Film

Published on Dicembre 21st, 2011 | by Carla De Felice

Le Idi di marzo

The Ides of March

USA 2011

 

Regia: George Clooney

Genere: thriller

Durata: 101 min

Lingua originale: inglese

Cast: Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hofman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Max Minghella, Joe Wright

Soggetto: Beau Willimon

Sceneggiatura: George Clooney, Grant Heslov

Fotografia: Phedon Papamichael

Montaggio: Stephen Mirrione

Distribuzione: 01 Distribution

Uscita nelle sale: venerdí 16 dicembre 2011

Note: Film di apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2011

 

Stati Uniti, futuro non ben definito. Nello stato dell’Ohio il governatore Morris e il Senatore Pullman si contendono le primarie presidenziali per il Partito Democratico americano. Al fianco del governatore Morris c’è il giovane Steven Meyers, mago della comunicazione e giovane di talento, che si troverà coinvolto in intrighi e corruzione contro la sua volontà.

Spesso andare al cinema nella provincia di Napoli è insostenibile. Le sale sono quasi sempre piene di gente lì per caso, magari perché non ha trovato più posto per un altro film blockbuster. E allora per tutto il film si sentono chiacchiere e risate. Ieri stava per capitare la stessa cosa: tantissima gente ed ero già preparata a rovinarmi il film per urlare “Silenzio” tutto il tempo. Invece no, perché Le idi di marzo è in grado di coinvolgere chiunque, sia il cinefilo più incallito che lo spettatore medio. Un thriller politico pieno di colpi di scena, capace di tenere lo spettatore con il fiato sospeso fino all’ultimo fotogramma.

Tratto dall’opera teatrale Farragut North di Beau Willimon, Le idi di Marzo è un racconto morale sul potere. Una campagna elettorale è sempre piena di dichiarazioni, proiezioni, sondaggi, mutamenti improvvisi. Ma cosa accade dietro le quinte? Quanto marciume si cela dietro l’organizzazione di una campagna elettorale? George Clooney ce lo mostra così, in maniera diretta e fredda, senza peli sulla lingua. La sua regia è raffinata, minuziosa, e George non risparmia nessuno: né repubblicani, né democratici. Non fa ricorso a stereotipi o a luoghi comuni: nessuno è buono o leale, ma ognuno pensa solo ed esclusivamente ai propri interessi. Il protagonista, Steven Meyers, potrebbe essere l’unico spiraglio di luce in questo tunnel della corruzione politica: un ragazzo pulito, onesto, che crede in quello che fa. Lo spettatore tende subito a immedesimarsi con lui, con la sua lealtà e alla fine a stento si riesce a credere all’evoluzione (o involuzione?) del personaggio.

Ryan Gosling, oltre ad essere bellissimo (scusate la parentesi, ma come si può non dirlo?) è bravissimo nel suo ruolo: gli sguardi a volte impassibili, a volte pieni di paura o gioia lo rendono perfetto per interpretare il ruolo di Steven, un giovane che nonostante la lunga esperienza nelle campagne elettorali imparerà adesso come funziona veramente nel settore. Ed è anche protagonista di momenti molto belli, come l’approccio tra lui e la giovane stagista al tavolo di un bar.

Lodi non solo a Ryan Gosling, ma anche a Philip Seymour Hoffman per il ruolo di Paul Zara, a Paul Giamatti come Tom Duffy o Marisa Tomei, perfetta nel ruolo di Ida, una giornalista senza scrupoli pronta a tutto pur di avere uno scoop.

Un cast favoloso, regia elegante, dialoghi brillanti e storia mozzafiato rendono questo coraggioso thriller politico un film imperdibile, soprattutto per chi (come me) è felicissimo di avere opere come questa nella programmazione natalizia, sempre satura dei soliti cinepanettoni.

Carla De Felice

 

 

 

 

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L'unico vero realista è il visionario.



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