Dalla parte delle viole – Mario Visone

Mario Visone, Dalla parte delle viole. Homo Scrivens, 2015. € 14,00
Guido è un giovane anarchico italiano, aspirante suicida, che decide di partire verso la Spagna per vendicare la morte del poeta Federico Garcia Lorca avvenuta per mano della falange franchista.
L’esordio narrativo di Mario Visone, saggista raffinato e competente, raccoglie con coerenza e maturità le conoscenze dell’autore su un periodo già consegnato alla storia ma ancora attuale, denso di significato morale e portatore di spunti sociali e intellettuali. Intrecciando i fatti della rivoluzione spagnola, vista dall’interno con gli occhi di uno sparuto gruppo di combattenti, con le suggestioni letterarie di Garcia Lorca e Neruda, Mario Visone costruisce un quadro complesso ma straordinariamente coerente e lineare, che non sacrifica peraltro mai la potenza narrativa e descrittiva degli eventi in favore della necessità di inquadrare storicamente il contesto socio-politico al cui interno si muovono i personaggi del romanzo.
Anche se abbondano le digressioni politiche, necessarie a dare un quadro preciso del complesso mosaico dei gruppi rivoluzionari spagnoli e dell’influenza del comunismo e dello stalinismo su di essi, a colpire nel romanzo di Visone è semmai l’umanità dei protagonisti, il loro idealismo senza sconti che li isola in una drammatica solitudine ma che riuscirà a legarli indissolubilmente tra di loro. Non solo Guido Santandrea, il protagonista che racconta il tutto in prima persona con la sua prospettiva di anarchico insofferente a regole e costrizioni, e precipitato nel mezzo di una guerra non sua per l’infinito amore provato per un grande poeta, ma tutti gli uomini (e le donne soprattutto) descritti nel romanzo sono rappresentati non tanto come combattenti per una causa ritenuta giusta, ma come esseri umani estenuati dalle fatiche e dalle sofferenze di una guerra che non possono fare a meno di evitare. E’ proprio questa assenza di epica, questa cruda umanità che tiene in dispare l’eroismo pur senza eliminarlo (anzi mostrandolo quasi come una necessità), a rendere questo romanzo toccante e commovente, e capace di raccontare la crudezza della morte con trattenuta partecipazione.
A dare ulteriore significato al tutto c’è lo stile scelto dall’autore. Ricco, elegante e perfino poetico nelle prime pagine, quando la storia di Santandrea a Granada è agli inizi, riesce a sciogliersi a mano a mano che procede la narrazione, fino a diventare scarno e a farsi un tutt’uno con i paesaggi polverosi e aridi dell’Andalusia e della Guerra.
In definitiva Dalla parte delle viole è un’opera prima assolutamente significativa che pone l’accento sull’uomo, sulle sue paure e sul suo sentire sociale; e specie in tempi come quelli odierni in cui la bussola politica e ideologica pare irrimediabilmente persa ed è a sua volta sintomo di una crisi etica e culturale, lavori del genere sono di una necessità stringente, e non si può che ringraziare Mario Visone di averci regalato questo suo romanzo.
Giuseppe D’Alessandro
Voto
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