Cinecefali

Published on Novembre 24th, 2014 | by Angelica Milia

John dies at the end

Regia: Don Coscarelli

Anno: 2012

Durata: 99′

Cast: Chase Williamson, Rob Mayers, Paul Giamatti, Clancy Brown, Glynn Turman, Doug Jones, Daniel Roebuck

Dave è il protagonista e migliore amico del John del titolo. Si trova in un ristorante cinese per raccontare la sua storia a un giornalista (interpretato daPaul Giamatti) e così comincia a parlare di una nuova droga chiamata Salsa di soia che permette viaggi nello spazio-tempo a chi ne fa uso ma, trattandosi di una sostanza senziente, ama divertirsi con le sue vittime fino a trasformarle in orribili mostri provenienti da un’altra dimensione e per un motivo ben preciso.
Ci ho messo un po’ a capire se questo film mi era piaciuto e, tuttora, non sono del tutto sicura della risposta che mi sono data. Se infatti da un lato il film ha il coraggio di navigare in una narrazione totalmente slegata da regole e strutture classiche, John dies at the end ha il sapore di un uovo di Pasqua a Natale. Buono ma stranamente non del tutto al suo posto.
La commedia horror è un genere che, da La casa in poi, ha avuto grandi e piccoli discendenti (come dimenticare il superbo e invisibile Tucker & Dale Vs Evil, il buffo Black sheep e il fondamentale L’alba dei morti dementi?) rimanendo un sotto-genere fertile e continuo, che di tanto in tanto ha concesso perle come Cockneys vs Zombies.
Nel caso del film di Coscarelli (conosciuto anche come ‘Quello di Bubba Ho-tep’) ci troviamo davanti all’apoteosi del low-budget di fronte all’esplosione dell’assurdo dove mostri cronenberghiani, fantasmi, cani eroi, hot dog che fanno da telefoni e santoni con reali poteri soprannaturali si mescolano in una furiosa e carambolesca avventura notturna. Saltando dalle atmosfere horror più becere ad altre diciamo più ‘lynchane‘ e oniriche, Coscarelli mette in scena il romanzo già cult di David Wong con estro e divertendosi parecchio, ma rallentando e confondendo troppo le carte in troppi punti, dove forse la sintesi visiva richiedeva più ‘cattiveria’, soprattutto a fronte di una trama di partenza così basica e lineare.
Divertente e sconclusionato, John dies at the end non è un film per tutti i palati, ma sicuramente può essere una buona portata per chi è amante del genere o è curioso di scoprire gusti contrastanti e a tratti sorprendenti.

Angelica Milia

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John dies at the end Angelica Milia

Summary:

3

Voto


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