Non sembra neanche dicembre
La rilegatura di Non sembra neanche dicembre è di quelle che possono trarre in inganno anche una persona mediamente attenta, perché l’aspetto di questo libricino, solo 72 pagine in tutto, è quello di una piccola agenda. Da un punto di vista pratico questa scelta porta dei notevoli vantaggi. Faccio qualche esempio:
Il libro occupa poco spazio, visto che puoi infilarlo nel taschino della giacca o nelle tasche laterali dei pantaloni. La rilegatura ad anelli consente, inoltre, di poterlo maneggiare con eccessiva facilità. Puoi sfogliarlo alla velocità della luce e bloccare la pagina senza correre il rischio che il libro si chiuda a tradimento, facendoti perdere il segno. E questa non è una cosa da poco. Ultima nota: la copertina nera, un chiaro omaggio alla Moleskine che gli amanti del genere non potranno che apprezzare.
Questi motivi pratici mi hanno spinto a scegliere Non sembra neanche dicembre di Vincenzo Costantino Cinaski, edito dalla Round Midnight Edizioni, qualche giorno fa, come fido compagno di viaggio in treno da Napoli a Roma. Ed è stata un’ottima scelta.
Il tema dei sei racconti brevi è quello della vigilia di Natale, raccontata però con gli occhi, lo stile e la sensibilità di Vincenzo Costantino in arte Cinaski, ma non lasciatevi ingannare da facili osservazioni, perché questa è una lettura adatta a tutte le stagioni. I più temerari potranno sfogliarlo con disinvoltura anche sulle spiagge. Potrei spingermi fino al punto di definire questo libro-taccuino come un atto d’accusa nei confronti del buonismo a comando da combattere con una certa dose di cattivismo: “La cattiveria è sempre sincera, perché non si può fingere di essere cattivi”, ma rischierei di essere frainteso, perché i messaggi lineari, asciutti, lanciati senza tanti giri di parole come un “diretto” sul mento, non contengono nessun invito ad essere carogne sempre. Le storie di solitudine ambientate in Milano fredda in preda all’ansia del Natale, sono piuttosto un invito a guardare il mondo da una prospettiva diversa e ad essere sinceri sempre, perché in fondo noi “Natale ce lo meritiamo, il resto dell’anno no.”
Fabio D’Angelo
Voto
Summary: Natale ce lo meritiamo, il resto dell’anno no.




