Fumetti

Published on Luglio 11th, 2014 | by Martina Caschera

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“L’importanza di chiamarlo fumetto” e “Questioni di cuore”

 

Questioni di cuore e L’importanza di chiamarlo fumetto sono due volumetti, i primi dei sei previsti dalla casa editrice, usciti il 26 giugno. Freschi, freschi dalle alacri stampe della Bao Publishing.

Ma non si tratta proprio di una novità assoluta, sono infatti la versione cartacea (e in italiano) di lavori pubblicati sul blog dell’autore: Bastien Vivès.

Due raccolte di strisce a fumetti.

 

 

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La prima raccolta tratta d’amore, in alcune delle sue molteplici forme. Dal primo incontro, alle perversioni sessuali: spaccati di vita a due, a tre… storie in apparenza molto personali, intime, forse eccentriche, ma allo stesso tempo dal sapore universale.

Che cinici e scettici non si spaventino: le relazioni di coppia, la sessualità e le varie forme d’interazione erotico-sentimentale ivi esposte non danno origine a un’opera romantica. Anzi. L’autore, a tratti ironico e burlone, a tratti cinico e dissacrante, intercetta e fulmina scene tanto paradossali da risultare più che mai vive e credibili. Non manca comunque anche un pizzico di naïveté, che non guasta mai e che ci riconcilia col mondo.

 

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 La seconda raccolta (s)parla di fumetto: ci si sente subito gettati, con decisione, nel mondo fumetto e in tutto quello che ne consegue. Nella vita privata dell’autore, ma anche nel quotidiano di un fumettaro. Perfino nel mestiere di supereroe. Argomenti conosciuti e ripetuti, evidentemente, nei “circoli” del fumetto, vengono qui ridicolizzati con acume. Un meta-fumetto, a dirla con serietà: un fumetto sul fare fumetto, sul parlare di fumetto, sull’essere fumettista, fumettaro, cioè in fondo “alieno”.

Da una parte viene dipinto il lato umano, forse tragicomico, ma naturale e comprensibile, del fumettista, dall’altra invece vengono esposte certe idiosincrasie, altrettanto vere e per questo tanto divertenti quanto inquietanti, che un appassionato di fumetto di certo riconoscerà.

Per chi segue Vivès e il suo blog, queste pubblicazioni non saranno certo una novità, ma lo sono per il pubblico italiano,  e, in ogni caso, questa è cosa buona e giusta.

Nonostante essi siano stati concepiti per un altro medium (il web), risultano efficaci anche in formato cartaceo. Un formato, tra l’altro, ridotto, svelto, quasi tascabile, adatto allo shift nel canale di distribuzione.

Chi si avvicinerà all’autore per la prima volta, scoprirà un Vivés che non è esattamente quello per il quale è conosciuto e pluripremiato internazionalmente. Le dimensioni e il carattere “veloce” della lettura (e della scrittura grafica che ricorda certi esperimenti calligrafici d’origine orientale) riuscirà a catturare anche un pubblico facile alla noia e non abituato al fumetto.

E anche un lettore che già conosce l’autore e il suo stile non se ne pentirà.

Ma chi è Bastien Vivès?

Beh, soltanto uno dei più giovani (1984) e premiati autori della scena fumettistica internazionale.

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Il gusto del cloro

Ha raggiunto in brevissimo tempo il successo internazionale con graphic novel dal sapore intimistico, Il gusto del cloro, edito da Black Velvet nel 2009, con il quale ha vinto il premio “Rivelazione” al Festival di Angoûleme e il premio Micheluzzi per il “Miglior fumetto estero” al Napoli Comicon dell’anno successivo. Le più importanti pubblicazioni di Vivès sono curate dunque dalla Black Velvet, tra queste ricordiamo Nei miei occhi (2010) e Polina (2011). In particolare quest’ultima, consigliata oltremodo.

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Le opere elencate hanno conquistato pubblico e critica per il particolare ruolo delle figure femminili, per la qualità della narrazione e per lo stile grafico molto personale.

Quello che colpisce infatti è il sapiente uso degli spazi vuoti e la maturità nella gestione dei silenzi. Gli sguardi e i piccoli gesti, così come l’attenzione ai dettagli fisici ed emotivi, accentuano il carattere estetico ed estetizzante del ruolo delle figure femminili.

Il fumetto erotico Les melons de la colere (Les Requins Marteaux, 2011), il giallo d’azione La grande odalisque (Dupuis, 2012, con Ruppert&Mulot), non ancora editi in Italia, e il serial d’arti marziali scritto a più mani, Last Man (Bao Publishing, 2013), ci avevamo già anticipato le molteplici anime dell’artista.

Ma ora, con questa raccolta che Bao ci ha diviso in sei tomi tematici, abbiamo la possibilità di apprezzare l’autore nella sue performance più fulminanti ed immediate.

Dotato com’è di sintesi verbale – ma soprattutto grafica – superba, non potrete non amarlo.

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Last man

 

Martina Caschera

 

 

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