Serie TV

Published on Gennaio 26th, 2015 | by Noemi Borghese

Episodes

Ideatore: David Crane, Jeffrey Klarik

Genere: Comedy

Durata: 30′ (a episodio)

Lingua originale: inglese

Stagioni: 4

Episodi: 28 puntate

Cast: Matt Le Blanc, Tamsig Greig, Stephen Mangan, Kathleen Rose Perkins, Mircea Monroe

Distribuzione: Showtime

Prima Tv: USA, 2011

Qualcuno, al concepimento di Episodes, deve aver fatto una lista: l’elenco di tutto quello che gli Inglesi – e gli europei – non sopportano degli americani, una bella lista piena e farcita di verità così come di stereotipi.
La serie, trasmessa da Showtime dal 9 gennaio 2011, è una metaserie: una serie che parla di una serie. Cosa c’è dietro alla realizzazione di uno sceneggiato a puntate? Il cugino anglo-americano di Boris ha nel complesso ottenuto un discreto successo, molto minore rispetto a quello che probabilmente merita, e come ogni prodotto di casa Showtime si mantiene in cima all’elenco delle serie di successo, anche se paradossalmente in Italia se ne parla ancora troppo poco.

Seriously, I wanna have sex with your show

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La trama segue le vicende di una coppia sposata di registi inglesi, Sean e Beverly, la cui serie Lyman’s Boys ottiene un enorme successo nel Regno Unito. È così che l’americanissimo direttore di Rete, Merc Lapidus, propone loro di trasportare la serie a Hollywood, promettendo fama, gloria and a swimming pool.
I due, allettati dall’idea di veder finalmente sbocciare la promettente creatura sulla scena internazionale, volano in California e accettano l’offerta; purtroppo però li aspetta una serie di amare sorprese, perché la rete che li ospiterà non sembra realmente interessata al prodotto in sé, con i suoi protagonisti originali – primo tra tutti Lyman, ossia Richard Griffith (lo zio babbano di Harry Potter per intenderci) – e la trama stessa è destinata ad essere sconvolta.

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Yeah, eh,… Mark may not have actually seen your show…

La serie da Lyman’s Boys diventa Pucks, e cambia totalmente soggetto e tono stilistico, diventando una banale e giàvista storia di un insegnante di football di un liceo e rientrando nel palinsesto come ennesima teen-drama da sabato pomeriggio. Lyman viene sostituito da un attore, definito dall’assistente di Merc, Carol Rance, un attore disponibile ed histerically funny, che altro non è che Matt Le Blanc, conosciuto in tutto il mondo per la comedy madre di tutte le serie comedy, Friends.

Joey è un personaggio difficile di cui liberarsi, e Matt, i due registi e la rete stessa lo sanno bene, e Joey Triviani viene ingaggiato comunque, dando il via ad una sfilza continua di gag all’americana. Spacconi, arroganti e superficiali, i nuovi amici e colleghi di Sean e Beverly confermano ogni stereotipo immaginabile e, lentamente, portano lentamente i due sposini ad americanizzarsi, anche se mai del tutto, portando continuamente lo spettatore al proprio livello di spaesamento.
Episodes è lo stravolgimento totale del sogno americano, perché è la dimostrazione che non tutto è possibile anche se le risorse sembrano infinite, e che sradicare un prodotto può significare decretarne la morte, o quanto meno un’inarrestabile discesa verso il ridicolo.

There’s an actor available, histerically funny and he’s ready to come back to TV

There’s an actor available, histerically funny and he’s ready to come back to TV

Episodes è una serie comedy e probabilmente deve il suo mancato BOOM al fatto che il genere comedy paradossalmente paga pegno perché non incontra facilmente il target giusto: non è una serie da pomeriggio su Italia 1, per intenderci, e non è nemmeno una serie da giovedì sera su FOX Crime.
Preparatevi ai bordopiscina, alle Cabriolet, ai tapis roulant in ufficio, ai sorrisetti e ai complimenti gracchianti.

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Perché guardare Episodes?

Per Joey, perché amo gli stereotipi, per Matt Le Blanc, perché odio gli stereotipi, perché amo così tanto le serie tv da amare una serie tv che parla di una serie tv, perché da un momento all’altro possono spuntare un paio di tette.

Perché non guardare Episodes?

Perché Joey brizzolato mi fa sentire vecchio, perché l’umorismo british non mi fa ridere, perché gli stereotipi non mi fanno ridere, perché non riesco a seguire in lingua originale, perché non mi piacciono le tette.

Noemi Borghese

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Summary:

4

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Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



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