Stronzology

Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi, Amleto de Silva. Liberaria 2014, €10
La stronzaggine è sempre stato un argomento che mi ha particolarmente interessato.
Giusto per fare un esempio, qualche anno fa io e una cara amica avevamo elaborato una vera e propria classifica di stronzi, suddivisi per tipo e categoria. La classifica si basava sulle nostre esperienze di vita, riguardava soprattutto la razza maschile ma era estendibile in maniera universale sia agli uomini che alle donne. La categoria più interessante era sicuramente quella dello “stronzo traumatizzato”, una categoria unica e fin troppo frequente.
Lo “stronzo traumatizzato” è una persona stronza fin dentro il codice genetico, che non riesce però ad ammettere questa sua “stronzità”, e si giustifica dietro ipotetici traumi (di cui non parla mai volentieri) che gli hanno lasciato il segno, lo hanno traumatizzato per sempre impedendogli di comportarsi da persona normale. A differenza degli stronzi convinti, questa categoria non vuole ammettere la sua natura, e incolpa cause indefinite di forza maggiore per giustificare i suoi ignobili comportamenti. “Non è colpa mia se visualizzo e non rispondo, spesso sono molto elettrostatico e tre anni fa ho preso una scossa con la tastiera del pc mentre rispondevo a un messaggio, da allora aspetto sempre che vadano via le cariche elettriche prima di rispondere, per questo sono passati tanti mesi”
Ormai esiste un manualetto per tutto: internet, computer, ufficio, autodeterminazione, automotivazione, comecreareilbifidusactiregularisfaidate, comecombatterelastitichezza, comevisualizzareenonrisponderesenzaesseresgamati etc. etc. ma uno studio dettagliato sugli stronzi, la categoria più diffusa ai giorni nostri, ebbene quello mancava. E paradossalmente, di tutti i volumi in giro, uno sugli stronzi era sicuramente quello più utile e necessario.
“Gli stronzi sono tanti, sono tra noi, e non sappiamo ancora bene come difenderci”
“Quando ci troviamo un cazzo in culo la cosa importante è capire chi ce l’ha messo, non perché”
E per fortuna ci ha pensato Amleto De Silva a colmare questa grave lacuna nel mondo della scienza e della filosofia. Stronzology non è però un vero e proprio manuale nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto una chiacchierata tra amici, un aperitivo. Amlo sostiene qui un argomento che interessa ognuno di noi: perché ci fidiamo degli stronzi? Perché non li riconosciamo, ( o non vogliamo riconoscerli)? Perché continuiamo a ricascarci?
“Pensateci: cos’è che abbiamo noi e che manca agli animali? La parola, giusto? E cos’abbiamo noi che gli animali non hanno? Ve lo dico io: gli stronzi.
Ci sono animali violenti, animali dispettosi, animali feroci, cattivi, farabutti, disgraziati, perfino simpatici e antipatici, ma animali stronzi, no. Perché gli animali non parlano, non comunicano tramite sovrastrutture masturbatorie:
si mangiano tra loro, fanno l’amore, si prendono e si lasciano, magari soffrono, ma almeno non si prendono per il culo tra loro.”
Nel suo volume Amlo ci illumina con la differenza tra stronzi e cretini, le varie tipologie di stronzo (illustrate grazie ad esempi di stronzo di ogni epoca e di ogni genere) e le leggi degli stronzi. Il suo non è uno studio solo teorico, ma reso concreto grazie all’utilizzo di esempi, aneddoti, storie di vita vissuta, paragoni musicali, citazioni letterarie e cinematografiche in cui ognuno si rispecchierà.
Una lettura piacevole e scorrevole, che fa ridere (in alcuni punti veramente tanto) ma anche riflettere, che confermerà tante cose che sapevate e vi illuminerà su altre. Un po’ ripetitivo forse – ma noi non ripetiamo sempre gli stessi errori con gli stronzi? Non continuiamo perennemente a cascarci e farci mettere bene i piedi in testa? – Allora beh forse non fa così male ripetere più volte un concetto per imprimerlo bene nel nostro cervello.
Un libro che merita grandissimo rispetto per la scelta del soggetto da trattare e per come viene trattato. Da leggere in ogni caso, perché con gli stronzi è poco ma sicuro: non si finisce mai di imparare.
Carla De Felice




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