TFF VII giorno, giovedì 1 dicembre 2011 (C)
ore 7:00
Dapayk e Padberg mi svegliano stamattina cantando”Time won’t let us stop, swimming circle” e interrompono i miei lunghi sogni cinematografici… Siamo al settimo giorno di festival, ho visto più di 20 film (il mio record) ma non sono ancora stanca, ne voglio ancora… Sono drogata!
Questo TFF mi ha fatto perdere la cognizione del tempo, ho dimenticato che il mio abbonamento è scaduto, e per fortuna sono riuscita a riconoscere i controllori sul pullman in tempo e scendere alla fermata. Non credo che una multa a prima mattina mi avrebbe messo di buonumore.
Oggi è il mio Louis Garrel Day, purtroppo non dal vivo ma sul grande schermo, ma per adesso mi basta;)
Arrivo al Greenwich e come sempre la solita scena: le maschere vedono il mio pass e vogliono farmi andare in sala stampa,
io dico “No devo andare alla sala 1”
loro rispondono “La sala 1 è sopra”
E io “No, no scusate era la 3”
Ormai è la terza volta che mi succede a quest’ora, anche uno dei ragazzi del TFF ha capito che sono un po’ rincoglionita e si è fatto una bella risatina alle mie spalle.
Ci guardiamo SLEEPLESS NIGHT STORIES di Jonas Mekas, per la categoria ONDE.
Jonas Mekas decide di combattere la sua insonnia raccontando storie grazie a filmati del suo archivio, dove sono presenti molti suoi amici. Tra i suoi amici c’è il mio caro Louis Garrel, protagonista dell’episodio THE HISTORY OF LOUIS… In un bar parigino Louis Garrel racconta un aneddoto divertente che riguarda una sua ex fidanzata (e aggiungerei mia rivale). La mia critica per quest’episodio é: TU, Jonas Mekas, hai davanti all’obiettivo un uomo bello come il sole, perché non lo riprendi in faccia e continui a filmare il suo bicchiere di whyskey? Il bicchiere di whyskey non mi interessa:) Scherzi a parte, l’idea di questo film è molto bella, creare un taccuino di viaggio in forma filmica, ma ho avuto un po’ di problemi per le riprese -continui zoom, camera traballante- ed era impossibile leggere i sottotitoli perché davanti a me c’erano i soliti capocchioni. E allora abbiamo deciso di uscire…
11:45
Ci prepariamo per vedere ULIDI PICCOLA MIA, di Matteo Zoni, in concorso ufficiale.
Poco dopo metà film interruzione causa problemi tecnici. Un calo di tensione ha causato disturbi ai proiettori e bisogna aspettare qualche minuto. Peccato perché interrompere un film così, sul più bello…
Paola è una giovane adolescente in cura in una clinica per problemi di depressione: ha tentato due volte il suicidio e si fa male volontariamente. Suo padre è un uomo anziano e un po’ retrogrado, sua madre marocchina e religiosa (da qui il soprannome ULIDI, piccola mia in marocchino). Da piccola ha subito abusi dal suo cugino. Paola convinve in clinica con delle sue coeatanee e condivide con loro momenti belli, ma anche liti e discussioni a volte inutili. Una storia molto bella, profonda, con protagonisti autentici e riprese semplici ma efficaci.
Ore 13:30: trattamento d’onore per noi cinefile appassionate alla Sala 1 del cinema Massimo. Arriviamo prestissimo perchè voglio il posto migliore per vedere LES BIEN AIMES di Christoph Honoré. Siamo arrivate per prime, e come due vecchiette possiamo sederci sulla panchina prima della sala e guardare dall’alto i poveri mortali che aspettano in piedi.
Prendere i posti migliori in sala à una lotta alla sopravvivenza, e allora bisogna correre e fare lo slalom per accapparrarsi il posto. “Ragazze che corsa, mi avete bruciato sul pelo” mi dice un vecchietto arrivato 3 secondi più tardi. Lo so mio caro, ma per Louis sono disposta a fare questo ed altro…
Se continuiamo così arriverò a fine festival disidratata per tutte le lacrime che sto versando. Ma perché ho la lacrima così facile? Non posso farci nulla, ma davanti ad uno spettacolo così bello apro i rubinetti ed è finita. Un film vero, emotivo, che ti tocca le corde del cuore… Ma che meraviglia! Ci si affeziona ai personaggi come se fossero degli amici o dei vicini di casa: si ride con loro, si piange con loro, si condividono le pene d’amore. Una storia che si interroga sull’amore, la fedeltà: “é meglio amare o essere amati?” Il tempo passa, i personaggi crescono, e la storia si ripete. Un film pieno di spunti di riflessione, su cui si potrebbe scrivere un romanzo. Anche le musiche sono molto belle, ma la mia unica critica (ed è cercare il pelo dell’uovo) sono le canzoni scritte da Alex Beaupain, che secondo me non sono all’altezza de LES CHANSONS D’AMOUR per la profondità dei testi. Ringrazio Christophe Honorè per avermi regalato due ore così intense.
Esco fuori dalla sala per fumarmi una sigaretta e visto che ci sono ne approfitto per aspettare l’arrivo di Ascanio Celestini, che presenterà ALLONSENFANTS dei fratelli Taviani in sala 3. Al suo arrivo abbracci e baci con Gianni Amelio circondati da una moltitudine di fotografi impazziti.
Poi ritorno in sala 1, mi risiedo esattamente allo stesso posto (c’è un mio capello sulla poltroncina a testimoniarlo) e mi preparo per DIE UNSICHTBARE-CRACKS IN THE SHELL.
Questo film partiva svantaggiato: essere l’immediato successore di quello di Honorè. In realtá sono entrata in sala ancora scossa emotivamente, e avevo paura di non riuscire a reggere nient’altro. E invece sono rimasta piacevolmente sorpresa…
Piccola perla del cinema tedesco, DIE UNSICHTBARE (letteralmente l’invisibile, come la sua protagonista) racconta la storia di Josephine, studentessa di recitazione e piena di problemi (sia in famiglia che con sé stessa). Josephine verrà scritturata da un famoso regista per interpretare il ruolo di protagonista, e per entrare nel personaggio sperimenterá nuovi lati di sè che prima non conosceva, rischiando gravi conseguenze. Film che mantiene alto il livello di tensione fino all’ultimo minuto, un misto tra thriller, dramma psicologico dove la protagonista é una giovane ragazza alla ricerca di se stessa. Bellissime inquadrature, sceneggiatura impeccabile e grande interpretazione dei protagonisti. Non perdetelo, é di quei film difficili da trovare.
Sono tornata a casa piena di carica, é stata una giornata piena di bei film, e mancano solo due giorni, quindi ne devo approfittare.



