Cazzimma
Puoi avere fortuna e diventare Mark Zuckerberg o Bill Gates. Ne puoi avere tanta e vincere la lotteria di capodanno. Puoi avere un’idea geniale ed essere il nuovo Steve Jobs. Puoi buttarti per tradizione nel mattone e sperare di fare fortuna come l’odontotecnico di Zagarolo o l’imprenditore brianzolo. Oppure decidere di star seduto dietro Sisto, in sella al motorino, mentre sfreccia da Piazza dei Martiri al Centro Direzionale, e sognare di fare tanti soldi come Walter Hartwell White. Questa è la storia dei protagonisti di Cazzimma, romanzo d’esordio di Stefano Crupi, ambientato a Napoli. I protagonisti, Sisto e Tommaso detto “Profumo”, sono due ragazzi cresciuti in uno di quei quartieri dove la sottocultura criminale è dominante, al punto da favorire la costruzione di uno stato parallelo, ‘O Sistema appunto, in netta antitesi con quello ufficiale riconosciuto dalla Costituzione. Ora, senza che ci mettiamo a ricercare le cause del problema citando temi come l’emarginazione sociale, l’assenza di lavoro, l’evasione scolastica, le famiglie devastate o la difficoltà di crescere in contesti ad elevata densità criminale, diciamo solo che i nostri giungono alla stessa conclusione del protagonista di Breaking Bad: per guadagnare subito tanti soldi bisogna buttarsi nel mercato della droga.
All’idea ci si arriva in modo semplice, osservando e guardandosi intorno, perché anche chi non conosce Scampia e non ha seguito le puntate di Gomorra, non ha letto i libri di Roberto Saviano, visto tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico di Rai Tre e La7, può capire che la droga è il prodotto definitivo, quello più venduto al mondo, con un mercato che non conosce crisi e con la possibilità di guadagni che nessun altra merce può garantire. Apparentemente il mercato della droga lascia spazio d’investimento a tutti. Nella realtà nasconde insidie e un elevato tasso di rischio. Ma ai pericoli, presi come sono dall’istinto predatorio, Sisto e Profumo non ci pensano proprio quando decidono di mettere su la loro piccola azienda.
Così dietro l’attività di facciata di ragazzo pony-express di Sisto, iniziano a nascondere il business secondario della vendita porta a porta della droga nelle zone della Napoli bene.
Uno spacciatore improvvisato prima o poi commette un errore, e così, senza capire come, Sisto e Profumo si ritrovano a dover fare i conti con la vendetta del boss Cavallaro.
E a questo punto, come amava ripetere spesso Antonio, lo zio di Sisto, si salva solo chi ha la cazzimma, cioè la cattiveria sommata a furbizia e intelligenza. Più che una parola, un termine che sintetizza un modo di stare al mondo, di sopravvivere. Il libro di Crupi racconta la lotta per la sopravvivenza di Sisto e Profumo con una prosa fluida, asciutta e veloce, e un ritmo che cresce pagina dopo pagina fino a diventare serratissimo.
Riusciranno i nostri a sopravvivere alla vendetta del boss?
Lo scoprirete solo leggendo. Anche questa è cazzimma.
Fabio D’Angelo
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