Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai Quartieri Spagnoli
In letteratura, alla voce morti violente di animali per vendette varie, possiamo trovare casi di teste di cavalli mozzate e depositate nel letto del proprietario, di orecchie d’asino infilate nella buca della posta, di cani uccisi a colpi di pistola per sfregio, di conigli domestici bolliti da amanti focose respinte. Di casi di orsi marsicani parcheggiati nel vicolo di una città, invece, neanche l’ombra. Per cui, quando il povero giornalista precario Tony Perduto, a vico Speranzella, nel cuore di Napoli, si ritrova a prima mattina un orso messo a quattro di bastoni a sbarrargli il passaggio, pensa a tutto fuorché ad un omicidio. E’ giugno, fa caldo e il povero animale può aver cercato un po’ di fresco fuori, ad esempio.
Adesso il lettore dirà: Sì, è normale che un orso decida di dormire all’aperto, stupisce solo il fatto che lo faccia nel mezzo di un vicolo ai Quartieri Spagnoli.
Qualcosa di simile avrà pensato anche Tony, poco prima gettare sull’animale un’occhiata più attenta e scoprire quanto segue: il gigantesco animale è morto!
Ora non serve una persona dotata di straordinario fiuto per gli affari per capire che un orso morto ai Quartieri Spagnoli è per un giornalista free-lance il treno che passa una volta sola, l’opportunità della vita che può portare un povero cristo dritto in prima pagina. Ma al nostro reporter non viene concesso neppure il tempo di fantasticare su un futuro pieno di soddisfazioni, che il vicolo si riempie di persone. A Tony Perduto non rimane che accantonare per un attimo i sogni di gloria, intercettare quanto più possibile gli umori della gente, scattare qualche foto e poi correre a casa per mettersi seduto nella sala d’aspetto.
Quella del treno della vita, che per Tony arriva puntuale sotto forma di chiamata di un caporedattore incazzoso, che commissiona a Perduto non un articolo a mestiere sull’orso morto in un vicolo di Napoli ma lo scoop, la notizia esclusiva.
Adesso sarà capitato anche a voi che proprio quando state per dire addio ai sogni di gloria entra in gioco la componente fortuna, che aiuta gli audaci e qualche volta anche i giornalisti precari. Nella fattispecie, l’aiuto a Tony giunge sotto forma di trasporto funerario: il cadavere del povero orso è stato trasportato nell’obitorio del policlinico, l’ospedale dove lavora la sua migliore amica Marinella.
Il nostro giornalista in carriera, grazie all’aiuto fondamentale della donna, scopre quanto segue: l’orso è stato ammazzato con tre colpi di pistola.
Ecco la notizia esclusiva!
Il fiuto da reporter d’assalto riporta Tony sul luogo del misfatto. Qui trova i bossoli, cioè la prova che il delitto è avvenuto proprio in quel posto.
Perduto inizierà da vico Speranzella, tomo tomo cacchio cacchio, un’indagine personale che lo porterà a trovare il bandolo della matassa di un caso complesso, un pasticciaccio brutto che sarà ricordato come il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai Quartieri Spagnoli.
Mi fermo qui. Il resto lo scoprite da soli, perché chi spoilera fa peccato.
Antonio Menna, mescolando ad arte sorrisi e suspense, costruisce un’avvincente storia che ben si intrecciata con le difficoltà della vita di tutti i giorni: quella di un giovane giornalista precario che vive il dramma della friendzone, ad esempio.
Il risultato è un libro divertente, intelligente, che ci regala Tony Perduto, un personaggio cui è impossibile non affezionarsi.
Fabio D’Angelo
Voto
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