verdad, la forma diviene il contenuto stesso, parte fondante della narrazione. Ciò che più colpisce sono l’ultilizzo dei colori e la versatilità del tratto: in un’arte per la quale un’ombra, un assottigliamento e un’assenza sono veri e propri “contenuti”, elementi quali ad esempio la scelta della paletta di colori in un determinato contesto, devono portare il lettore a riflettere coscientemente sullo sviluppo narrativo ed emotivo dei personaggi.

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In conclusione, questo libro è consigliato non solo a chi vuole farsi coinvolgere nella storia di una donna coraggiosa e anticonformista, ma anche a chi è interessato alla guerra civile spagnola, della quale questo racconto fornisce una prospettiva problematica ed originale.

Martina Caschera

Verdad, una storia di guerra e anticonformismo Martina Caschera

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