Mommy

Regia: Xavier Dolan
Genere: Drammatico
Durata: 139′
Lingua: Franco-canadese
Cast: Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon, Suzanne Clément, Patrick Huard
Sceneggiatura: Xavier Dolan
Fotografia: André Turpin
Montaggio: Xavier Dolan
Distribuzione: Good Films
Uscita: 4 dicembre 2014
Diane ‘Die’ Després è una madre single attraente e dal carattere inarrestabile che deve gestire il ritorno a casa da un Istituto correzionale dell’adorato e violento figlio Steve . In concomitanza con questo nuovo tentativo di convivenza, irrompono entrambi nella vita della timida Kyla, sconvolgendone gli equilibri e le paure.
‘Gli scettici dovranno ricredersi’
Il primo film di Xavier Dolan distribuito in Italia (nonostante sia il suo quinto lungometraggio a soli 25 anni) è anche il primo film che dovreste andare a vedere non appena finirete di leggere questa recensione.
Cineasta rivolto alla viscerale necessità di elaborare il rapporto madre-figlio fin dal primo J’ai tué ma mère, Xavier Dolan ribalta qui la propria visione rivolgendo tutta l’aggressività repressa e l’ossessività possessiva di Tom à la ferme nel figlio che ama la madre e nella madre che ama il figlio. Il filo conduttore è semplice, addirittura purissimo, ma affilato come una lama a doppio taglio e pericoloso nella medesima misura.
Se nei suoi film precedenti la difficoltà comunicativa era alla base di un rapporto nato storto, questa volta il legame è invece profondo, radicato, inespugnabile e per questo potentissimo perché reso attraverso la costruzione di una speranza comune: la libertà di vivere la felicità senza temerne il prezzo. Ma proprio perché il desiderio è alto, la strada per ottenerlo è facile allo sgretolamento e alle insidie di una vita vendicativa.
Steve, protagonista delle sequenze più potenti del film, riesce in un certo senso a incarnare il sogno di essere migliore, di elevarsi da un corpo sadico contro se stesso e nemico della propria mente. Al contempo sua madre Diane è l’armatura che lo protegge, che spinge più in là i suoi limiti e trova serenità nel rincontrare oscillazioni positive nel suo comportamento grazie al costante combattere contro tutto e tutti. Lei vede nel figlio un pezzo di scheletro della sua stessa vita più che un obbligo da sobbarcarsi. In tutto questo Kyla è spettatrice sorpresa e sorprendente nel suo ritrovare se stessa ai margini di due personalità tanto sgangherate quanto invasive, e nel ricalibrare gli equilibri con loro e con il proprio passato negli sfoghi di follia maneschi come nei tentativi alla cieca trova una nuova famiglia con cui parlare (letteralmente).
Struggente e onesto come nessuno dei suoi film precedenti (impeccabili per stile ma leggermente incapaci di provocare una reale empatia di pancia, almeno per la sottoscritta) Mommy è forse il film più potente e sincero dell’anno e tra i più importanti per portata stilistica del decennio, in un innuendo emotivo parallelo a scelte visive e di struttura apparentemente classiche ma finalmente libere da influenze esterne, definitivamente personali e riconducibili a Dolan stesso e basta. Una consacrazione che sa tanto di maturità definitiva portata in trionfo da un trio di attori mostruosi e da una colonna sonora semplice e concreta, pop e centratissima.
Da vedere, rivedere, ricordare e assimilare senza timori. Fenomenale come pochi nel suo indimenticabile formato 1:1.
Angelica Milia
Summary:



