Secretary

Regia: Steven Shainberg
Anno: 2002
Durata: 111′
Cast: Maggie Gyllenhaal, James Spader, Jeremy Davies
‘A chi spetta dire che l’amore debba essere morbido e gentile?’
Premiato ai Sundance e Indipendent Spirit Awards, questo piccolo ma strepitoso diamante nascosto del cinema americano dei primi anni duemila potrebbe essere la vostra alternativa all’antitetico 50 sfumature di grigio, per gusto (questa è una commedia nera) o tipologia di audience.
Se siete curiosi di scoprire le dinamiche naturali dell’affascinante mondo BDSM infatti non esiste pellicola più leggera nell’affrontare un amore costruito su dinamiche di dominazione e sottomissione, erroneamente percepite dalla società come depravate e devianti.
La dolce Lee Holloway, in cerca di una propria identità da inserire nella società aliena che la circonda (tra una madre nevrotica e un padre alcolizzato che vorrebbero insegnarle a incatenarsi a ciò che ha rovinato le loro stesse vite) incappa in un avvocato ossessivo e sadico, il dimenticatissimo James Spader che incarna l’irremovibile ‘padrone’ E. Edward Grey (che però cattura i topi per poi liberarli).
Tra un innamorato dolce e nevrotico, il solito Jeremy Davies, e il suo possessivo e dispotico capo, sceglierà la liberazione sessuale attraverso la quale trovare la reale se stessa. mutando da larva contratta ad accecante farfalla.
In un crescendo di mosse e contromosse, che verrebbero percepite da una persona dalla sessualità basica come mobbing, i due scopriranno parallelamente il concretizzarsi delle loro attitudini profonde scoprendosi a vicenda, per poi ritrovarsi intimamente e inevitabilmente legati, riflesso l’uno dell’altro, nello spazio scenico di uno studio legale costruito come un microcosmo attrezzato in ogni dettaglio per la riuscita, agognatissima nascita di un nuovo grande amore.
Giudicare non è contemplato. Consigliatissimo, anche per più visioni.
Voto: 9
Angelica Milia
Summary:



