Figli di un libro minore

Published on Marzo 21st, 2015 | by Flavia Peluso

Jim entra nel campo di basket

Jim entra nel campo di basket, Jim Carrol (Traduzione di Tiziana Scarpa) Minimum Fax 2013, € 10.

Jim entra nel campo di basket, Jim Carrol (Traduzione di Tiziana Lo Porto) Minimum Fax 2013, € 10.

Adesso ho questi diari che hanno il miglior protagonista che uno scrittore può sperare, New York, una cazzo di città delirante. Presto farò alzare il culo a un sacco di gente e gli farò sapere che succede veramente nei vicoli ciechi che si annidano tra le loro strade bene con doppi garage. […] Forse un giorno sarò soltanto un libro di otto pagine, tutto qui, e ogni volta che se ne volterà una, un pezzo di Pentagono andrà in fumo. Sì . “

Autunno 1963- Estate 1966, l’adolescenza di Jim Carroll raccontata nei suoi diari.

Jim ha tredici anni e tre passioni : il basket, la droga e la scrittura.

Jim non è un adolescente modello, figlio di un’America spaventata dalla guerra del Vietnam, vive una vita allo sbando tra i vicoli dei sobborghi di New York in compagnia di tossici e pervertiti.

Jim entra nel campo di basket è un vero e proprio racconto di (de) formazione di un adolescente ribelle che incarna in pieno un eroe della beat generation. Inutile dire che il libro divenne subito un romanzo di culto tra i giovani dell’epoca. Kerouac scrisse “ A soli tredici anni, Jim Carroll scrive meglio dell’ottantanove per cento degli autori di romanzi attualmente in attività”. Burroughs lo definì “Uno scrittore nato”

Lo stile di Carroll è semplice, secco, preciso e migliora pagina dopo pagina, stagione dopo stagione fino ad arrivare alla dolorosa maturità degli ultimi capitoli.

Jim usa la scrittura per ancorarsi alla realtà che gli sfugge, più le droghe e il degrado prendono il sopravvento e più nasce in lui il bisogno di scrivere

“Più leggo e più mi accorgo,adesso,ogni giorno di più che ho bisogno di scrivere. Penso alla poesia e per come la vedo io, è solo un blocco di pietra grezza pronto a essere modellato,per cui le parole non le vedo mai come un tremendo ostacolo ma come gli attrezzi per scolpire. Mi arrivano queste immagini dalla volta celeste (arriva tutto per immagini) e io le scaglio intorno a me come mattoni, a volte si allineano in modo preciso e altre volte di traverso e pronte a caderti in testa. Come fosse una casa dove ogni tanto vado a buttare giù una stanza e rifarla in un’altra misura o forma perché dia un senso a tutto il resto … o non gliene dia affatto. E una volta finito sono fatto come quando ti cali tutto quello che hai in tasca, avete presente ? “

Il lettore dovrebbe sempre tener in mente che non sta leggendo un romanzo di fantasia ma i diari di un adolescente, anche se può sembrare incredibile una tale discesa agli inferi per un ragazzino di soli tredici anni.

Jim vive un inferno privato popolato da amici con cui dividere una dose, donne da scopare e abbandonare, pervertiti a cui vendersi per potersi drogare e in mezzo a tutto questo, le uniche parentesi di una vita apparentemente normale sono le partite di basket. Quando Jim gioca a basket, si fa notare , “perché se non fai mai niente per essere notato, ma notato sul serio,che tipo la gente ti indica,allora è meglio che non ti fai proprio vedere”. Jim aveva le carte in regola per diventare un vero campione ma la droga ha rovinato tutto.

Eppure Jim è un adolescente pieno di sogni costretto a vivere incubi, un animo sensibile che teme la guerra e la morte come ogni tredicenne. C’è una parola ricorrente in tutto il libro, dovrei dire in tutte le stagioni del diario, puro. Il sogno di Jim è essere puro, tornare forse all’ incoscienza del bambino, lontano dalle droghe, dall’alcool e dal degrado.

“Ti sei accorto che un tossicomane quando è fatto a un certo punto comincia ad assomigliare a un feto?”

“Sta tutto lì il bello, è il ritorno al ventre materno”

Dopo aver terminato di leggere il libro, ho seguito il consiglio di Tiziana Lo Porto (traduttrice eccezionale), ed ho cercato di scoprire qualcosa in più di Carroll scavando nel web. E’ stato un poeta e un musicista, una vera icona della cultura underground newyorkese dell’epoca, uno che ha collaborato con Warhol e Patti Smith, “Jim è il ragazzo che mi ha insegnato a scrivere poesia “,diceva.

Un genio probabilmente o forse un folle, di sicuro un uomo con una sensibilità fuori dal comune.

“E per tutto il giorno ho avuto la consapevolezza che da qualche parte nel mio mondo c’era un amore incredibile … e sono triste,perché vorrei spiegarlo a qualcuno, ma non posso perché è una cosa solo mia,per gli altri sono solo immagini sdolcinate. E adesso ho nelle vene questo dolore forte,caldo e bello mentre cerco di capire.”

Jim entra nel campo di basket ti lascia nelle vene un po’ di quel dolore.

Flavia Peluso

Twitter
Visit Us
Jim entra nel campo di basket Flavia Peluso

Summary:

5


Tags: , , , , , , , , ,


About the Author



Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla