Libri

Published on Aprile 24th, 2015 | by Fabio D'Angelo

La buona legge di Mariasole

La buona legge di Mariasole, Luigi Romolo Carrino, Edizioni E/O coll. Sabot/Age, 2015.

La buona legge di Mariasole, Luigi Romolo Carrino, Edizioni E/O coll. Sabot/Age, 2015.

 

Scusami, dammi la forza e scusami, Giova’, se io appresso a te zitta mi muoio.

Sin dal 1848, anno in cui a Seneca Falls, presso New York, un’assemblea di donne elaborò la Dichiarazione dei Sentimenti con lo scopo di rivendicare la parità di genere, fu ben chiara a tutti la difficoltà reale di coniugare le richieste di uguaglianza formale con il rispetto della diversità tra uomo e donna. Per le donne, la difficoltà si manifestò anche e soprattutto nella ricerca di modelli politici convincenti che fossero lontani da quelli rappresentati dal mondo maschile. Ad interrogarsi sullo stesso tema, sarà anche Mariasole Simonetti, protagonista del nuovo libro di Luigi Romolo Carrino, sequeal di Acqua Storta, quando spinta dagli eventi della vita, si vedrà costretta ad accettare il compito di guidare la federazione camorristica dei Simonetti-Farnesini.

Non lasciatevi confondere; a differenza della mafia, in cui la virilità esasperata è dentro ogni rituale e relega la femminilità ad un ruolo silente e marginale, la camorra è tutt’altra cosa. In essa, le donne, grazie anche ad una struttura spesso non verticistica, e senza l’aiuto di quote rosa, godono un’uguaglianza formale effettiva da far invidia ai paesi del nord Europa. Basti pensare a  “boss in rosa” del calibro Rosetta Cutolo, Erminia Giuliano e Teresa De Luca Bossa, solo per fare qualche nome.

Mariasole non è da meno. È una donna di camorra: moglie di Giovanni Farnesini, figlio di Don Antonio, un boss latitante, e figlia di Don Pietro Simonetti, detenuto a Poggioreale. Con il matrimonio combinato, Mariasole sigilla l’unione tra le due famiglie. Ella, laureata e lontana anni luce da ogni cultura arcaica, imparerà ad amare Giovanni e a convivere con la sofferenza provocata dal tradimento del marito, che nasconde una relazione omosessuale. Il suo omicidio, ordinato da Don Antonio in persona per evitare alla famiglia l’inevitabile scorno, spingerà Mariasole al vertice della federazione. L’investitura arriverà da Donna Angela Lieto, madre naturale di Don Antonio, donna potentissima che vive nel buen retiro fortificato di Procida, da dove dirige vari traffici criminali. Mariasole testerà in prima persona il conflitto tra il ruolo assegnato e la retorica della madre, fin quando non sceglierà di compiere scelte violente e atrocità necessarie in un mondo dove la differenza la fa la capacità di incutere terrore, l’unica garanzia di salvezza per sé e per il figlio.

Sono lupa vedova rimasta a guidare il branco che hai lasciato. Alla luna sopra il faro, nella trappola che mi spezza le braccia, urlo il male che ho imparato per salvarci da quello che hai generato con la tua disonestà.

La legge a cui si appella Mariasole è quella delle madri: universale, immutabile, tramandata attraverso il travaglio del parto da donna in donna.

Certe leggi non possono essere violate e certe leggi, amore mio, sono quelle della natura che ci chiama, e sono buone cose, come una donna che partorisce un uomo, amore assoluto che trova la sua ragione nella ragione della carne. È una legge naturale, la legge più buona del mondo, quella che disciplina la cura di una madre per suo figlio. 

La buona legge di Mariasole di Carrino è un libro di straziante bellezza, scritto con un linguaggio potentissimo, che ci regala Mariasole, un personaggio indimenticabile, terribilmente epico.

Fabio D’Angelo

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Summary: Scusami, dammi la forza e scusami, Giova’, se io appresso a te zitta mi muoio.

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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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