Film

Published on Settembre 30th, 2012 | by Giuseppe D'Alessandro

Ribelle – The Brave

thebrave

Regia:  Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell

Genere: Animazione

Durata: 100 minuti

Distribuzione: The Walt Disney Company

La principessa Merida, erede al trono di una remota regione scozzese, si ribella alla decisione presa da sua madre di sposarsi e assumersi le proprie responsabilità di regnante, per continuare la sua vita di spirito libero, insofferente alle regole; per fare ciò si affida all’incantesimo di una strega, che però rivelerà alcuni drammatici effetti collaterali.

E’ da alcuni anni che ci troviamo nell’imbarazzo (o nel piacere?) di dover constatare la capacità espressiva dei lavori realizzati dalla Pixar, la casa americana di animazione in computer graphic creata da George Lucas, passata per le mani di Steve Jobs e ora di proprietà della Walt Disney Company. A stupire non è tanto (o meglio, non solo) la forza innovatrice delle tecnologie utilizzate, quanto la sensibilità di soggettisti e sceneggiatori nel dipanare trame straordinariamente universali, che sanno trarre dal piccolo un insegnamento credibile senza scadere però nella pedanteria, e anzi con una forza poetica che pone alcuni dei loro film tra i capolavori del cinema contemporaneo. I due esempi sommi sono i giustamente celebrati Wall-E e Up.

Ma se nei due casi precedenti l’approccio è anticonvenzionale già a partire dal soggetto, nel caso di Ribelle pare che sul piano narrativo sia stata scelta una forma molto più tradizionale: una favola celtica che sembra riportare l’animazione su un binario più aderente al canone tipico del film “per ragazzi” (come si diceva una volta, quando i piccoli erano piccoli e non volevano essere già grandi…). Anche la protagonista, una simpatica adolescente inevitabilmente in contrasto con i genitori, si pone scopertamente dalla parte dei più giovani, per la sua incessante ricerca della libertà, per la “verginità” della scoperta, per l’insofferenza a regole e convenzioni.

Attenzione, però: sarebbe semplicistico liquidare questa pellicola come un film “generazionale” in cui ogni età ha le sue colpe e ai giovani è affidata una speranza di vitalità (Brenda Chapman, autrice di soggetto e sceneggiatura, non è Muccino – e aggiungerei: per fortuna). Il tema del film, infatti, non è tanto il confronto tra Merida e sua madre, tratteggiata con accento austero ed equilibrato, quanto piuttosto la simbolizzazione dell’eterno contrasto, inevitabile per l’Uomo, tra desiderio di libertà e coscienza delle proprie responsabilità. Due condizioni dell’animo che, sembra insegnare il film, devono rimanere sempre in perfetto equilibio per darsi forza a vicenda. Si può anzi dire che l’intero soggetto sia costruito sul prevalersi a vicenda di libertà e giudizio. Un’alternanza che si risolverà nel più classico degli “happy end” disneyani, raggiunto però a fatica, incerto fino all’ultimo, e con un retrogusto amaro e catartico che scolpisce la fatale morale che ogni nostra scelta di vita ha delle conseguenze su noi stessi e sugli altri.

Quest’opera segna inoltre, dal punto di vista formale, un nuovo traguardo espressivo per la Pixar. Senei film precedenti abbiamo assistito a una stilizzazione dei volti e delle figure umane, con Ribelle è manifesto il tentativo di raggiungere un maggiore realismo figurativo. Anzi, la straordinaria capacità dei disegnatori di tratteggiare espressioni continuamente cangianti sui volti dei protagonisti porta a una nuova forma di “iperrealismo” che rappresenta i caratteri dei personaggi meglio di quanto possano fare le parole e le situazioni del film. Da qui deriva il fascino irresistibile della protagonista, disegnata fiera e sicura di sé, con i capelli rossi costantemente sciolti a sottolineare il suo lato selvaggio (a proposito, come al solito in Italia non si perde il vizio di storpiare i titoli, in quanto brave vuol dire coraggiosa e non ribelle: una sottigliezza che però crea una prospettiva errata nei confronti del soggetto).

In definitiva, Ribelle non sconvolge per novità e coraggio, ma rapisce per la straordinaria sensibilità umana che i suoi autori hanno saputo infondervi.

Una menzione speciale per lo splendido cortometraggio La Luna che, come sempre per i lavori Pixar, precede il film. Difficile descrivere a parole la sua forza poetica, ci limitiamo a segnalarlo e a constatare la sua visionaria bellezza.

Giuseppe D’Alessandro

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