Cinecefali

Published on Ottobre 13th, 2014 | by Angelica Milia

Filth

 

Regia: Jon S. Baird

Cast: James McAvoy, Jamie Bell, Eddie Marsan, Gary Lewis, Imogen Poots, Jim Broadbent, Shirley Henderson

Anno: 2013

Durata: 97′

Se volevate Trainspotting 2 siete capitati nel posto sbagliato. È vero, Filth (tradotto in italiano come ‘Il lercio’ ma mai veramente distribuito nel nostro bel paese, che preferisce importare commedie francesi a nastro o scongelare in periodo estivo film usciti in patria un anno e mezzo fa) è tratto da un romanzo del sempre ‘divertentissimo’ Irvine Welsh, ma Baird NON è Boyle, nel bene e nel male.

Il contorno è sempre quello: droga, sesso e alcool. Trascina tutto un’identità spezzata che vaga per la città assecondando la sua natura malata oltre alla quale nessuno riesce a scorgere un pizzico di verità sul suo effettivo stato mentale ed emotivo.

In questo caso, un inarrestabile e consumatissimo McAvoy, fa da centro a una giostra di attori centellinati al millesimo e perfetti in ogni motivo di utilizzo, facendo anche una sorta di conta dei caratteristi del cinema nascosto inglese (e scozzese).

In testa il mai abbastanza celebrato Eddie Marsan, poi un attore in fase di crescita rapida e costante come Jamie Bell che in un paio di scene è con il “papà” Gary Lewis (si, Billy Elliott è una delle chiavi di volta della mia formazione cinematografica, problemi?), la sempre troppo poco usata ma centratissima Shirley Henderson, il giovane e sconosciuto Martin Compson (recuperate La scomparsa di Alice Creed), il camaleontico e incredibile Jim Broadbent e la stella nascente Imogen Poots, dal volto che spezza il cuore con uno sguardo.

Tutti al servizio di una trama ben calibrata in cui gli inserti visionari riescono nel loro intento per la loro spicciola materialità. Maschere e versi, rumori e sudore, sangue e urla soffocate sono la colonna sonora perfetta e umanissima di un film che vuole essere disturbante più per chi sceglie di mettere in scena che per volontà visiva.

L’unico vero problema di Filth è il suo essere un bel film senza diventare grande, cosa che potrebbe essere in più punti continuando però a frenarsi da sé, con strani cali di ritmo e una rivelazione finale un po’ incerta e forse spaventata dalla sua stessa potenza.

Rimane un gioiello allo stato grezzo che la distribuzione italiana dovrebbe vergognarsi di aver ignorato. Come al solito.

Angelica Milia

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Filth Angelica Milia

Summary:

4

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