Figli di un libro minore

Published on Ottobre 4th, 2014 | by Flavia Peluso

Una banda di idioti

51ehTWZSMML

Una banda di idioti, John Kennedy Toole, Marcos y Marcos

“Quando nel mondo appare un vero genio, si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui“, con questa frase di Jonathan Swift comincia e si sintetizza uno dei maggiori capolavori della letteratura americana del novecento, Una Banda di Idioti di John Kennedy Toole.

Il genio in questo caso è Ignatius Reilly, un grasso ragazzone trentenne esperto di filosofia medievale che fra rutti, flatulenze e un esasperato onanismo, vive delle avventure apparentemente illogiche.
Ignatius è un intellettuale spocchioso, vittima e carnefice di una madre castrante che dovrebbe risultare antipatico fin dalle prime pagine ma che affascina il lettore al punto da costringerlo a fare il tifo per lui.
Basta poco per rendersi conto che i suoi modi violenti e volgari, i suoi accessi d’ira ingiustificata nascondono un immenso bisogno di affetto e considerazione.
Ignatius è in realtà un perdente che ha creato intorno a sé un modo parallelo, sovvertendo ogni forma di logica, per sfuggire al mito imperante del sogno americano.
Vive circondato da una banda d’idioti, una specie di circo, che si muove ai margini di una New Orleans sporca e violenta. Lui irrompe nelle vite di tutti come un uragano, le destabilizza e le coinvolge in un vortice di situazioni paradossali. I personaggi e le situazioni sono esasperati fino all’inverosimile, trasformando l’ironia in un riso amaro.
Il suo inseparabile berretto verde da cacciatore non può non rimandare al giovane Holden, condividono la stessa inquietudine nei confronti del mondo ma mentre Holden reagisce affrontando con ironia la realtà che lo circonda; Ignatius preferisce rifugiarsi nella sua stanza, tra le lenzuola sporche dei suoi umori a scrivere un libro che il mondo non capirebbe mai.
Il parallelo tra il protagonista e l’autore diventa quasi d’obbligo: John Kennedy Toole morì suicida a trentadue anni senza mai riuscire a pubblicare nulla. Alla sua morte, la madre scoprì il manoscritto macchiato di unto e di caffè e cominciò a proporlo agli editori. Quando Walter Percy fu costretto dalla donna a leggerne almeno le prime pagine, capì di trovarsi tra le mani un capolavoro e non aveva torto: allo sfortunato Toole fu riconosciuto un Pulitzer postumo.
Il messaggio di Toole è molto semplice e diretto, è una critica alla società americana che impone a ogni uomo il successo come se fosse la sola religione possibile, lasciando ai margini gli ultimi, i più deboli, chi non è stato capace di farcela. Viene fuori un ritratto di un’America razzista, imbruttita dal cibo spazzatura e dalle soap opera, mediocre fino all’inverosimile.
E’ un messaggio amaro e privo di speranza che lascia come unica via di scampo la fuga.
Termino con le parole della quarta di copertina: “Immaginatevi un capolavoro e poi leggetelo. Questo libro è un capolavoro

 

Flavia Peluso

Twitter
Visit Us
Una banda di idioti Flavia Peluso

Summary: Immaginatevi un capolavoro e poi leggetelo, questo libro è un capolavoro

5

Voto


Tags: , , , , , , ,


About the Author



Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla