Cinecefali

Published on Aprile 13th, 2015 | by Angelica Milia

Into the woods

Regia: Rob Marshall

Anno: 2014

Durata: 125′

Cast: Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick, Chris Pine, Daniel Huttlestone, Billy Magnussen, Mackenzie Mauzy, Johnny Depp

Musica: Stephen Sondheim

Uscita: 2 aprile 2015

Trama: Un fornaio e sua moglie, desiderosi di avere figli ma impossibilitati per via di una maledizione, si ritrovano a dover rubare quattro oggetti dalle rispettive fiabe per una strega che metterà ogni personaggio di fronte alle proprie leggerezze, distruggendo in questo modo certezze favolistiche e trascinandoli con durezza verso quelli che sono i limiti della vita vera, con le sue ingiustizie e le sue meraviglie.

Rob Marshall è sempre stato una bestia nera per chi ne scrive, a causa di quella sua totale incapacità di dare nervo ai propri film, sempre un po’ deboli e vacui (o imbarazzanti come nel caso di Nine), oppure sorretti dai propri interpreti o dal materiale di partenza.

Anche a questo giro Into the woods non fa eccezione, nel senso che come sempre lo slancio registico viene meno proprio quando serve, ovvero nel momento in cui i nodi vengono al pettine nella fase finale della storia, dopo un primo atto divertente, fresco e dal ritmo impeccabile. Qui materiale di partenza e attori riescono a costruire una diga così forte e affascinante da riuscire non solo a salvare la baracca, ma addirittura a farle spiccare il volo.

Into the woods non sarà un film eccelso ma è certamente una storia mozzafiato che riesce ad arrivare fuori tempo massimo (il musical originale è datato 1986 e all’epoca venne percepito come una metafora dell’AIDS) ponendosi nei confronti dello spettatore come un divertissement dissacratorio che lentamente riesce a rivelarsi per quello che è: un uragano tematico implacabile capace di gestire molteplici livelli di lettura dalla potenza espressiva capace tutt’oggi di spiazzare anche lo spettatore più navigato.

Ma andiamo con ordine. Le musiche di Stephen Sondheim (Sweeney Todd) e il libretto di James Lapine come adattamento de Il mondo incantato di Bruno Bettelheim si innestano inizialmente nei confronti delle versioni originali delle favole che scelgono di intrecciare (finalmente la scena dei piedi di Cenerentola nella sua veste ‘reale’ pronta a rendere giustizia alla favola dei fratelli Grimm, ma ci sono anche Perrault e il folklore anglosassone) a una storia originale dal sapore universale che altro non è se non il vero motore e cuore di tutto.

Partendo a livello compositivo e narrativo da melodie e toni buffi e scanzonati (esattamente come i propri protagonisti-burattini) mano a mano che i desideri espressi si compiono, l’ingresso nel bosco del titolo si fa più profondo, torbido e labirintico, incastrando le pedine contraddittorie dell’essere umano che tende continuamente a ritrovarsi nel pantano della vita nonostante il suo costante interrogarsi sulle proprie azioni.

La forza di Into the woods (e qui sta il genio del compositore newyorchese) si cela dietro ai suoi passaggi più forti e meno disneyani, dove le sguattere vogliono una vita nella media, i principi sono educati alla fascinazione altrui e non alla sincerità, i bambini si interrogano sul perché della fuga da casa e su quale sia il suo prezzo così come di che tipo sia la vera natura di un lupo all’apparenza tanto gentile. In tutto questo ogni parola è pesata, precisa e diretta nell’essere emessa con la melodia o anche solo la nota giusta, sia essa disperata, canzonatoria o malinconica.

In questa giravolta di percorsi fatti e disfatti, colpi di scena e preghiere profondamente umane, irrompe la strega come incarnazione della storia stessa che giudica gli uomini in base alle loro debolezza, ai loro bisogni effimeri e alla loro ipocrisia insita anche nel più puro degli individui.

Da un certo punto di vista una scoperta devastante e dall’altro una presa di coscienza che allo strazio dell’essere vivi accompagna un’intelligenza artistica di cui oggi sentiamo profondamente bisogno.

Niente male per un pugno di storie della buonanotte.

Angelica Milia

Twitter
Visit Us
Into the woods Angelica Milia

Summary:

4


Tags: , , , , , , , , , ,


About the Author

Mangio film, faccio film.



Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla