Fumetti

Published on Maggio 30th, 2014 | by Martina Caschera

Sott’acqua

Anna Giordano è una giovane disegnatrice e illustratrice di Castellammare di Stabia, dopo anni di gavetta, Sott’acqua è la sua prima pubblicazione ufficiale.

Durante il Comicon 2014 (il suo primo affollatissimo Comicon da autrice), Anna ha raccontato una cosa che m’ha colpita: quest’opera l’aveva inizialmente immaginata diversa. È stato quando ha iniziato a lavorarci che già dopo qualche tavola, Sott’acqua è nuotato via, nella direzione che noi tutti possiamo ammirare adesso.

Per la pubblicazione, Sott’acqua ha scelto ed è stato scelto dall’interessante e giovane (nonché giovanile), casa editrice ‘Round Midnight Edizioni, che quest’anno ha portato al Comicon, con la collana Big Mamas, ben tre titoli: Fabio Visintin (L’Isola), Fran De Martino (La sai a Mammeta) e Anna Giordano.

copertina

 

 

Il piccolo grande libro di Anna Giordano è una perla preziosa.

Come una perla, se ne sta in fondo al mare, sott’acqua, in attesa di essere scoperto da un’anima curiosa, da uno spirito affine.

Non è proprio il caso di coprire di parole questo viaggio sott’acqua, che è profondo e allo stesso tempo impalpabile: un unicum delicato, di parole semplici e immagini, in equilibrio.

Il tratto naif dell’autrice ci fa sentire nuovamente bambini, ci permette di credere a tutto ciò che ci viene raccontato e ci viene mostrato, tra le pagine sfumate di questo libricino.

La voce narrante tenta il lettore, una bambina che presenta queste memorie come il diario di un viaggio: credimi, ti dice, credi a quello che ho visto nuotando sott’acqua.

Caro lettore, se stai leggendo queste parole significa che hai trovato il mio quaderno di disegni…

Ho gettato i miei ricordi nel mare sperando che qualcuno li raccogliesse e li ascoltasse

Quello a cui la bambina (ora donna) ci invita prima a credere e poi a partecipare attivamente, è un viaggio intimo e personalissimo, perciò forse incoscientemente universale, nella fantasia. 

Questo viaggio della bambina che è in realtà un insieme di piccole escursioni, reiterate, sui fondali marini, inizia con la presentazione di scorci estivi, e in una di queste cartoline riusciamo a scorgere il profilo imponente e inconfondibile del Vesuvio.

La bambina, come tutte le altre bambine, si gode il mare in superficie fino a che…

 

nuotavo

Fino a che non decide di immergersi.

L’uso delle parole è parco, dunque non casuale: così come la voce narrante ci ha sottolineato che si tratta di ricordi a cui nessuno ha mai creduto, ora l’autrice ci sottolinea l’atto di volontà dell’intraprendere questo viaggio.

La solitudine apparente di una voce che ci chiede di credere ai suoi racconti, si confronta con la forza di una volontà vera e naturale, quella della scoperta, della curiosità. 

E sono tanti i personaggi che possiamo incrociare nel mondo capovolto, e con loro, le metafore che si portano dietro. Prima, fondali a noi familiari, quasi ordinari, nulla di così strano. Poi, piano piano, iniziano a comparire cose strane, personaggi mai visti.

Sott’acqua riconosciamo qualcosa di noi, ma diverso. I contorni più sfumati, il margine di possibilità più ampio.

Nessuno, ci racconta la voce narrante, ha creduto a questi viaggi subacquei, tranne che per  le bellissime sirene, a cui qualcuno (forse riconoscendole creature mitologiche familiari, popolari) ha voluto credere.

SIRENE

Infine, la bambina ormai forse donna, è costretta a fermarsi. Il viaggio fisico finisce, altri viaggi, come quello della memoria, non finiranno mai.

Quello che ci chiede a questo punto è però di continuare il suo percorso, portando la sua storia con noi, agli altri, tramite un atto di fiducia. Diventare anche noi, bambini o bambini cresciuti, baluardo di una delle cose più pure di cui siamo dotati: la fantasia.

Mi fermo qui, ché ho già parlato troppo e le parole non fanno bene ai racconti per immagini.

Martina Caschera

 

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