Interviste

Published on giugno 5th, 2017 | by Carla De Felice

0

Gorilla Sapiens Edizioni – Intervista a Gorilla 1, 2 e 3

L’indie BBB café ha aperto le sue porte nel mese di gennaio, proponendosi di essere un luogo virtuale in cui tutti i blog partecipanti al Book Bloggers Blabbering, gli editori, gli autori e i lettori potessero chiacchierare di libri, di editoria e sopratutto di storie. Ogni mese è dedicato ad una casa editrice diversa, gennaio: CasaSirio, febbraio: Las Vegas Edizioni, marzo: Eris Edizioni, aprile: Exorma Edizioni, maggio: SUR ed è arrivato il nostro turno, per il mese di giugno, e presentarvi una nuova casa editrice: Gorilla Sapiens Edizioni.

 

Gorilla Sapiens Edizioni nasce nel 2011 ed è una casa editrice frizzante originale. Parlarne in maniera tradizionale è difficile, perciò ho deciso di lasciare la parola direttamente alle sue fondatrici Valentina, Valeria e Serena Presti Danisi aka Gorilla 1,2 e 3. Buona lettura!

  1. Dopo Milly, Anna e Gabriella Carlucci,  Kelly, Sheila e Tati aka Occhi di gatto ci siete solo voi: Gorilla 1, 2 e 3, le tre sorelle  dell’editoria indipendenti della mitica Gorilla Sapiens Edizioni. Com’è successo che tre sorelle condividessero la stessa passione e abbiano deciso di fondare una casa editrice indipendente?

Gorilla1: Prima di tutto, “Occhi di gatto” tutta la vita. Le altre due diranno senz’altro che è solo colpa mia se sono finite in questo guaio dell’editoria.

Gorilla2: Noi ci abbiamo pure provato ad arrampicarci sui tetti dei musei per andare a rubare quadri, ma fare libri tutto sommato ci riusciva più facile. Comunque è tutta colpa di Gorilla1.

Gorilla3: In realtà abbiamo molte passioni in comune, tra cui l’amore per la letteratura, e fin qui niente di strano. Come si passi poi da “ci piace la letteratura” a “apriamo una casa editrice”, ovviamente, resterà per sempre un mistero.

  1. Noi abbiamo scelto il cefalo a proteggerci, anche perché tutti lo trattano male e noi abbiamo deciso di adottarlo e riqualificarlo. Come mai voi proprio il Gorilla?

Gorilla1: Cercavamo un animaletto che potesse rappresentarci. Il gorilla non sarà elegante, molti sostengono che non sia adatto a delle ragazze (ma perché?!), invece io lo trovo perfetto: è una testa calda e un tenerone al tempo stesso. Ecco: io spesso mi affeziono molto alle genti, e però m’incazzo facilissimamente.

Gorilla2: Cercavamo un primate che avesse un po’ di fascino in più rispetto all’uomo e Babbuino Sapiens Edizioni non suonava bene.

Gorilla3: Io me la ricordo così: stavamo in cucina e continuavamo a parlare di questo nome da trovare (ne abbiamo parlato davvero tanto!), alla fine ci eravamo convinte che un animale ci stava bene perché l’editoria è piena di animali (nel senso di loghi, ovviamente… non mi permetterei mai di intendere altro); è venuto fuori il gorilla, uno dei pochi che non fosse già preso, ma Gorilla Edizioni faceva cagare, toccava trovare l’aggettivo. L’idea finale è stata fare un passo indietro (o avanti) nella catena evolutiva, e il passo andava fatto nella direzione dell’autoironia e del gioco, che era anche quello che speravamo (e speriamo) di fare, in parte, con i nostri libri.

  1. Ogni libro firmato Gorilla Sapiens è sempre una sorpresa, un’esperienza di lettura diversa. Quando apri un libro pubblicato da voi, infatti, non sai mai cosa ti aspetta. Con quale criterio scegliete le opere da pubblicare?

Gorilla1: Vogliamo provare esattamente quello che proverà il lettore: il testo deve sorprende noi per prime. Se è qualcosa che riusciamo a definire, a incanalare facilmente in un genere o in un “prototipo” di manoscritto, non ci interessa.

Gorilla2: È veramente molto semplice, pubblichiamo quello che ci piace leggere. L’idea è che ci saranno pure in Italia altre persone che hanno i nostri stessi gusti, no?

Gorilla3: L’unico criterio, alla fine, è che ci piaccia. E allora la domanda diventa “E che vi piace?”. Ci piace la scrittura di qualità, innovativa, che non segue il percorso narrativo più semplice, che non racconta la storia che ci si aspetta. Capace di sorprendere e incantare. Ci piacciono quelle opere in cui, ancora allo stato di manoscritto (senza editing, piene di refusi e non formattate), puoi già riconoscere la letteratura.

 

  1. Quanto dura in media la valutazione di un manoscritto? È quasi sempre amore a prima vista o vi è capitato di cambiare idea successivamente o pentirvi per non aver pubblicato qualcosa?

Gorilla1: Domanda difficile, perché la durata varia molto da caso a caso. Diciamo che se qualcosa prende molto tempo per convincerci, è quasi certo che alla fine non ci convincerà. Però ci sono delle eccezioni, dei casi di “innamoramento lento”. Naturalmente capita di pentirsi di aver o non aver pubblicato qualcosa. A volte semplicemente non si fa in tempo ad accettare un manoscritto e quello viene pubblicato da un’altra casa editrice: sono i casi peggiori, il livello di rosicata può essere altissimo.

Gorilla2: Come dicevo, pubblichiamo quello che ci piace; se abbiamo dei dubbi su un testo magari vuol dire che in fondo non va bene per noi. Per fortuna, avendo sempre fatto questo ragionamento non è mai successo che mi pentissi delle nostre scelte. Ovviamente, però, come tutte le cose, il nostro è un percorso di crescita, e questo vale anche per i testi che scegliamo. E speriamo ovviamente di crescere ancora.

Gorilla3: Può durare il tempo della lettura, e allora è amore a prima vista. Non è sempre così, però. A volte siamo in dubbio, a volte in disaccordo, di sicuro capita di cambiare idea. Niente pentimenti, però… finora.

  1. Nel calcio la fedeltà alla maglia è ormai un mito del passato. Per Gorilla Sapiens invece è realtà conclamata, basti pensare ai vostri scrittori come Alessandro Sesto, Carlo Sperduti, Davide Predosin, Ivan Talarico o Carlo Zambotti. Vi va di spiegare ai presidenti delle varie squadre il vostro segreto?

Gorilla1: Penso che di base ci sia la stima reciproca. E anche l’impegno a mantenere alto il livello di tutto il catalogo, in modo che ognuno si senta valorizzato e parte di un progetto di qualità.

Gorilla2:Il fatto è che il giudice non ha ancora emesso l’ordinanza restrittiva.

Gorilla3: Succede, e non credo siamo l’unico caso nell’editoria, che ci si incontri e ci si riconosca. Noi abbiamo riconosciuto il talento di questi scrittori, il talento di cui eravamo alla ricerca; loro, forse, (spero), hanno riconosciuto il senso profondo del nostro progetto, la sua natura. Poi penso ci sia un altro elemento, forse la cosa più bella di questa esperienza, ossia il fatto che si sia creato un gruppo di autori che si stimano reciprocamente e che apprezzano di ritrovarsi dentro uno stesso catalogo. 

  1. Il rapporto tra sorelle è sempre controverso. Io e mia sorella, ad esempio, ci vogliamo un bene dell’anima ma riusciamo a stare 24 ore senza litigare solo quando siamo lontane. Lei fortunatamente fa tutt’altro di lavoro, e non riesco proprio ad immaginare come potrebbe essere lavorare insieme . Allora toglieteci questa curiosità: il trucco per andare d’accordo tra sorelle è essere in tre? Quanto litigano le Gorilla sul posto di lavoro?E come vi suddividete i compiti?

Gorilla1: Essere in tre è fondamentale, in qualsiasi situazione ci sono due che si scontrano e una che fa da ago della bilancia. Per fortuna gli equilibri sono variabili, per cui non ce ne sono due sempre coalizzate contro la terza. Le litigate sono frequenti e furibonde, come catartiche tempeste 😀 Quanto ai compiti, abbiamo delle divisioni di massima, ma alla fine ognuna fa quel che può in base alla sua disponibilità di tempo. Le decisioni importanti vengono sempre prese collettivamente e su ogni libro cerchiamo di lavorarci sempre tutte e tre, anche se in fasi diverse.

Gorilla2: Il trucco per andare d’accordo tra sorelle è il fatto di essere sorelle. Litighi quanto ti pare e poi dopo un po’ passa. Poi litighi di nuovo. Ma hai ragione, essere in tre aiuta. Quindi si può dire che sul posto di lavoro le Gorilla litigano abbastanza.I compiti sono così suddivisi: Gorilla 2 va alle fiere, saltuariamente corregge bozze e concede la propria infinita saggezza a beneficio delle altre sorelle; Gorilla 1 e Gorilla 3 fanno tutto il resto.

Gorilla3: Il tre è il numero perfetto, indubbiamente, tranne quando servirebbe una quarta sorella che faccia quello che a nessuna di noi va di fare. I litigi ci sono, sono tanti e in aumento. La suddivisione dei compiti è un caos di sovrapposizioni e scaricabarile. Insomma va tutto molto bene.

  1. Uno dei fiori all’occhiello dei libri Gorilla Sapiens sono sicuramente le copertine. Io ormai aspetto le prossime pubblicazioni anche solo per scoprire quali saranno i miei prossimi illustratori preferiti.

Gorilla1: Abbiamo una lista di illustratori e illustratrici con cui vorremmo lavorare, che si allunga sempre di più. Praticamente facciamo libri solo per quello. (Scherzo, scherzo).

Gorilla2:Sì, il momento in cui scegliamo l’illustratore e soprattutto il momento in cui arrivano le prime bozze sono quelli che preferisco nel processo di creazione del libro. E la passione per l’illustrazione ci sta portando verso nuovi progetti, di cui sicuramente vi parleranno Gorilla 1 e Gorilla 3.

Gorilla3: È una delle parti più piacevoli del lavoro, scegliere l’illustratore in base al libro e lasciarsi ogni volta sorprendere dalle bellissime interpretazioni del testo che vengono fuori. È anche una sorta di rito di passaggio, la prima volta in cui vediamo come il testo, in cui noi abbiamo creduto, che abbiamo amato, si confronta con il mondo fuori dalla redazione.

  1. A proposito di illustrazioni, al Salone avete cominciato a diffondere una bellissima notizia: che ne dite di renderla pubblica anche qui?

Gorilla1: Eh, abbiamo in cantiere un progetto gigantesco, pantagruelico direi. Pubblicheremo il Gargantua e Pantagruele (appunto) di Rabelais, in cinque volumi illustrati da altrettanti artisti. La ripartizione in cinque volumi rispetta l’edizione originale francese del 1500. Siamo entusiaste di avere ottenuto i diritti per quella che è tuttora riconosciuta come la migliore traduzione italiana mai realizzata di quest’opera: quella di Augusto Frassineti del 1980, vincitrice del Premio Monselice 1981. E siamo entusiaste di collaborare con cinque illustratori che stimiamo moltissimo e che siamo sicure sapranno dare interpretazioni nuove e inaspettate di questo testo meraviglioso. Loro sono (in ordine di apparizione nelle pubblicazioni): Manfredi Ciminale, Irene Rinaldi, Francesco Poroli, Martoz ed Elisa Macellari. Presto pubblicheremo sul nostro sito e sui nostri social degli assaggi di quello che bolle in pentola.

Gorilla3:In sostanza: un classico di straordinaria grandezza (e che si colloca perfettamente nel nostro catalogo), cinque magnifici illustratori, la più bella traduzione del testo mai realizzata in Italia e Gorilla Sapiens.

  1. Il modo migliore per approcciarsi ad un libro firmato Gorilla è non sapere nulla e lasciarsi trasportare e sorprendere. Ma come si fa alle fiere, quando la gente chiede di cosa parla questo libro? Come fate a convincere gli aspiranti lettori a leggerlo?

Gorilla1: Ehm… spesso semplificando e inventando. Chiedo scusa a tutti.

Gorilla2: Fondamentalmente raccontando il libro. Che poi a conquistare l’acquirente sia il contenuto o la passione che trasmettiamo nel raccontarlo, fa poca differenza.

Gorilla3: È un momento faticoso e bellissimo. Spesso non sono testi facili da raccontare, e a volte mi sembra di sminuirli con quelle poche frasi promozionali che sul momento si riescono a dire all’acquirente. A volte però, nei momenti di calma, ti trovi davanti una persona, hai tempo di parlarci ed è come quando parli con un amico dell’ultimo libro che hai letto, allora riesci davvero a trasmettere l’entusiasmo ed è il modo migliore di convincere qualcuno a leggere un libro.

  1. Quali sono i commenti più strambi che avete ricevuto?

Gorilla1: Ce ne sono tantissimi. Qualche esempio: la dotta che, leggendo il nome Marco Giovenale (autore de “Il paziente crede di essere”), lo liquida con un “questo no, è in latino”; il colto che davanti a “Moby Dick e altri racconti brevi” di Alessandro Sesto deduce: “quindi è un doppio riferimento, a Melville e a Philip Dick”; e infine il genio assoluto che leggendo il titolo “Non spiegatemi le poesie che devono restare piegate” di Ivan Talarico dice: “Non l’ho capita, spiegamela”.

Gorilla2:Ce ne sono tanti, ma ovviamente in questo momento non me ne viene in mente neanche uno. Di solito i momenti più divertenti capitano quando i clienti alle fiere o al Salone del libro ci guardano increduli di fronte all’insolita quantità di refusi nel titolo “Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi” di Carlo Sperduti oppure comprano a scatola chiusa “L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire” di Angelo Zabaglio convinti che sia una versione sintetica del testo originale freudiano. Interessante anche conoscere tutte le patologie endocrinologiche dei passanti che casualmente leggono il titolo “Tiroide” di Marco Parlato e decidono di confidarci i loro problemi di salute (grazie, Marco!).

Gorilla3:Salone del libro di Torino 2014 (il nostro primo anno): io dico la frase rituale “sono per la maggior parte raccolte di racconti”, la signora mi risponde “no, non leggo racconti… non mi piace essere interrotta.”

 

  1. Ultima domanda, di rito: progetti per il futuro?

Gorilla1: Nei prossimi mesi il “progettone” del Gargantua e Pantagruele occuperà la maggior parte delle nostre energie. Ma continueremo anche con la normale programmazione editoriale. Tutto il 2018 è già stato pianificato. Oddio, “pianificato” è una parolona, diciamo che sappiamo cosa vorremmo fare: ci sono in cantiere altre tre pubblicazioni oltre ai volumi del Gargantua, su cui per ora manteniamo la boccaccia chiusa.

Gorilla2:Progetto imminentissimo per quanto mi riguarda è “Una marina di libri” all’Orto Botanico di Palermo, dall’8 all’11 giugno, alla quale partecipiamo per il quarto anno consecutivo. È una fiera del libro che ci piace molto, in una città che ci sta molto a cuore. Speriamo di vedere anche quest’anno una bella partecipazione.

Gorilla3:Il progetto di cui si è già detto, ancora testi italiani inediti (qualche conferma, qualcosa di nuovo), non soccombere all’assenza di organigramma, espanderci al campo del furto con scasso e trasformarci finalmente in tre sorelle di successo.

Carla De Felice

Potete seguire Gorilla Sapiens anche su Facebook  Instagram e Twitter

La sottoscritta paparazzata con il gorillone

Tags: , , , ,


About the Author

L'unico vero realista è il visionario.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑
  • Seguici su facebook!

  • #unabandadicefali su Instagram

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Consigli per gli acquisti:


  • BBB (Book Bloggers Blabberling)

    BBB (Book Bloggers Blabberling)
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni